Polizia violenta in Nigeria: giovani africani protestano anche a Campobasso

Sabato 31 ottobre a Campobasso si svolgerà una manifestazione pacifica dei giovani nigeriani presenti sul territorio molisano contro le violenze della polizia in Africa. Abusi di potere, omicidi e maltrattamenti sui civili da parte delle Sars (Squadre speciali anti rapina) alla base delle proteste della giovanissima popolazione nigeriana che si è mobilitata ad ogni latitudine sotto l'hashtag #EndSars.

Sars in Nigeria non è la prima parte del nome del virus responsabile della pandemia (Sars Cov-2) ma l’acronimo di Special Anti-Robbery Squad (Squadra speciale anti-rapina). Si tratta di un temutissimo corpo di polizia chiuso solo recentemente dal governo dopo le proteste della popolazione contro inenarrabili episodi di violenza e maltrattamenti ad opera dei suoi ufficiali che vanno avanti da anni.

Da diverse settimane nelle principali città della Nigeria ci sono manifestazioni e scontri tra civili e militari: l’annunciata riforma delle forze dell’ordine avviata dal presidente nigeriano Muhammadu Buhari è stata accolta con scetticismo delle piazze tanto che le proteste non si sono fermate e sono state duramente sedate.

Il clima nei cortei, inizialmente pacifici, si è inasprito al punto tale che è stato aperto il fuoco su alcuni manifestanti e ci sono state diverse vittime ad opera dei militari. Secondo il report di Amnesty International sono morte almeno 56 persone dall’inizio della protesta l’8 ottobre scorso (qui l’appello)

L’hashtag #EndSars è diventato virale prima in Africa poi in tutto il mondo: personalità del mondo dello spettacolo come Beyoncé e Rihanna hanno preso posizione sostenendo le ragioni dei giovani del paese più popoloso dell’Africa (più di 100 milioni sui 200 totali della popolazione hanno meno di 20 anni). Sono loro i protagonisti di questa nuova primavera e si stanno mobilitando ad ogni latitudine.

endsars

Sabato 31 ottobre anche a Campobasso si svolgerà una manifestazione per chiedere di mettere fine alle ripetute violazioni dei diritti umani e all’abuso di potere della polizia. Referente di questa iniziativa è Okwudili Michael Ike, 36enne operaio che vive a Termoli con la moglie e il figlio.

Michael è arrivato nella nostra regione 5 anni fa. Sebbene i suoi affetti più cari si trovino assieme a lui nella cittadina adriatica “in Nigeria – lo racconta lui a Primonumero – ci sono i miei genitori, fratelli, sorelle, amici e sono preoccupato per loro. La brutalità contro i civili è all’ordine del giorno, i giovani come me non possono neppure uscire senza autorizzazione e non certo a causa del Coronavirus”.

Il presidio inizierà alle ore 15 in piazza Cuoco (di fronte alla stazione di Campobasso) dove i manifestanti resteranno fino alle 17.