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Non si può amare Dio se non si ama l’uomo

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    XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

    Il secondo comandamento è identico al primo (Mt 22,34-40).

    In quel tempo,  i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

     

    In un tempo in cui ognuno si fa una religione su misura personale oppure sceglie (ma spesso è spinto a scegliere da chi usa con scaltrezza gli strumenti di comunicazione) le idee e i valori non in base alla loro solidità oggettiva bensì in base ai propri gusti, in nome della propria libertà, il vangelo ci ricorda che scegliere una cosa in contrapposizione ad un’altra significa tradire il vangelo stesso.

    Gli antichi usavano il termine “eresia” per indicare questo tipo di scelta. Chi pensa di amare Dio a tal punto da calpestare i diritti dell’uomo sta in realtà scegliendo un idolo, non Dio, perché l’idolo è creato dall’uomo per affermare i propri interessi contro il bene dell’altro.

    Oggi, in questo tempo di covid, a qualche poco illuminato governante che, per spiegare l’alto numero di contagi del suo paese, contrapponeva la libertà come segno distintivo della propria nazione, all’inclinazione alla sudditanza di nazioni come l’Italia, il nostro presidente ha risposto che la libertà si deve accompagnare alla responsabilità. Un ottimo esempio per ricordare che la realtà è complessa e ogni forma di riduzionismo, anche se è sbandierato come difesa di un nobile ideale, porta a lasciare comunque delle vittime sulla propria strada.

    La rivelazione biblica afferma che non si può amare Dio e servirlo se non si ama e serve l’uomo che è fatto a sua immagine e non ci può essere nessuna idea astratta, per quanto nobile, ad inficiare questo principio basilare. Senza la cura per l’uomo, la religione, cristianesimo compreso, è solo un guscio vuoto, anzi, un virus pericoloso da combattere con la stessa determinazione con cui si vorrebbe superare questa pandemia.

     

    Don Michele Tartaglia

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