Un’abruzzese alla scoperta dei segreti del Molise: “Terra autentica ma servono guide in lingua straniera” foto

Il giudizio della tour operator pescarese Tiziana Mergiotti: “Conoscevo solo Termoli, Agnone e poco altro e sono rimasta colpita da natura, pulizia e storia. Il target a cui puntare è medio-alto”

Che il Molise abbia grandi potenzialità lo sostengono un po’ tutti. Che debba farsi scoprire è arcinoto. Che anche dall’Abruzzo poco sappiano dei nostri gioielli sorprende, ma fino a un certo punto, dato il gap di conoscenza del Molise inizia proprio dai molisani.

Tour operator Termoli

Fra i tour operator che in questi giorni sono impegnati nell’Educational Tour su Turismo accessibile e sostenibile organizzato dal Gal Molise c’è anche Tiziana Mergiotti, pescarese che già propone ai suoi clienti la nostra regione ma che del Molise sta scoprendo in questi giorni le ricchezze inesplorate.

“Mi colpiscono la natura e la pulizia del Molise e scopro dei posti simili all’Abruzzo” il commento di Tiziana durante l’aperitivo di pesce, obbligatorio per chi visita Termoli. “Mi colpiscono le tradizioni e l’autenticità e mi ha impressionato Pietrabbondante. Conoscevo finora solo Termoli, Agnone e poco altro”.

Insomma Molise promosso? “Già porto dei gruppi in Molise e consiglio di fare dei corsi per avere guide turistiche che sappiano parlare le lingue straniere ed è un peccato. Su che turisti puntare? Direi di fascia medio-alta”.

Il terzo giorno del tour è stato appunto quello della tappa termolese. A cominciare dalla Cattedrale e dalla Termoli sotterranea. Sapientemente guidati dai ragazzi dell’associazione Pietrangolare ed Explace, i tour operator hanno potuto scoprire i segreti della Termoli antica, con un’attenzione particolare per gli strumenti e le innovazioni tecnologiche messe a disposizione dei diversamente abili per far vivere loro l’esperienza di una visita sensoriale.

Tour operator Termoli

Un breve giro del Borgo antico per loro e poi l’aperitivo a base di pesce crudo al Trabucco D’Abramo, al molo vecchio, dove hanno potuto gustare ostriche locali e apprezzare la freschezza del pescato locale grazie al “Tour Sapori del mare termolese” proposto dall’associazione termolese ‘Turismol’. A seguire il pranzo al ristorante ‘Salsedine’ e infine una visita guidata al Macte di via Giappone prima della ripartenza.

Dagli esperti di turismo provenienti un po’ da tutta Italia (presenti anche alcuni stranieri), commenti quasi unanimi. “Non lo conoscevamo, ci eravamo solo passati per andare in Puglia. Assolutamente da visitare, da vedere in prima persona. Si mangia benissimo, c’è tanta natura e grande pulizia”. Anche per i vicini pugliesi è una sorpresa, mentre per emiliani o marchigiani c’è molto potenziale.

Difetti? “Bisogna capire cosa si vuole offrire, non puntare su tantissime cose ma sceglierne due o tre e collaborare. Ma soprattutto dovete migliorare le infrastrutture e i trasporti. Su quello c’è molto da lavorare”.