Accoltellamento davanti ai Trabucchi: imputato e fratello minacciano e picchiano testimone chiave. Ora sono accusati di stalking

Dopo il fatto avvenuto nell'aprile 2016 il 21enne testimoniò quanto visto ma subì pesanti minacce e aggressioni fisiche che hanno fatto scattare le indagini della Polizia nei confronti dei due albanesi. Il fratello maggiore ha subito l'obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento alla vittima

Volevano costringere il testimone chiave a dichiarare il falso per ‘smontare’ il processo. Loro sono due fratelli albanesi. Il più piccolo, 21 anni, già imputato per tentato omicidio, è ritenuto l’autore dell’accoltellamento ai danni di un giovane termolese nell’aprile del 2016 sulla Passeggiata dei Trabucchi di Termoli.

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Il fratello più grande, 28 anni, si è beccato ora l’obbligo di dimora e non potrà avvicinarsi alla vittima. Che in questo caso è un ragazzo di Termoli, 21 anni, il quale nell’aprile 2016 assistette all’accoltellamento nei confronti di un giovane termolese e in seguito testimoniò quanto accaduto. Ma dopo quel fatto, sia il presunto autore che il fratello tentarono di farlo ritrattare a forza di minacce e pestaggi, e ora sono stati denunciati per stalking dalla Polizia.

Sono proprio gli agenti del commissariato di Termoli ad aver concluso questa attività investigativa. Infatti il testimone di quel grave fatto di sangue dimostrò da subito grande senso civico testimoniando contro l’aggressore. Ma nei mesi successivi si è trovato a subire una serie di ripercussioni sia da parte del responsabile dell’accoltellamento che del fratello. In un caso addirittura i due albanesi lo hanno aggredito e picchiato al punto da procurargli un trauma facciale.

In altre occasioni lo hanno inseguito e minacciato accusandolo di aver fatto la spia. Nell’ultimo caso, i due fratelli albanesi a bordo di un’auto di grosse dimensioni lo hanno pedinato mentre transitava sulla statale 16 con il proprio scooter.

L’agguato sarebbe avvenuto proprio a pochi giorni da una udienza penale che riguardava la vicenda dell’accoltellamento. In sostanza i due fratelli hanno cercato di far cambiare idea al giovane testimone, chiaramente con le maniere forti, inseguendolo e facendogli perdere il controllo dello scooter.

Ma il ragazzo si è rivolto alla polizia raccontando dei vari episodi che l’hanno visto vittima e rivelando di aver paura di uscire di casa. Gli agenti di polizia hanno cercato di rassicurarlo e nel frattempo hanno portato avanti l’indagine.

Hanno ricostruito tutte le fasi dell’ultima aggressione controllando meticolosamente il tragitto percorso dalla vittima anche grazie delle immagini di videosorveglianza, testimonianze e referti medici.

Così dopo pochi giorni il Tribunale di Larino, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti del 28enne autore dei fatti una ordinanza di misura cautelare dell’obbligo di dimora oltre al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e di comunicare in qualsiasi modo con il 21enne o con i suoi familiari più stretti.

Il fratello più giovane, che è ritenuto l’autore dell’accoltellamento delll’aprile 2016, è stato iscritto nel Registro degli indagati per i reati di atti persecutori, violenza e minaccia per costringere a commettere un reato a causa del tentativo di ritirare la propria testimonianza al giovane e di fargli invece dichiarare il falso in sede di processo.