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L’ultimo dei Kamikaze del Pd

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    di Francesco Roberti, sindaco di Termoli

     

    “Caro Peppino, ti lanci come un glorioso kamikaze nell’affermare quel che si dice per Termoli pur sapendo che le chiacchiere provengono solo ed esclusivamente dalla parte del tuo salotto politico avvezzo più ad interessi di bottega che alle problematiche dei tanti imprenditori.

    Comprendo come tu ed altri della tua parte politica siate preoccupati di perdere anche l’ultimo centro di potere politico ed economico, sarebbe lecito chiedersi allora dove eri tu quando il sindaco e Presidente Sbrocca riformava lo statuto relegando Termoli al pari di comuni come Ururi.

    Ti sei chiesto se Sbrocca occupava illegittimamente la carica di sindaco e presidente del Cosib percependo doppia indennità e per questo si è dimesso prima di ricandidarsi a sindaco?

    Ti sei chiesto perché all’interno dello statuto sottoscritto dal Presidente Sbrocca nel 2017, dinanzi al notaio Luigi Monti, in barba alla legge regionale, ha consentito ai comuni come Ururi che nemmeno hanno il territorio di rimanere nel Cosib?

    Sempre quello statuto, ha determinato l’esclusione a priori della partecipazione dal Consorzio dei tanti imprenditori che insistono con le loro attività su tale area, ti sembra che tutto ciò sia plausibile? Come mai la Regione governata sempre dal PD in quel lontano 2017 non ha eccepito nulla e in silenzio ha pubblicato sul Burm il nuovo statuto?

    Perché non ti fai spiegare quando è stato deciso che Termoli in caso di perdite da parte del Consorzio dovrebbe provvedere per il 51% a ripianare tali perdite, mentre Ururi se contribuirà darà solo pochi spiccioli?

    Perché il consiglio comunale di Termoli non è mai stato coinvolto in una tale decisione prima della ratifica di un siffatto statuto consortile?

    Caro Peppino, mai al Consorzio è stato chiesto un controllo delle quote per avere diritto al voto, né si comprende cosa si intenda: “Il consorzio delibera l’esclusione al voto”, basti pensare al Comune di Portocannone, che avendo dichiarato il dissesto, non ha mai saldato il suo debito e potrei proseguire su tante altre questioni poco trasparenti, ma non ne vale la pena. Il sindaco di Ururi dichiaratamente del PD ha svolto il ruolo dell’ultimo giapponese che pur a guerra finita non si arrende.

    Ma la questione è solo rimandata e così per il PD si perde anche quest’ultima speranza.

    Non è Termoli che non conta più nulla, è la tua parte politica che ormai è relegata a semplice comparsa che abbaia alla luna ed ha ampiamente dimostrato l’inadeguatezza ad amministrare qualunque cosa.

    Caro Peppino, lo so che sei preoccupato per questa e per tante altre cose e fai bene, d’altra parte non puoi pensare che sia sempre primavera”.

    Cosib: Figura di niente

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