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La tragedia San Giuliano vista da una giovane non molisana

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    Mi rivolgo alle nuove generazioni, a quelli che quel maledetto 31 ottobre 2002 non erano ancora nati, o che erano troppo piccoli per capire.

    Per quelli della mia generazione è stato un giorno orribile. L’unico edificio a crollare fu la scuola e sotto le macerie rimasero uccisi 27 bambini, molti dei quali erano miei coetanei e la maestra. Quel giorno fu solo morte, devastazione, disperazione e niente più. A mano a mano che passavano le ore, il bilancio delle vittime era sempre più tragico. Un dolore difficile da raccontare e da capire per chi non c’era. Ma cari ragazzi, voglio raccontarvelo perché possiate conservare la memoria di quel giorno orribile.

    Io non sono molisana, eppure quella tragedia mi ha segnata profondamente. La notte facevo gli incubi, la mattina andavo a scuola con la paura che potesse toccare la stessa sorte anche a me. Mi rendevo conto che quei bambini erano morti, mentre io, bimba come loro, ero ancora qua e questa cosa mi faceva soffrire. Sono stata incollata per giorni alla tv, con la speranza di buone notizie e a ogni bimbo estratto vivo dalle macerie tiravo un respiro di sollievo.

    Per quelli della mia generazione, il 31 ottobre non è halloween. Per noi Halloween è il terremoto di San Giuliano con tutte quelle bare bianche allineate nel palazzetto dello sport. Sono le lacrime che ancora oggi, mentre scrivo, verso.

    Anna

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