La consigliera Calenda a Florenzano: “La gestione dell’emergenza Covid va rivista subito”

Mena Calenda, presidente della quarta commissione consiliare della Regione Molise, ha inviato al direttore generale dell’Asrem una lunga nota in merito alla situazione epidemiologica del Molise che “da quello che si evince dai bollettini quotidiani, sta assumendo i caratteri della gravità”.

Calenda sottolinea che non sono solo le strutture per anziani quelle che registrano maggiori episodi di positività, ci sono anche le scuole e interi nuclei familiari.  “Da un’analisi dei fatti – scrive la consigliera – si evince che purtroppo mancano alcuni accorgimenti organizzativi necessari per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria senza contraccolpi di sorta”.

“Secondo le linee guida – continua –  per ogni 50 mila abitanti deve esserci un’unità Usca, quindi nel Molise dovrebbero essercene 6 ma ce ne sono attualmente solo 3.  Finora sono riuscite a monitorare bene i casi COVID positivi in isolamento domiciliare. Ma adesso non riescono più a soddisfare tutte le richieste di intervento.Quindi è necessario istituire le altre 3 Usca. Per quanto riguarda la provincia di Isernia pur non raggiungendo i 100.000 abitanti, necessita di 2 postazioni Usca di cui 1 in Alto Molise. E’ evidente che già ora l’Usca con sede in Venafro perde 2- 3 ore solo per raggiungere alcuni comuni nella zona di Agnone e che col sopraggiungere dell’inverno questi tempi sono destinati ad aumentare e quindi a incidere negativamente sull’attività clinica delle Usca stesse”.

La consigliera sostiene anche che bisogna rivedere i protocolli di attivazione ed intervento delle Usca stesse, integrandole con l’Assistenza primaria, Continuità Assistenziale 118.

Altra problematica che denuncia e che potrebbe presentarsi “soprattutto se le Usca diventano 6”, è quella dell’attuale unico centralino dedicato. “Per coordinare e rendere appropriato l’intervento delle Usca serve un centralino in ogni sede che potrebbe anche essere gestito da infermieri appositamente formati” scrive Calenda.

Altro nodo assai delicato e che merita una risoluzione tempestiva è la grave e delicata situazione dei pazienti positivi con patologie gravi che necessitano di ricovero in ospedale. Da fonti ufficiose sembrerebbe che non ci sia più disponibilità di posti letto al  Cardarelli, individuato come unico ospedale COVID, ragion per cui i pazienti vengono rispediti nelle rispettive abitazioni pur presentando sintomatologie gravi. Sembrerebbe addirittura che il servizio del 118 non trasporta più i malati perché la direttiva Asrem è chiara: senza posti disponibili il paziente non può essere trasportato al Cardarelli ma deve rimanere a casa”.

“A tutto ciò – continua –  si aggiunge anche la lunga attesa delle persone che hanno fatto richiesta all’Asrem di tampone, ma che nonostante trascorrano ben 10-15 gg dalla richiesta effettuata dal medico di base, nessuno viene contatto dall’azienda sanitaria. A questo punto è evidente che le persone si rivolgono alle strutture private,   per cui abbiamo persone, decine di persone, risultate positive non registrate sui canali ufficiali e che non possono  ricevere assistenza dalle Usca”.