Influenza, parte la campagna a tappeto: obiettivo 110mila dosi. Vaccini anche in farmacia per evitare folla dai medici di base

La Regione ha acquistato 63 mila dosi che in queste ore saranno distribuite negli studi medici: dal 15 ottobre ci si potrà prenotare per accedere alla somministrazione ed evitare assembramenti. A fine mese, è prevista la consegna di altre 10 mila unità, mentre 20 mila dosi sono attese dalla Campania. Il presidente Donato Toma: "Bisogna vaccinarsi per semplificare le diagnosi tra i casi sospetti di covid-19 e l'influenza stagionale"

“Anche io mi vaccino, ormai lo faccio da 33 anni”. E così alla fine della conferenza stampa per illustrare le novità della campagna anti-influenzale al governatore Donato Toma viene iniettata la profilassi che gli consentirà di proteggersi dall’influenza stagionale.

Fra due giorni tutti i molisani potranno rivolgersi al proprio medico di famiglia per sottoporsi al vaccino: la prenotazione sarà obbligatoria.

Anche in ambulatori e studi dei medici, dove nelle prossime ore le dosi già presenti in magazzino saranno distribuite, occorre evitare gli assembramenti che favoriscono il contagio e la diffusione del nuovo coronavirus. Ovviamente nel caso dei più piccoli bisognerà prenotare dal pediatra.

Come anticipato ieri da Primonumero, la Regione Molise ha acquistato 63mila dosi (partecipando alla gara d’appalto nazionale con l’Abruzzo), altre 20mila verranno consegnate dalla Campania sulla base di un riequilibrio e di una solidarietà tra le stesse Regioni. L’obiettivo, esplicita il capo della Giunta regionale nell’incontro con i giornalisti, è “coprire un fabbisogno di 110mila dosi, per questo abbiamo fatto altri ordini che verranno esauditi non appena le case farmaceutiche – penso nel giro di un mese  – ci daranno riscontro. Nel caso in cui dovessimo aver bisogno di altre dosi, c’è un accordo in Conferenza delle Regioni in base al quale chi ha di più darà a chi ne ha di meno”.

Toma vaccini

Dal 15 ottobre dunque partirà una campagna ‘a tappeto’ che consentirà di coprire una fascia di popolazione più ampia rispetto all’anno scorso e a cui il vaccino anti-influenzale – che ricordiamo non è obbligatorio – è destinato. Quest’anno sarà coperta anche la fascia d’età compresa tra i 60 e i 64 anni.

Persone dai sessant’anni in su, pazienti con patologie croniche, bambini a partire dai 6 mesi di vita e fino a 6 anni, personale sanitario e socio-sanitario, personale destinato a garantire i servizi essenziali durante le epidemie, ospiti delle Residenze assistenziali, delle Rsa, delle case di riposo e di strutture analoghe: questa la platea che potrà accedere, gratuitamente e su base volontaria, alla vaccinazione.

Invece chi non rientra nelle categorie a rischio e si reca in farmacia per il vaccino dovrà pagare circa 15 euro. 

“Dobbiamo evitare la co-circolazione del virus influenzale in concomitanza con il covid”, scandisce il governatore. Al suo fianco presenti anche il direttore generale per la Salute, Lolita Gallo, oltre ai vertici dell’Asrem, il direttore generale, Oreste Florenzano, il direttore sanitario, Virginia Scafarto, il direttore amministrativo, Antonio Lastoria.

“Al momento – le parole di Toma – la Regione Molise è in possesso di 63 mila dosi di vaccino. A fine mese, è prevista la consegna di altre 10 mila unità, mentre 20 mila dosi sono attese dalla Regione Campania, sulla scorta di un accordo trovato con quelle regioni che hanno eccedenze di vaccino. Altre 15 mila unità saranno eventualmente richieste, qualora ve ne fosse bisogno, in previsione del picco dell’influenza”. Picco previsto tra dicembre e gennaio.

Quest’anno, nella prima stagione autunnale caratterizzata dall’emergenza sanitaria legata al Sars-Cov-2, “il vaccino antinfluenzale diventa ulteriormente importante, laddove non è da escludere una co-circolazione di virus influenzali e Sars-Cov-2, per semplificare la gestione e le diagnosi tra i casi sospetti di covid-19 e i casi di influenza stagionale, i cui sintomi sono tra loro molto simili. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta lo strumento più efficace e sicuro per prevenire e ridurre le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso”.

E questo spiega perchè quest’anno tra la popolazione si avverte probabilmente una diversa sensibilità rispetto alla campagna anti-influenzale. Molti da tempo hanno contattato il medico di base per chiedere quando potersi sottoporre al vaccino ed escludere dunque la confusione rispetto ad una diagnosi in caso di febbre e tosse. E’ un’infezione da covid o l’influenza stagionale?

I timori ovviamente si legano al quadro generale della pandemia, la cui seconda ondata sembra già inarrestabile: ieri, ad esempio, nella nostra regione sono stati registrati 49 casi. Un record. “Ma perchè effettuiamo un maggior numero di tamponi. Sarebbe successa la stessa cosa se avessimo svolto un così alto numero di test quando è scoppiato il cluster dei rom a Campobasso”, sintetizzano in conferenza stampa i vertici dell’Azienda sanitaria regionale che, fra l’altro, ieri è stata individuata dal commissario per l’emergenza covid Domenico Arcuri quale soggetto attuatore per mettere a punto i lavori necessari per organizzare negli ospedali molisani i posti letti destinati alle persone che contraggono il nuovo coronavirus rafforzando in particolare le terapie intensive.

Infine, a proposito della gestione dell’emergenza sanitaria legata al covid, la puntualizzazione del governatore rispetto alle accuse del Pd sull’istituzione dei drive-in in cui effettuare i test: “Non avremmo personale a sufficienza e non possiamo consentire che le persone restino per ore in coda in auto per essere sottoposte a tampone come sta avvenendo a Roma”.