Inchiesta Iacp, Greco replica: “Non uso il mio ruolo pubblico per favorire interessi privati”

Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle minaccia anche di procedere con una querela contro primonumero.it, reo a suo giudizio di aver fatto il nome del consigliere comunale moroso nei confronti dell'Istituto delle case popolari del Molise. Secondo il consigliere l'articolo di Primonumero sarebbe stato ispirato da finalità politiche, ma naturalmente non è così: ci siamo limitati a fare il nostro lavoro dopo le opportune verifiche

L’inchiesta di Primonumero sugli inquilini che non versano l’affitto all’Istituto autonomo case popolari (tra i quali compare anche Matteo Fallica, consigliere comunale a Petacciato ed esponente del Movimento 5 Stelle) ha provocato polemiche e reazioni.

Case popolari, gli inquilini morosi sono 1297. C’è anche un consigliere comunale che non ha mai pagato

Tra queste quella del capogruppo pentastellato in Consiglio regionale Andrea Greco, colui che in Aula ha sollevato solo una parte di questa storia sulla quale la nostra testata ha svolto un faticoso lavoro di approfondimento giornalistico bollato però dallo stesso Greco come un “attacco politico”. Ed è in base a questa presunta finalità, senza forse nemmeno prendere in considerazione il fatto che ci siamo limitati a svolgere il nostro lavoro, che il consigliere regionale sta pensando di sporgere querela nei confronti di Primonumero.

E’ quanto emerge dalla replica che oggi pomeriggio il politico agnonese ha inviato alla nostra redazione. Nella nota Greco chiarisce: “Nel mio intervento in Consiglio regionale in merito alla difficile situazione di tanti inquilini delle case popolari abbiamo dato voce a circa 1300 famiglie molisane contro le quali dal 2016 ad oggi sono stati mossi circa 700 procedimenti tra giudiziali ed extragiudiziali, tra legali interni ed esterni alla Pubblica amministrazione. Ciò che abbiamo denunciato in Aula è proprio il sistema delle procedure di affidi legali per consulenze interne ed esterne che pesano sulle spalle di tanti molisani che hanno difficoltà finanche a sostenersi, figuriamoci a pagare migliaia di euro di mora.
Abbiamo studiato le carte e abbiamo soprattutto conosciuto tante di queste persone. Ci siamo trovati di fronte a casi drammatici, ad esempio famiglie alle prese con procedure basate su debiti di 2000 euro poi arrivati fino a 10.000 solo per spese legali. Abbiamo conosciuto cittadini che hanno ricevuto un provvedimento di arresti domiciliari e, contestualmente, un ordine di sfratto. Casi talmente gravi da rendere doverosa una presa di posizione da parte di chi è all’interno delle istituzioni”.

Poi l’attacco di Greco: “Eppure qualcuno pensa e scrive che io faccia tutto ciò per tutelare una singola persona. A tal proposito non entro nel caso specifico citato nell’articolo, perché non voglio ledere in alcun modo la privacy di un qualsiasi molisano, come invece quello stesso articolo rischia di fare.
Il nostro collaboratore (Matteo Fallica, ndr) chiarirà la situazione che lo riguarda in modo dettagliato e dimostrerà che l’attacco ha solo e soltanto un sapore politico.

Posso, invece, tranquillamente già dire che l’accusa che mi viene più o meno velatamente mossa, quella cioè di utilizzare un ruolo pubblico per favorire interessi privati, è semplicemente, direi quasi banalmente falsa. Allo stesso tempo, però, è un’accusa che indica precisi rilievi penali, motivo per cui mi riservo di tutelare la mia immagine e quella del MoVimento 5 Stelle nelle sedi opportune.

In Aula – ribadisce Greco – abbiamo denunciato veri e propri soprusi che riguardano 1300 persone, non un singolo cittadino. Ma sono tranquillo: le reazioni scomposte di certa stampa e di alcuni addetti ai lavori mi convincono del fatto che siamo sulla strada giusta, anzi mi invogliano ad andare avanti con insistenza ancora maggiore per tutelare migliaia di cittadini. Come già annunciato, infatti, abbiamo chiesto di audire i vertici dello Iacp nel corso di una riunione congiunta delle Commissioni regionali Prima e Terza, per far luce su ogni singola pratica aperta. Di mezzo c’è la sopravvivenza di tante persone, se qualcuno non lo avesse ancora capito”.

Ovviamente con l’espressione “certa stampa” il capogruppo pentastellato si riferisce a Primonumero, l’unico giornale che ha trattato il caso. E’ il segno che la strada per il “cambiamento”, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, è ancora lunga. Ci siamo abituati a questo ritornello: quando si toccano determinate persone, i giornalisti vengano accusati di voler fare attacchi politici. Greco non si sottrae a questo copione, che attacca l’informazione ogniqualvolta l’informazione racconta verità scomode. Ne prendiamo atto.