90mila dosi di vaccino antinfluenzale. I medici di famiglia si preparano al boom: “Farlo per escludere la diagnosi da covid”
Nei prossimi giorni saranno disponibili le prime dosi che verranno somministrate ai pazienti a rischio con più di 65 anni, nelle strutture sanitarie e nelle case di riposo. Negli studi medici ci si sta preparando alla somministrazione della profilassi: bisognerà prenotarsi per evitare i rischi di un contagio da file e assembramenti. Il dottore Di Donato: “Obiettivo coprire anche la fascia che va dai 50 ai 59 anni”. Il dottor Piano: “Fondamentale per una diagnosi differenziale che può escludere il coronavirus”
Ci siamo. Finalmente. La Regione Molise annuncerà domani (13 ottobre) le novità sulla campagna di vaccinazione antinfluenzale, particolarmente attesa quest’anno. Ossia l’anno del covid e della pandemia di cui si temono gli effetti nei prossimi mesi, prima dell’arrivo di una profilassi ad hoc: le prime dosi di vaccino contro il Sars-Cov-2 ci saranno “entro fine anno”, ha annunciato il ministro Luigi Di Maio ieri nel programma di Lucia Annunziata ‘Mezz’ora in più’.
Mai come quest’anno è importante vaccinarsi. Gli esperti lo ripetono da giorni: con la seconda ondata provocata dal covid-19 sarà importante poter distinguere il ‘misterioso’ virus da quello stagionale, con un margine che possa essere il più possibile limitato. Com’è la situazione in Molise? Ferma, come nel resto d’Italia: i medici di base attendono le 90mila dosi che dovrebbero arrivare in due tranche nella nostra regione, acquistate dalla Regione Molise – essendo una piccola regione – che ha partecipato alla gara d’appalto con l’Abruzzo. Di queste 20mila dosi arrivano dalla Campania.
Negli studi medici dunque ci si sta preparando per la somministrazione della profilassi, si comincia con i pazienti a rischio. Un occhio di riguardo all’organizzazione per evitare pericolosi assembramenti che possono veicolare il contagio. Quindi, bisognerà prenotarsi. Parola d’ordine: vaccinare il maggior numero di pazienti per effettuare diagnosi più precise e distinguere i sintomi dell’influenza stagionale da quelli del nuovo coronavirus.
I medici di base quindi quest’anno avranno un ruolo ancora più delicato.
“Non ci dovrebbero essere grossi problemi a garantire una buona copertura perché le persone hanno maggiore senso di responsabilità e consapevolezza – spiega il dottor Felice Di Donato –. La campagna sia nazionale che regionale sta dando i suoi frutti. Oltre agli ultra 65enni e ai soggetti più deboli dovremmo coprire anche la fascia che va dai 50 ai 59 anni, quella più esposta a coinfenzioni, che possono essere fatali perché i virus sono simili ma anche differenti tra loro nei sintomi”.
Insomma, anche se solitamente questa fascia d’età non è coinvolta nella campagna vaccinale, l’anno del covid ha reso necessaria anche questa tutela per la loro salute.
Il Ministero della Salute, del resto, esplicita che “per la stagione 2020-2021, a causa dell’emergenza Covid-19, al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni”.

E poi, aggiunge Di Donato, “priorità anche alle strutture per anziani e alle case di riposo in modo tale da creare un cordone sanitario fondamentale”.
Il medico campobassano, che è anche componente del Comitato scientifico covid-19 istituto dalla Regione Molise, spiega che “siamo dentro alla seconda ondata, questo ha modificato gli atteggiamenti e il modo di relazionarsi: ecco perchè sono cautamente ottimista sulla vaccinazione dei nostri corregionali. Al momento non possiamo prevedere tempi precisi ma dal punto di vista della propensione penso che riusciremo a fare una vaccinazione abbastanza ampia. Da parte dell’Asrem e Regione c’è la massima disponibilità a venire incontro anche alle richieste del nostro fabbisogno di medici di base e pediatri”.
Al di là degli appelli dei medici, quest’anno si avverte una maggiore attenzione anche da parte della cittadinanza. Negli studi medici non passa giorno che qualcuno non telefoni per sapere informazioni sulla vaccinazione. E i medici sono abbastanza in fibrillazione, in attesa di notizie dal Ministero: “Stiamo aspettando, non sappiamo di preciso quando arriveranno – spiega il dottor Gianfranco Piano –. Ricevo quotidianamente telefonate da parte di pazienti che mi chiedono informazioni. E’ importantissimo vaccinarsi per effettuare la cosiddetta diagnosi differenziale, cioè riuscire a individuare i possibili soggetti positivi al covid proprio se il vaccino copre un’importante fetta di persone. E’ chiaro che se una persona si è vaccinata e ha sintomi sospetti potrebbe trattarsi di Sars-cov-2″.

Sui tempi purtroppo non c’è ancora certezza: “Entro fine mese bisogna partire assolutamente con la campagna, la speranza è che i vaccini antinfluenzali possano arrivare nel giro di una decina di giorni”, prosegue Piano. Naturalmente, bisognerà vaccinare innanzitutto le categorie più deboli: “La richiesta principale è per tutti i soggetti ultrasessantacinquenni e quelli con patologie o che svolgono attività lavorative pubbliche, più esposte. Ma è chiaro che più persone si vaccinano meglio è”. Una cosa è sicura: i medici di famiglia lo somministreranno in forma gratuita, “sempre previo appuntamento, come del resto funziona per le visite nello studio tutti i giorni”.
In caso di dubbi il Ministero della Salute ha attivato un’apposita pagina dedicata all’influenza stagione e ai vaccini (http://www.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioFaqInfluenza.jsp?lingua=italiano&id=103).



