Il tumore che fa più paura del Covid: un 40enne perde la battaglia contro il male. “Ciao Angelo, non ti dimenticheremo”

Il vero dramma del territorio è il cancro. Guglionesi, comune di 5500 abitanti, assiste impotente a una strage ormai da qualche anno. Oggi è morto un giovane di 40 anni, marito e padre di famiglia. E ancora una volta si riflette amaramente sull’assenza di un Registro dei Tumori, il cui iter è stato ulteriormente rallentato dall’emergenza sanitaria in atto.

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Angelo, per tutti Il Cobra. Un ragazzo di Guglionesi, un papà, un marito, un amico. Impossibile, da queste parti, non associare a quel soprannome così particolare il suo volto e il suo sorriso. Perché Angelo sapeva ridere, aveva sempre una battuta pronta e una pacca di incoraggiamento sulle spalle. Se n’è andato via oggi, 21 ottobre, lasciando sconvolta la sua famiglia e la comunità addolorata e senza parole. Che parole possono mai esserci per la morte di un 40enne che sprizzava vitalità da ogni poro, innamorato dell’allegria come della musica, della consolle dietro la quale faceva ballare e divertire piccoli e grandi?

Non ci sono parole che bastino a esprimere il lutto di Guglionesi, che ancora una volta assiste alla perdita di uno dei suoi figli giovani e forti, eppure vinti da un male che non fa distinzioni e non ha preferenze, che travolge le esistenze e stravolge le speranze. Sui social, dove la notizia rimbalza con la forza di uno schiaffo, si susseguono messaggi di cordoglio. E ricordi. E fotografie di quando, fino a non molto tempo fa, Angelo era in compagnia di tante persone, col suo sorriso immancabile stampato sul volto e gli occhi buoni, lo sguardo sereno. Poi è arrivata la malattia, che in poco tempo ha rosicchiato forza e speranza. Non molto tempo fa la stessa cosa è accaduta a un 44ene, padre di 3 figli. E, prima ancora, a un 40enne, a un 47enne, ad altre persone con meno di 50 anni.

Un elenco di nomi che ha il sapore di una strage, inesorabile. Tutti decessi prematuri causati dal cancro, che avanza nelle schede di mortalità con sempre maggiore frequenza.

La popolazione continua a interrogarsi sul perché di queste tragedie. A chiedersi se esistano fattori di rischio ambientale, nessi di causa-effetto. Ma il Registro dei Tumori, il cui iter è partito oltre 10 anni fa, non è ancora operativo. Il sistema di raccolta di dati personali anagrafici e sanitari dei casi di tumore nel territorio della regione, realizzato a fini di studio e ricerca scientifica, potrebbe dare risposte, o almeno indicazioni. Ma per ora resta confinato ai “buoni propositi” perché non si è ancora tradotto in uno strumento attivo.

 

L’emergenza Covid, che da quasi nove mesi tiene agganciata a una sola priorità la sanità territoriale, ne ha rallentato il percorso ulteriormente. Eppure è il tumore, più del Covid, a fare paura, ad agitare il suo spettro di disperazione e impotenza fra la popolazione del Basso Molise, dove è forte la sensazione che le vittime del male incurabile siano più numerose che altrove.

Intanto Angelo è andato via in questo vuoto, accompagnato da un perché gigantesco che getta la sua ombra nera sul paese. Un perché al quale nessuno riesce a rispondere.

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