Il Ministero dell’Ambiente frena ancora il raddoppio ferroviario. “Barriere anti rumore inadeguate, valutare alternative al progetto”

Per la sottocommissione Via e Vas del Ministero per l’Ambiente le integrazioni di Rfi al progetto sono lacunose e insufficienti. Nel mirino oltre al fattore acustico anche la salvaguardia di flora e fauna e la galleria di Campomarino

Si fa presto a parlare di grandi opere per il rilancio dell’Italia, si fa un po’ meno presto a realizzarle. Specie se un ente dice sì e un altro dice no, come nel caso del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina. Il progetto registra infatti un’altra battuta d’arresto, benché superabile. La Sottocommissione Via e Vas del Ministero dell’Ambiente, chiamata a valutare le integrazioni richieste nel luglio scorso a Rfi, le ha praticamente rimandate al mittente giudicandole lacunose e insufficienti.

In primis per la questione dell’inquinamento acustico. Le barriere anti rumore, tanto osteggiate dal Molise e in particolare dal Comitato ‘Cittadini in rete di Termoli’, proprio non vanno bene.

“Il rumore rappresenta un componente di interesse prioritario per la Regione Molise che per altro ha fatto presente anche in tavoli diversi da quello della VIA – si legge nella Relazione –  l’importanza del componente e l’inopportunità di risolvere il problema esclusivamente attraverso il sistema delle barriere, unanimemente ritenuto inadeguato lungo la costa adriatica, quale cesura verso il mare e con particolare riferimento alla zona di passaggio nel comune di Termoli, dove le popolazioni, i comitati, il Comune e le associazioni hanno legittimamente rappresentato la inadeguatezza di tale soluzione”. La Sottocommissione chiede a Rfi di trovare altre soluzioni e di cestinare “metodi inadeguati e non più proponibili”.

C’è poi la questione della biodiversità che verrebbe danneggiata irrimediabilmente dal passaggio di un numero maggiore di treni ad alta capacità. Il Ministero chiedeun approfondimento che riguardi tutte le associazioni vegetali, gli habitat e le unità ecosistemiche, presenti lungo il corso del tracciato ferroviario in questione”.

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Spostandosi alla fauna e agli uccelli del territorio, la Sottocommissione chiede “una più approfondita e comprensiva valutazione degli impatti, in fase di cantiere e di esercizio, diretti e indiretti, cumulativi, a breve e lungo termine, sulla fauna, in particolare di quelli legati a inquinamento acustico e luminoso, frammentazione degli habitat, alterazione e interruzione di corridoi ecologici (effetto barriera), rischi di collisione, e conseguente predisposizione di appropriate misure e interventi di mitigazione e, eventualmente, di compensazione di detti impatti”.

Oltre ad approfondimenti sulle acque di falda superficiali, fra le varie criticità rilevate emerge anche quella dei terreni su cui realizzare la nuova galleria in territorio di Campomarino. “Per l’opera in progetto è prevista la realizzazione di una galleria naturale di 1715,85 metri – sottolinea la Relazione -. Nell’ambito dell’indagine ambientale il Proponente non riporta alcun dato relativo alla caratterizzazione preliminare con prelievo effettuato alla quota di scavo”.

E ancora: “I campioni di terreno prelevati nei primi 3 metri dai sondaggi a carotaggio continuo denominati S1 galleria e S3 galleria non si ritengono infatti rappresentativi ai fini dell’accertamento della sussistenza dei requisiti di qualità ambientale delle terre e rocce da scavo atteso che il cavo della galleria naturale interesserà quote variabili tra circa 12,4 e 33,8 m sopra il livello del mare”.

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Insomma il Ministero chiede modifiche sostanziali a Rfi in modo che “approfondisca analisi di alternative progettuali, al fine di: determinare se esista una soluzione con minore interferenza con le varie componenti, inclusa la natura e la biodiversità; o, al contrario, concludere che obiettivamente non esistono alternative al piano proposto”.

La Relazione segna un punto a favore dell’impegno e la battaglia del Comitato ‘Cittadini in rete di Termoli’. A proposito delle criticità rilevate, infatti, il comitato termolese accusa Rfi di aver risposto “in modo generico, parziale e lacunoso. Infatti, Rfi valuta come nulla o trascurabile l’incidenza dell’opera sulle componenti atmosfera e fauna”.

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Il Comitato evidenzia poi come il Ministero abbia invitato “Rfi a rispondere in modo puntuale alle osservazioni pubblicate sul sito delle valutazioni ambientali”, comprese le osservazioni del Comitato e dei privati cittadini.