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Il decisivo nella vita

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    “Solo l’anima amata da Dio può accogliere il comandamento dell’amore del prossimo fino a dargli compimento”. Questa espressione del filosofo ebreo Franz Rosenzweing (1886-1929) ci aiuta alla riflessione del decisivo nella nostra vita.
    L’uomo creato ad immagine di Dio ha in sé la caratteristica dell’amare, della comunione. Come il creatore l’uomo non è fatto per la solitudine, il decisivo della vita dell’uomo è l’amore.
    Ora questo amore non è un’idea platonica che rimane oltre le nubi del cielo e nel pensiero pensato, l’amore di Dio si concretizza diventa carne, vita.
    In questo modo liberiamo l’amore da un’idea romantica e la trasportiamo nella concretezza della vita.
    Secondo il racconto dell’evangelista Matteo, un esperto della legge, un dottore, vuole mettere alla prova, tentare Gesù e gli fa la domanda del precetto più grande della legge. Il dottore della legge sapeva già la risposta.
    Gesù completa la risposta e ci riporta a domandarci se veramente nella nostra vita credente osiamo fondere Dio nel prossimo e il prossimo in Dio.
    Per Gesù due comandamenti sono alla base della vita religiosa: Dio e il prossimo.

    Il secondo non è perché è meno importante, ma perché in qualche modo deriva dal primo: l’amore per l’altro nasce da una relazione vera con Dio, da un ascolto sincero, da un corretto modo di vivere il culto, di osservare la Legge. Chi ama Dio non può non arrivare ad amare il prossimo.

    Papa Francesco passerà alla storia come il papa della fraternità.
    Il suo insegnamento ha come base quel Dio dell’amore che vede nel prossimo, nel fratello la concretezza dell’amore di Dio.
    Nella sua ultima enciclica dal nome “Fratelli tutti” papa Francesco ci richiama a valutare correttamente il fratello e a combattere una cultura che ci rende sempre di più distanti: “la società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli. Siamo più soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza”.
    Più grave della pandemia che sta abbracciando l’intero pianeta è quella di non saperci fratelli e di non amare l’amore divino che ci fa fratelli e sorelle.
    La fraternità, non è quella della rivoluzione francese è qualcosa di più profondo. Essa invita e non esclude, a guardarsi dentro e a coltivare legami di amicizia e di umanità.
    Nell’incontro di Abu Dhabi del febbraio del 2019 papa Francesco ha firmato assieme al grande Imam Ahmad Al-Tayyed il documento sulla fratellanza nel quale si dice che Dio: “ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro”.
    Il decisivo nella vita, allora è amare Dio come Padre comune di tutti gli uomini e se Dio è Padre noi siamo fratelli tutti.

    don Mario Colavita

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