I metanodotti si possono fare, trivellazioni 90 metri sottoterra per salvare il bosco Corundoli. Ma c’è un problema indennizzi

Il Ministero dello Sviluppo Economico autorizza il passaggio dei gasdotti Larino-Chieti e San Salvo Biccari, ma con delle modifiche: l’opera verrà realizzata col sistema di Trivellazione orizzontale controllata a 90 metri di profondità partendo da un’area privata fuori dal bosco Corundoli. Resta la questione del risarcimento al Comune

I metanodotti Larino-Chieti e San Salvo-Biccari potranno passare sotto al bosco Corundoli di Montecilfone. Il primo da costruire ex novo, il secondo da potenziare, entrambi hanno ottenuto un decisivo via libera dal Decreto Semplificazioni. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato l’ok, la Regione anche e il Comune ha deliberato l’utilizzo, ma sta cercando di tutelarsi per ottenere almeno dei risarcimenti.

Stop al metanodotto nel bosco Corundoli: l’area è demaniale, il Comune annulla l’autorizzazione

È stata praticamente bypassata la questione dell’utilizzo dei beni gravati da uso civico, com’era per parte dei terreni interessati dal tracciato all’interno del bosco Corundoli. In sostanza per quanto riguarda il metanodotto Larino-Chieti della ditta Sgi c’è stato un cambiamento nel progetto, una variante in corso d’opera che consiste nella posa della tubazione senza trincea e con modalità Toc, vale a dire Trivellazione orizzontale controllata, rispetto al progetto originale che la prevedeva a cielo aperto.

Una variante di circa 1.056 metri di cui 874 in modalità Toc. L’interramento della condotta arriva a una profondità massima di 90 metri. La variante prevede fori di ingresso e di uscita della Toc su terreni di proprietà privata, la cui disponibilità è stata già ottenuta dalla società Sgi. La condotta attraverserà quindi il bosco Corundoli nel sottosuolo e non a pochi metri dalla superficie. Con questo sistema l’uso civico risulta compatibile con l’opera.

trivelle bosco corundoli

Anche la Regione Molise, in virtù di questa variante, ha dato il suo assenso, il che ha spinto la Giunta comunale di Montecilfone ad adottare una delibera dello scorso 6 ottobre. La delibera, tra le altre cose, consente alle società proponenti (Sgi e Snam) di utilizzare il demanio civico per l’attraversamento dell’opera pubblica per la durata di 50 anni.

Resta in piedi però la questione degli indennizzi che spetterebbero al Comune. Secondo la ditta e a quanto pare anche secondo la Regione Molise, nessun indennizzo economico andrebbe a Montecilfone.

Manes sindaco Montecilfone

“Sul nuovo progetto non ho da obbiettare – commenta il sindaco Giorgio Manes -. Il bosco non sarà più devastato per merito della mia Amministrazione. C’è un problema sugli indennizzi degli usi civici e su questo prenderò posizione nei prossimi giorni”.