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I luoghi della cremazione

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di Angelo Sanzò – Presidente Comitato Scientifico Legambiente Molise

È successo di nuovo! Sempre in Molise, nel Comune di San Giovanni in Galdo, si sta ripetendo quanto si era già verificato a Campobasso qualche anno addietro. È il fenomeno N.I.M.B.Y. (Non Nel Mio Cortile) a sottolineare che tutto ciò che, nell’immaginario collettivo, è o potrebbe essere considerato negativo, per coloro che vivono in un determinato contesto geografico, viene respinto a priori, spesso senza una spiegazione razionale, sufficientemente analizzata e approfondita nei diversi aspetti ambientali e naturalistici, in senso tanto generale che locale.

Si parla, nel caso indicato, della possibilità di posizionare all’interno del cimitero cittadino un impianto per la cremazione umana, la cui richiesta, negli ultimi anni, anche nella nostra Regione, pare sia in costante aumento. Reazioni simili, di contrasto alla localizzazione di un qualsivoglia impianto, si verificano, sia che si tratti di collocare una discarica di rifiuti o un impianto per la produzione di energia, che nei confronti di qualunque opera ritenuta estranea allo status quo del luogo coinvolto.

La percezione del sentimento di contrasto da parte delle popolazioni, che reagiscono in forme spesso più che risolute contro determinate localizzazioni, trova forse origine nel sentirsi esse, pressoché d’improvviso, oggetto di decisioni distanti ed estranee alle più intime tradizioni, il cui vissuto è stato consegnato loro da chi li ha lì preceduti.

Per meglio comprendere le dinamiche del caso in esame, può essere utile ricordare quanto evidente anche ai non esperti in materia, ovvero il riconoscere che le risorse naturali, sia quelle considerabili attive, come i materiali provenienti dalle cave o dalle miniere, che quelle passive, cioè le utilità geologiche e/o geomorfologiche, botaniche, zoologiche, meteo climatiche e quant’altro può definire le condizioni di un ben definito contesto territoriale, non sono con equità geograficamente distribuite. Com’è ben noto, infatti, sia le cave da cui si estraggono materiali, pregiati o meno, che le miniere di metalli, per le industrie siderurgiche o quelle da cui si ricavano le risorse energetiche fossili (carbone, petrolio, gas) sono ben concentrate in alcuni luoghi e scarsamente presenti in altri.

Non dissimili considerazioni vanno elaborate in fase di operazioni tendenti a collocare in una determinata località un impianto industriale. A seconda del caso analizzato, può essere più o meno importante la maggiore e minore permeabilità dei terreni interessati e/o la stabilità e il livello sismico dell’area coinvolta. È, in altri casi, necessario tener presente il grado di pendenza del versante oggetto di studio, la geomorfologia dei luoghi, al fine di evitare di immettere, ad esempio, residui gassosi in un fondovalle scarsamente arieggiato e/o in posizione non congrua rispetto alla direzione dei venti dominanti e via di questo passo.

In definitiva, di fronte a qualunque problema avente a che fare con il dover individuare la più giusta e utile località per la collocazione di un’opera, al servizio delle attività umane, è da evitare, per così dire, il partire dalla coda ovvero proporre e proporsi prima dell’aver individuato tutte le aree aventi gli adatti requisiti, che il singolo caso al riguardo richiede.

 

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