Gianni Di Matteo sul caso Comuni morosi: “Solo cavilli, si discuta di cose più serie”

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    Il sindaco di San Martino in Pensilis Gianni Di Matteo interviene sulla vicenda relativa al Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno che giovedì scorso si è “arenato” sulla questione della morosità dei Comuni, portata all’attenzione dal sindaco di Ururi Raffaele Primiani.

    “In riferimento a quanto accaduto nella giornata di giovedì, in sede di costituzione del Consiglio Generale del COSIB convocato in videoconferenza, al di la dei dubbi sulla correttezza della decisione e della procedura di contestazione della morosità adottata dal Presidente che meriterà il giusto approfondimento, di fatto, egli ha deciso di non ritenere costituita l’Assemblea in quanto alcuni Comuni, 5 su 8, tra cui quello da me rappresentato, sarebbero risultati morosi, non avendo versato le quote contributive al Consorzio.
    Il mio Comune, incluso tra i presunti “morosi”, “moroso” non era affatto! Infatti, aveva provveduto a tempo debito al pagamento delle quote; quelle contestate, riferite alle annualità 2017 e 2018, rispettivamente il 14/03/2018 e il 11/05/2018 ( mentre quelle del 2019 e il 2020 risultavano regolarmente pagate); ma questo non rilevava al solerte CDA convocato in tutta fretta pochi minuti prima del Consiglio.
    Giovedì 22 erano presenti otto sindaci su otto, rappresentanti delle loro comunità, costituiti nell’interesse del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno, delle aziende e dei cittadini molisani. E l’unico argomento trattato è stato il pagamento delle quote dei consorziati, circa € 2.400/annui.
    Ma, al di là di dubbi e bizantinismi, mi chiedo e chiedo: è giusto non consentire al Consiglio di costituirsi e deliberare? Ai cittadini molisani, alle aziende, ai tanti giovani che hanno ancora un briciolo di fiducia in questa classe dirigente e amano la loro terra interessa sapere cosa ha fatto il Consorzio Industriale e il proprio Direttivo lautamente retribuito per il perseguimento delle finalità per le quali è stato nominato.
    Come ha gestito e organizzato i suoi 37 dipendenti, tra dirigenti, quadri, impiegati e operai, nell’interesse delle aziende e dell’intera Regione.
    Quali risultati ha raggiunto.
    A chi il Consiglio Generale affiderà la nuova governance; quale il programma e gli obiettivi.
    Ecco, di questo dovremmo discutere.
    Presto”.

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