Detenuto nasconde mini cellulare in cella, rischia condanna a 4 anni. Primo caso in Italia della nuova legge

La norma è entrata in vigore proprio ieri 22 ottobre, prima era solo un illecito. Decisivo il controllo della Polizia Penitenziaria

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Un detenuto del carcere di Larino è stato trovato in possesso di un mini cellulare e adesso rischia una condanna da 1 a 4 anni, a causa di una nuova norma entrata in vigore proprio ieri 22 ottobre. Nella mattinata di oggi infatti una attività di controllo e vigilanza della sicurezza all’interno della casa circondariale di Larino, effettuata dal personale della Polizia penitenziaria guidato dal dirigente Francesco Maiorano, ha fatto scoprire che un detenuto di cittadinanza a straniera aveva nascosto in cella un microcellulare.

Proprio poche ore prima era entrata in vigore la nuova norma che prevede una pena da 1 a 4 anni per chi introduce o detiene telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione all’interno di un istituto penitenziario. Il nuovo provvedimento è stato voluto dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede per contrastare la crescita del fenomeno di telefoni di piccolissime dimensioni all’interno degli istituti di pena e viene messo in atto quindi per la prima volta nel carcere molisano.

Prima di oggi infatti il possesso o l’ingresso di un dispositivo di comunicazione all’interno di un carcere era trattato come illecito disciplinare e sanzionato soltanto all’interno dell’istituto penitenziario, mentre da ieri è diventato un vero e proprio reato previsto dal nuovo articolo 391 ter del Codice penale.

Decisiva quindi l’operazione da parte della polizia penitenziaria che ha impedito il compimento di reati all’interno del penitenziario frentano. Il micro telefonino è stato sequestrato ed è ora a disposizione del giudice della Procura di Larino.

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