Prime criticità per ‘tracciare’ i positivi, sos dei sindaci: “Siamo nel caos”. E per rafforzare le Rianimazioni occorrono 4 mesi

In provincia di Isernia il sistema di tracciamento dei contagi mostra i primi segnali di sofferenza. Da Sant'Agapito l'appello del sindaco Di Pilla: "Ci sono persone con la febbre alta da giorni e non sono state contattate per effettuare il tampone". Mentre in Aula Toma annuncia l'arrivo dei medici militari per svolgere i test rinofaringei in auto e la proroga dei contratti al personale sanitario con partita Iva: "Ho chiesto il coinvolgimento delle strutture private per sgravare il Laboratorio analisi del Cardarelli, ma la situazione è sotto controllo".

Sei giorni fa le prime avvisaglie: forse qualcosa si è inceppato nel sistema del tracciamento dei positivi in provincia di Isernia interessata da un’esplosione di contagi inedita rispetto alla prima fase della pandemia. 411 i casi rilevati solo in quell’area sui 703 accertati in tutto il Molise, come ha riferito l’Azienda sanitaria nel bollettino di ieri. L’indice di contagio Rt è a 1,45.

Isernia e Castelpetroso guidano poi la classifica dei centri in cui si registra il maggior numero di persone con un’infezione da Sars-Cov-2: rispettivamente 125 e 95 positivi. 

Caos tamponi nell’isernino, tanti da rifare e tempi che si allungano. L’Asrem: “Stiamo risolvendo”

Volevamo istituire la zona rossa a Castelpetroso. Abbiamo optato per la vigilanza dinamica affinchè la popolazione rispettasse la quarantena perchè non abbiamo uomini a disposizione per presidiare con posti di blocco la popolazione“: le dichiarazioni che questa mattina (27 ottobre) il presidente Donato Toma ha riferito in Consiglio regionale nel corso della sua informativa.

Certo, lo stesso governatore poco dopo si è affrettato ad aggiungere che “la situazione è sotto controllo”, ma non si sa fino a che punto queste parole siano un’esatta fotografia della realtà. I racconti (purtroppo anonimi) degli operatori sanitari dicono tutt’altro: il sistema è in affanno, il personale è carente e non riesce a reggere gli straordinari richiesti per eseguire la gran mole di tamponi necessari in questo periodo per individuare i positivi ed evitare la diffusione del contagio. Il commissario ad acta ha prorogato i contratti delle partite Iva.

Poi lo stesso Toma, che ieri ha riunito l’Unità di crisi, ha riconosciuto: “Siamo la seconda regione d’Italia per numero di tamponi effettuati. E il numero elevato di tamponi sta ponendo delle criticità”. Il dipartimento della Protezione civile nazionale inoltre ha assegnato al Molise “una squadra di militari composta da un medico militare e da due infermieri che effettueranno i Drive-Through, i tamponi in auto. In più saranno assunti tre amministrativi e otto sanitari. “Dovremmo avere altre Usca, ma credo che la strategia vincente sia il coinvolgimento dei medici di base“.

Altra questione scottante: il rafforzamento dei laboratori in cui vengono processati i tamponi. In Molise l’unico operativo è quello all’ospedale Cardarelli. “Ho chiesto ai commissari di consentire anche alle strutture sanitarie private più piccole di svolgere almeno i test antigenici per sgravare il lavoro dei dipendenti Asrem”, ha aggiunto il capo della Giunta.

Non è in affanno solo il sistema di tracciamento dei positivi tramite i tamponi. Si guarda con apprensione anche agli ospedali. L’Asrem sta potenziando il reparto di Malattie Infettive al quinto piano del Cardarelli di Campobasso dove sono stati allestiti 12 posti letto in più.

Per rinforzare le Rianimazioni,  reparti salva vita per i pazienti più gravi con difficoltà respiratorie a causa del coronavirus, bisognerà aspettare. “Per quanto riguarda i lavori per le Terapie Intensive al Cardarelli e per l’incremento dei posti letto a Isernia e Termoli, le progettazioni saranno affidate questi giorni. Il cronoprogramma prevede il completamento dei lavori entro quattro mesi. Io per la verità ho chiesto di accelerare”, le parole del governatore in Aula. Tempi forse ‘elefantiaci’ per un virus che ogni giorno fa registrare nuovi positivi e decessi: due i morti oggi in Molise, cinque negli ultimi sei giorni. In totale 31 decessi dall’inizio della pandemia.

tamponi cardarelli

Anche i sindaci ora iniziano a temere per l’impatto della seconda ondata dell’epidemia da Sars-cov-2, fra l’altro cominciata da poche settimane. Giuseppe Di Pilla,  primo cittadino di Sant’Agapito (paese della provincia di Isernia in cui finora sono stati riscontrati 10 positivi), ha lanciato un sos e denunciato criticità importanti: “Siamo nel caos più totale, in balia dell’incertezza“, scrive in una nota inviata nelle redazioni. “Era tutto prevedibile, ne hanno parlato per mesi, tutti sapevano che sarebbe arrivata la seconda ondata della pandemia e nessuno ha pensato di organizzare una cabina di regia e attivare punti di prelievo tamponi e magari anche tamponi a domicilio per situazioni delicate e complesse”.

Di Pilla racconta quello che avvenendo a Sant’Agapito: “Ci sono ben cinque nuclei familiari anche abbastanza numerosi, che dallo scorso venerdì presentano la febbre a 40°C. E’ stato allertato il medico di base, che ha provveduto a seguire l’iter di segnalazione e richieste varie. Ma ad oggi nessun componente delle cinque famiglie è stato contattato. Sono sconcertato dall’inefficienza e negligenza delle Istituzioni competenti. Come si possono lasciare sole famiglie intere con bambini febbricitanti. Oltre loro – continua ancora il sindaco – ci sono 10 casi di positività accertata che sono in isolamento domiciliare, ma quello che preme di più è sapere se ci sono casi di positività tra le 5 famiglie in quanto alcuni svolgono lavori a contatto con altre persone. I cittadini hanno timore, è comprensibile. Per ora si sono barricati in casa, ma non oso immaginare se la paura dovesse trasformarsi in collera, cosa potrebbe accadere. Scongiuro quotidianamente episodi più gravi e faccio appello agli organi competenti che si attivino nell’immediatezza con servizi adeguati al territorio molisano, che pur avendo i numeri di una grande città, non ha le caratteristiche morfologiche tali da consentire prassi metropolitane”.

La denuncia dei sindaci è rilanciata dalla Federazione del Pd di Isernia: “Giungono notizie preoccupanti da operatori sanitari e cittadini che segnalano gravi difficoltà nella gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e nella stessa attività ordinaria negli ospedali, situazione critica che sta ormai esplodendo anche in Molise, in particolare nella provincia pentra. Ogni giorno – scrive Maria Teresa D’Achille – apprendiamo di nuove chiusure su Isernia (scuole, asilo, tribunale), stiamo rivivendo il momento peggiore della pandemia con l’aggravante che questa “seconda ondata” era ampiamente prevedibile ma nonostante ciò l’emergenza sanitaria è stata gestita in maniera del tutto inadeguata”.