Cosib verso nuovo Presidente e direttivo: il sindaco Di Pardo in pole, out tecnici e amministratori aziendali. Muore la rappresentanza territoriale

Giovedì 22 ottobre verrà eletto e nominato il nuovo Cda e Presidente del Cosib. Finirà l’era degli ex sindaci (Bucci, Cammilleri, Caravatta e Mascio) e con, ogni probabilità, si aprirà quella di Roberto Di Pardo, attuale primo cittadino di Petacciato. I giochi sembrano già fatti, o quasi. In ballo solo l’ultimo posto nel Comitato direttivo. A contenderselo Mario Bellotti e Giovanni Di Matteo, che secondo le ultime indiscrezioni saranno entrambi estromessi per far posto a un secondo rappresentante di Termoli, che sacrifica così la presidenza malgrado abbia il 70% di proprietà dei terreni del consorzio. Una logica spartitoria che penalizza la rappresentanza territoriale. Ancora una volta esclusi dalla stanza dei bottoni i rappresentanti delle aziende, i veri azionisti del polo industriale adriatico.

L’assoluta centralità della politica ha fagocitato ogni dinamica istituzionale e sociale, a tal punto da creare un deserto tra il Palazzo e il Paese reale. Una dinamica che si ripeterà giovedì 22 ottobre quando saranno rinnovati i vertici del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno (Cosib). Ad oltre un anno di distanza dalle dimissioni dell’allora Presidente Angelo Sbrocca, dopo le proroghe favorite dall’emergenza Covid e su richiesta di alcuni sindaci in seno all’assemblea generale, il Cosib avrà un nuovo Presidente e un nuovo Comitato direttivo. Terminerà l’era dei facenti funzione, degli amministratori ad interim, degli ex sindaci, e inizierà con ogni probabilità la presidenza di Roberto Di Pardo, attuale sindaco di Petacciato.

roberto di pardo sindaco petacciato

Con lui nel Comitato direttivo anche Costanzo Dalla Porta, sindaco di San Giacomo degli Schiavoni, in qualità di Vice presidente; Vincenzo Aufiero, consigliere comunale di Termoli; Pier Donato Silvestri, sindaco di Campomarino. Manca il quinto “cavaliere” da inserire nello scacchiere del Cda. La partita se la giocano Mario Bellotti, sindaco di Guglionesi, e Giovanni Di Matteo, sindaco di San Martino In Pensilis dato in forte ascesa ma che porrà sul tavolo la centralità del programma e del taglio dei costi (stipendi). Qualora dovesse saltare anche quest’ultimo, il centrodestra – maggioranza all’interno del Consiglio generale – inserirà un altro rappresentate del comune di Termoli e chiuderà il cerchio. Così facendo salterebbe la rappresentanza territoriale, Guglionesi con l’11% dei proprietà dei terreni consortili sarebbe fuori dal direttivo. E, ancora una volta vengono tagliati fuori i veri azionisti del polo industriale: i rappresentanti delle aziende. Esclusione che traccia ancor più in profondità la distanza, appunto, tra il Palazzo e il Paese reale.

Il 23 ottobre, dunque, terminerà l’era dei reggenti, degli ex sindaci: Gianfranco Cammilleri, in qualità di Presidente;  Luigi Mascio, vice presidente;  Rino Bucci, Massimo Caravatta.  Nessuno di loro ha pensato di dimettersi per dare spazio ai nuovi primi cittadini e dare la possibilità al Consorzio di avere un direttivo vero: da oltre un anno il Consorzio non è amministrato da figure esterne  (“esterni” che sono contemplati grazie alla legge del 2004  e dallo Statuto attualmente in vigore);  non sono tecnici nè professionisti del settore industriale e del marketing, e nemmeno rappresentano i loro territori essendo stati messi fuori gioco dalla politica. Il silenzio sulla recente vicenda Amazon  è allo steso tempo imbarazzante e indicativo su chi e su come si dovrebbe amministrare un polo industriale.  D’altronde gli ex sindaci svolgono lavori che poco hanno a che fare con lo “sviluppo industriale e produttivo, tutela ambientale” eccetera. Certo i compensi percepiti fanno gola a tutti: 6mila euro mensili al Presidente, 3mila al suo vice e 1600 ai membri del Cda (tutti compensi lordi); ma il bene del territorio e il rispetto della volontà popolare dovrebbero venire prima di tutto specie per chi ha già, come nel caso degli ex sindaci, una buona occupazione lavorativa.

Direttivo del Cosib ‘occupato’ da non eletti. Ma c’è la chiave per “schiodare” gli ex e far entrare i sindaci

 

Perché, allora, non far entrare nella stanza dei bottoni  i rappresentanti delle aziende presenti sul territorio consortile? Oppure, viste le difficoltà di attrarre nuovi insediamenti produttivi che producano posti di lavoro, perché non consegnare la gestione amministrativa a dei tecnici/professionisti del settore?

Le risposte le diede venti anni addietro l’allora Direttore del Consorzio per lo sviluppo industriale del Biferno, Gianfranco Vitagliano, che fece mettere a verbale – durante una riunione del comitato interaziendale (21 giugno 2000)- : ”La politica, di fronte a realtà come il Consorzio di Termoli, dovrebbe fare un passo indietro perché oggi l’area industriale è diventata un condominio, e come tale deve avere un’Amministrazione che renda conto ai condomini. Avrebbe molto senso la partecipazione dei veri azionisti, e cioè dei rappresentanti delle aziende presenti nell’agglomerato”. Parole che rimasero solo sulla carta, inapplicate dallo stesso relatore una volta divenuto Assessore regionale. Ma resta una riflessione giusta, attuale e necessaria. Tanto necessaria da essere stata dimenticata, nella migliore delle ipotesi, o sconosciuta agli attuali e futuri amministratori del più importante consorzio industriale regionale. Perché? I primi, i rappresentanti delle aziende, non sono stati presi minimamente in considerazione. Per i tecnici c’è stata una proposta avanzata nei giorni scorsi. Essa racchiudeva un investimento  progettuale basato su professionalità e competenze certe, dove la politica avrebbe avuto un compito di vigilanza attraverso le funzioni del Consiglio generale e attraverso le norme statuarie. Ovviamente è stata bocciata.

Il nuovo Comitato direttivo, quindi, sarà eletto secondo le vecchie logiche politiche di spartizione. Gli amministratori (sindaci e consiglieri comunali) appartenenti al centrodestra hanno numericamente una maggioranza schiacciante in seno al Consiglio Generale e, dunque, la possibilità di decidere in assoluta autonomia chi nominare. Ad oggi questo dovrebbe essere il nuovo Comitato direttivo: Roberto di Pardo, sindaco di Petacciato; Costanzo Dalla Porta, sindaco di San Giacomo degli Schiavoni; Pier Donato Silvestri, sindaco di Campomarino; Vincenzo Aufiero, Consigliere comunale di Termoli. I primi due rispettivamente con le cariche di Presidente e Vice Presidente.  Il quinto e ultimo posto se lo stanno giocando in queste ore Mario Bellotti, sindaco di Guglionesi, e Giovanni Di Matteo, sindaco di San Martino in Pensilis. Quest’ultimo, tuttavia, ha lasciato intendere che accetterebbe solo a determinate condizioni programmatiche come ad esempio il taglio netto dei compensi. Se anche l’opzione Di Matteo dovesse saltare è altamente plausibile che sarà “ripescato” un altro amministratore della città di Termoli.

Un contentino per Termoli che, dopo 5 anni di presidenza Sbrocca, lascerebbe la presidenza in mano a Petacciato. Una sconfitta per la rappresentanza territoriale e per il sindaco Roberti il quale nei giorni scorsi, si è reso protagonista di un dibattito mediatico con il segretario del circolo cittadino del Pd, Maria Chimisso la quale, a sua volta, ha messo in luce – a sua insaputa? – una frattura in seno al Pd. Una crepa  tra il partito e Mario Bellotti che, è bene ricordarlo, è l’unico sindaco di centrosinistra, del Pd, in lizza per far parte del Comitato direttivo del nucleo. Pomo della discordia tra il sindaco Roberti e il segretario cittadino del Pd è l’entrata dell’ente Provincia in seno al comitato consortile. Favorevole, da egli stesso proposto, il primo; contraria la rappresentante Dem. Bisogna dire che, al netto delle rispettive e legittime posizioni, la Provincia di Campobasso non è incompatibile all’interno del Cosib, in quanto già ne faceva parte – l’ente di via Roma a Campobasso, uscì dal Cosib nel 2012 – e perché nello Statuto in vigore non vi è nessun veto. Quindi, la sua eventuale entrata, o ritorno, al Consorzio altro non sarebbe che un mero calcolo matematico: un voto in più per garantire la maggioranza. Una mossa, però, che non sembra essere così tanto voluta dal resto del centrodestra: sarà anche questo uno dei motivi per cui la Presidenza non andrà a Termoli?    

borse lavoro, Chimisso, Della Porta, Bellotti

Intanto il centrosinistra è come sempre preso dalle lotte interne. La Chimisso, nel suo attacco a Roberti, dichiara: “Mario Bellotti, figura di alto profilo del Pd e a capo della coalizione di centrosinistra, non si presterà a questi giochi di potere, alla spartizione di poltrone e prebende”. Bellotti  sino a una decina di giorni addietro era il prescelto  a ricoprire il ruolo di quinto sindaco all’interno del Cda. Cosa è successo in questo arco temporale? Il sindaco di Guglionesi inizialmente ha lavorato in autonomia rispetto al partito, avendo incontri con i suoi colleghi e raggiungendo un accordo di massima. Fatto questo che, stando alle dichiarazioni dell’ex vicesindaco della città adriatica, Maricetta Chimisso, non sono piaciuti allo stato maggiore del Pd. L’indipendenza e l’autonomia del sindaco di Guglionesi doveva, in qualche modo, passare per l’approvazione del partito. Le dichiarazioni della Chimisso hanno, di fatto, indebolito la posizione di Bellotti tanto da indurre il centrodestra a giocare/provare la carta Di Matteo per andare a dama. In queste ultime ore il Pd proverà a mettere sul tavolo delle trattative la seguente proposta: tre uomini al centrodestra e due al centrosinistra, tenendo presente la rappresentanza territoriale che poi è e dovrebbe essere la stella polare da seguire.  Ma è chiaro che, per il centrodestra, si tratta di una proposta “irricevibile”.

Cosib incontro bando ricettività

Rimarrà invariato invece il consiglio di amministrazione della Net Energy, azienda in house del Consorzio. Le cariche sono state rinnovate lo scorso anno quando sono andate a scadenza naturale (il mandato alla Net Energy è di 3 anni mentre al Consorzio di 5). Sbrocca, nella sua ultima fase di presidente del Consorzio, ha dato piena fiducia al presidente uscente  Bartolomeo Antonacci, che è anche presidente di FinMolise, riconfermandolo. Riconfermati anche gli ex consiglieri comunali di Termoli Francesco Di Giovine ed Ettore Fabrizio. Le cariche amministrative  alla Net Energy saranno rinnovate nel 2022.