Cosib nulla di fatto, rinviata l’elezione del nuovo Presidente: 5 Comuni su 8 non in regola con le quote consortili

Cinque degli otto comuni facenti parte del Consorzio industriale termolese non sono in regola con i versamenti delle rispettive quote. Cavillo burocratico che non consente, per Statuto, la costituzione dell’assemblea. Niente Consiglio generale e niente elezione del nuovo Presidente e Comitato direttivo oggi. La verifica è stata chiesta in via preliminare da Raffaele Primiani, sindaco di Ururi, uno dei tre enti in regola. Tutto rinviato a mercoledì 28 ottobre, a patto che gli enti comunali morosi saldino il loro debito.

Doveva essere il giorno dell’elezione, dell’ufficialità – dopo tanti rumors – del nuovo presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del basso Biferno, ma così non è stato: un cavillo burocratico, sollevato in via preliminare, non ha consentito la costituzione dell’assemblea Generale per discutere i punti all’ordine del giorno. Tutto è saltato perché alcuni comuni, 5 su 8, sono morosi nei confronti dell’ente consortile. La verifica è stata richiesta da Raffaele Primiani, sindaco di Ururi – uno dei tre comuni in regola insieme a Campomarino e Guglionesi – che si è appellato all’articolo 5 dello Statuto vigente che prevede il rispetto delle quote di partecipazione onde evitare l’ammissione al Consiglio generale. In sostanza i comuni morosi – Termoli, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Petacciato e Portocannone – non hanno permesso il raggiungimento del numero legale causando di fatto il rinvio dell’assise perché non in regola con i versamenti al Consorzio. Ricordiamo che del Consiglio generale fa parte anche l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli rappresentata da Remo Di Giandomenico, assente quest’oggi.

Il Consiglio era stato convocato alle ore 17 dal presidente facente funzioni, e uscente, Gianfranco Camilleri il quale, in mattinata, in una lettera di commiato, aveva fatto un bilancio della sua presidenza rivendicando i risultati positivi raggiunti nonostante le difficoltà, la pandemia da Covid 19 in primis.

Amazon a San Salvo, venduti i terreni. Intanto dal Cosib di Termoli: “Richiesta per insediamento su 22 ettari”

 

Cammilleri era pronto a cedere il posto a Roberto Di Pardo, sindaco di Petacciato, dato da tutti come il favorito. Con lui nel Comitato direttivo dovevano esserci Costanzo Dalla Porta, sindaco di San Giacomo degli Schiavoni, in qualità di Vice presidente; Francesco Roberti, sindaco di Termoli; Pier Donato Silvestri, sindaco di Campomarino. Il quinto uomo da coptare all’interno del direttivo è stato motivo di incontri e riunioni preliminari tra gli otto sindaci: uomo della discordia Mario Bellotti, sindaco di Guglionesi e dirigente del Pd. Piace a una parte dei suoi colleghi sindaci ma è stato invitato a farsi da parte, a quanto pare, dal suo stesso partito. “Mario Bellotti, figura di alto profilo del Pd e a capo della coalizione di centrosinistra, non si presterà a questi giochi di potere, alla spartizione di poltrone e prebende”. Così ha scritto il segretario cittadino dei Dem di Termoli Maria Chimisso lasciando intendere che ci fosse una crepa tra il primo cittadino e il partito. Crepa che pare sia anche la causa del rinvio del Consiglio Generale, o meglio della verifica richiesta da Primiani, anch’egli uomo del Pd.

Infatti, secondo i retroscena, sembra che nelle ultime ore Bellotti fosse tornato in quota per occupare l’ultimo posto all’interno del Direttivo, andando così a completare la cinquina. Un direttivo composto da quattro sindaci del centrodestra e uno del centrosinistra. Il Pd invece ha avanzato la proposta di chiedere un altro posto in seno al Comitato in modo da avere un Cda più equilibrato dal punto di vista partitico: tre uomini del centrodestra e due del centrosinistra (Bellotti e Caporicci, di Guglionesi e Portocannone). Una proposta  politica su un tavolo che tuttavia dovrebbe mettere al primo posto la rappresentanza territoriale. Proposta, ovviamente, rispedita al mittente da chi è in maggioranza in senso al Consiglio generale. Ed ecco allora, sospettano i più maliziosi, l’escamotage: guadagnare tempo chiedendo la verifica dei versamenti che, a quanto risulta, non è mai stata chiesta negli anni passati. Fatto questo, se fosse vero, che metterebbe in dubbio anche la legittimità delle passate nomine.

Il prossimo Consiglio generale dovrebbe svolgersi mercoledì 28 ottobre alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno a patto che i Comuni morosi versino quanto dovuto all’ente. Basterà una settimana oppure ci vorrà più tempo?

Cosib, “la spartizione partitica tradisce il mandato”. Gianfranco Del Peschio chiede una svolta