Contro il negazionismo e l’evento di Forza Nuova: parlano 2 giovani medici molisani

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    Il 24 ottobre il coordinamento Abruzzo/Molise del partito politico di Forza Nuova ha organizzato una manifestazione pubblica presso il comune di Guglionesi. Pur non volendo in alcun modo entrare nel merito politico è del tutto lecito che i temi affrontati abbiamo suscitato scalpore in tutto il territorio regionale. L’ “incontro sociale”, si legge sul volantino pubblicato a mezzo social, è organizzato per manifestare “contro la dittatura sanitaria, finanziaria, giudiziaria e mass mediatica e per le libertà costituzionali e personali, per il lavoro, la giustizia sociale ed il futuro per le nostre famiglie e per i nostri figli”.

    Riteniamo che, in un momento critico per il nostro Paese e per tutta la comunità nazionale e regionale, eventi di questo genere, purtroppo organizzati con frequenza crescente, non solo siano inopportuni ma risultino pericolosi per la salute dei partecipanti e dell’intera collettività.

    Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad oggi SARS-CoV2 ha contagiato più di 40 milioni di persone in tutto il mondo causando più di un milione di decessi e mettendo in ginocchio numerosi i sistemi sanitari.  Al contrario delle opinioni negazioniste, tali numeri sono frutto di un attento monitoraggio da parte di organi dedicati al fine di quantificare il fenomeno e di attuare prontamente meccanismi di contenimento. 

    L’espressione “dittatura sanitaria” non ha ragione di esistere in quanto coniata ad hoc per esprimere il dissenso rispetto ad alcune misure di contenimento resesi necessarie per evitare la diffusione di un virus. Nata come accusa alla classe politica dirigente è utilizzata da individui che, senza basarsi su alcuna evidenza scientifica, continuano pericolosamente a fare disinformazione.

    Negare l’esistenza del virus, negare l’utilità dei dispositivi di protezione individuale, e del distanziamento sociale, va contro ogni principio scientifico, ogni studio presente in letteratura e contro il parere di scienziati esperti che hanno dedicato, e dedicano, tutta la loro vita allo studio della materia.

    Come medici e comuni cittadini non possiamo accettare che queste teorie, prive di qualunque fondamento, circolino costituendo una minaccia per la salute pubblica. Decine di migliaia tra medici, infermieri e ricercatori hanno messo a rischio la propria vita negli scorsi mesi, talvolta immolandosi, e continuano a lavorare sul campo per contrastare questa “seconda ondata”, continuano a combattere il virus con i mezzi della ricerca e della scienza.

    La pressione sugli ospedali e sulle terapie intensive aumenta giorno per giorno e il rischio di limitare i servizi ospedalieri non collegati al CoViD e di non poter assicurare le cure a tanti cittadini in difficoltà è dietro l’angolo.

    Per questi motivi non possiamo che condannare questa manifestazione invitando la cittadinanza ad informarsi solo attraverso canali ufficiali, a rispettare le misure di prevenzione anticontagio e contrastare fortemente le irresponsabili quanto improbabili teorie negazioniste.

     

     

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