Caso Giada Vitale, don Marino rinchiuso nel carcere di Rebibbia: deve scontare 4 anni e 10 mesi

Il sacerdote era stato condannato in via definitiva per abusi sessuali su Giada a Portocannone quando lei aveva appena 13 anni

Si chiude con l’arresto e il trasferimento nel carcere di Rebibbia di Don Marino Genova una storia che ha scioccato il Molise negli anni scorsi e che ha fatto molto parlare di sé.

L’ex parroco di Portocannone, condannato in via definitiva a 4 anni e 10 mesi di reclusione per abusi sessuali nei confronti di Giada Vitale, una ragazza che all’epoca era appena una adolescente, è stato arrestato della giornata di ieri 21 ottobre dai carabinieri di Subiaco.

I militari lo hanno raggiunto nel monastero di Santa scolastica della cittadina nelle vicinanze di Roma e lo hanno portato nel carcere di Rebibbia, dove il sacerdote deve scontare la sua pena.

La vicenda giudiziaria si era chiusa soltanto nello scorso mese di settembre quando la Corte di Cassazione aveva respinto l’ultimo appello da parte dei legali del prete che da tempo era stato trasferito dal Molise.

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“È giusto che lui paghi per quello che ha fatto. E’ una storia così dolorosa che nulla ormai mi rende felice. Don Marino è colpevole, ma chi l’ha protetto fino ad adesso, diocesi e magistratura compresa, sono più colpevole di lui” le parole di Giada Vitale dopo la notizia dell’arresto. E ancora: “Il mio non è stato un desiderio di vendetta ma un desiderio di giustizia”.

Inoltre in questi giorni ci sarà la risposta da parte del Ministero della giustizia riguardo all’interrogazione parlamentare presentata dalle deputate Ascari e Testamento che hanno auspicato una ispezione ministeriale al Tribunale di Larino su questa vicenda.