Case popolari, Greco attacca: “Allo Iacp sono strozzini”. Il commissario: “Falso, qui tanta gente non paga”

E' guerra tra l'Istituto autonomo case popolari di Campobasso e il capogruppo pentastellato che in Consiglio regionale aveva denunciato che "migliaia di inquilini sono stati messi sul lastrico dalle procedure ingiuntive". In realtà i vertici dell'ente spiegano: "Se non recuperiamo le somme, non possiamo nemmeno fare i piccoli interventi per la manutenzione degli ascensori o per i servizi igienici nei palazzi di nostra competenza. E poi Iacp è un ente pubblico e rischia il danno erariale".

L’Istituto autonomo case popolari presenta una morosità di 4 milioni e mezzo di euro. Il che vuol dire che non tutti gli inquilini degli alloggi di edilizia sociale versano l’affitto. Fino a due anni fa la situazione era più critica, la morosità ammontava a 6 milioni di euro, ma non per questo si è tradotta nello sfratto delle persone che non pagano il dovuto.

Gli sfratti a fine anno sono stati una decina”, puntualizzano dall’ufficio legale di via Montegrappa a Campobasso dove si è insediato da qualche anno un commissario, l’avvocato Cristian Sellecchia, nominato (e riconfermato) dalla Regione Molise. Anche perchè poi il Governo ha prorogato al 31 dicembre 2020 il blocco degli sfratti.

Purtroppo l’emergenza covid ha peggiorato la situazione economica dell’ente: negli scorsi mesi, con il blocco delle attività produttive, molte persone hanno perso il lavoro e non riescono a saldare le spettanze dovute. Anche questo ha fatto lievitare la morosità. L’Istituto però, stando alle informazioni fornite dagli uffici di via Montegrappa, con un decreto ha stabilito la possibilità di posticipare il pagamento dei canoni o di sospenderli in casi eccezionali. Fra questi, la perdita del lavoro.

È stato poi varato un nuovo regolamento per le rateizzazioni, soluzione scelta da tanti inquilini che devono pagare l’affitto. Nel momento in cui non pagano, però, l’ente provvede a inviare loro i solleciti e i decreti ingiuntivi.

E qui nasce il problema. Sono numerosi gli incarichi legali esterni che l’Istituto autonomo case popolari affida per recuperare i crediti dagli inquilini morosi: “Sono ben 152 gli incarichi legali esterni nella provincia di Campobasso e 52 nella provincia di Isernia, dal 2016 al 2019, conferiti dagli Iacp”, la denuncia che il capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Greco ha fatto in Consiglio regionale nella seduta del 29 settembre.

In Aula il consigliere pentastellato ha lanciato accuse pesantissime: “Migliaia di inquilini delle case popolari sono stati messi sul lastrico dalle procedure ingiuntive. Un accanimento giudiziario feroce nei loro confronti, da parte di chi dovrebbe occuparsi di edilizia popolare e finisce per essere uno “strozzino” per i cittadini. È così che la Regione, invece di garantire il diritto alla casa, distrugge la vita delle persone”.

Greco ha acceso i riflettori sulla vicenda dopo aver ascoltato un inquilino moroso (che fra l’altro si vocifera sia un dipendente del Consiglio regionale, ndr): doveva saldare un debito con lo Iacp di 2mila euro. Tuttavia, tra decreti ingiuntivi e more, la somma è aumentata “a 10.000 euro ‘grazie’ – l’accusa dell’esponente M5S – al lavoro incessante di ben quattro avvocati. Il malcapitato ha tentato una conciliazione per un importo di 5.000 euro ed ha ricevuto un sonoro e avido ‘no’. Ora, l’obiettivo degli istituti di case popolari è garantire il diritto all’alloggio ai cittadini meno fortunati o vessarli per ottenere quanto più denaro possibile?”.

Greco disegna un futuro nerissimo per questi enti, posti in liquidazione dal 2014 in seguito all’istituto dell’Eres: “L’ente non recupererà i crediti e migliaia di persone saranno sempre più disperate. Abbiamo ricevuto padri e madri di famiglia in lacrime, che si sentono vittime di un vero e proprio strozzinaggio, seppure ‘legale'”. 

È proprio questo il punto: essendo un ente pubblico che gestisce un patrimonio pubblico, Iacp non può consentire che il debito si gonfi a dismisura. Il rischio è che si prefiguri un danno erariale. Ecco perchè l’ente ha l’obbligo di recuperare le somme non versate perchè altrimenti non riesce ad intervenire se, ad esempio, nelle palazzine di propria competenza è necessario riparare un ascensore, i servizi igienici o realizzare piccole opere che consentono ai disabili di salire le scale. 

 

Purtroppo ci sono i furbetti. C’è chi se ne approfitta e non versa le spettanze dovute, come confermato anche dal presidente Donato Toma quando ha risposto in Aula a Greco preannunciando di approfondire la vicenda: “Se non si fanno azioni, la messa in mora e i decreti ingiuntivi, non recupereremo mai le somme dovute”.

Ecco perchè ieri mattina (30 settembre) l’eco del dibattito in Consiglio regionale ha provocato malumori negli uffici di via Montegrappa dove si starebbe valutando azioni legali nei confronti del capogruppo pentastellato.

Lo Iacp di Campobasso annovera 3600 appartamenti e quindi ci sono 3600 persone potenziali titolari di contratto. Le procedure esecutive pendenti sono un centinaio, interessano il 2% degli inquilini, stando ai dati ufficiali che l’ente ha fornito a Primonumero.