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Carolina Sanchez, ‘pasta di capitano’ a 44 anni: “La Magnolia Campobasso può dire la sua”

L’argentina, giocatrice di lungo corso ed esperta di campionati di alto livello, è l’anima della formazione del capoluogo: “Ognuna di noi deve portare il proprio mattoncino”. Le rossoblù vengono dalla sconfitta interna contro la corazzata Venezia: “Dobbiamo ripartire sia dalla fase difensiva che da quella offensiva. Sarà determinante lavorare di squadra, partendo dall’aspetto difensivo che deve essere un marchio di fabbrica per questo gruppo”.

44 anni e non sentirli. Eccola qui, Carolina Sanchez, l’argentina idolo indiscusso in patria e anima della Magnolia Campobasso. Un vero e proprio punto di riferimento per l’universo-mondo rossoblù, senatrice del gruppo e, da questa stagione, anche cuore di capitano a livello formale (nello scorso torneo aveva rappresentato un supporto di sostanza per Roberta Di Gregorio, giocatrice designata per questo ruolo). Con Venezia, il suo ingresso sul parquet ha contribuito a dare quella ‘garra’ che, almeno inizialmente, sembrava smarrita.

Una scossa attesa e messa in pratica, peccato però non sufficiente a far restare in partita Campobasso al cospetto della corazzata lagunare. Ma il ruolo che le ha cucito addosso coach Sabatelli le sta a puntino. “È un ruolo che mi onora – spiega – e ne sono felice. Contro Venezia sono soddisfatta di aver dato il mio contributo, ma è passa tutto in secondo piano perché come squadra so che possiamo far bene ed il divario finale con le lagunari lascia un po’ di amaro in bocca”.

In effetti, la sconfitta per 114-76 racconta di un divario ancora abbastanza evidente. Ma del resto la Magnolia è una neopromossa e deve fare esperienza sul campo, passando anche per questi ko. Resta il fatto che la squadra ha giocato alla pari tra secondo e terzo quarto con le avversarie, pagando invece l’avvio di contesa ed un ultimo periodo, in cui complice la distanza, ha finito per allentare un po’ le maglie, in particolare in difesa.

Carolina Sanchez

“A mio avviso dobbiamo ripartire sia dalla fase difensiva che da quella offensiva – prosegue Sanchez –. Sarà determinante lavorare di squadra, partendo dall’aspetto difensivo che deve essere un marchio di fabbrica per questo gruppo. Ciascuna deve portare il suo mattoncino alla costruzione complessiva perché questo ci porterà a vincere avendo una nostra identità ben precisa, il che, tra l’altro, aumenterà la nostra fiducia come squadra”.

Per Carolina, che ha passaporto spagnolo – ma sul parquet utilizzabile come italiana di formazione per le sue stagioni con le giovanili di Palermo – l’attuale torneo di Serie A1 rappresenta un ritorno nella massima serie tricolore ad un ventennio dall’ultima esperienza. E molte cose sono cambiate dal 2000 ad oggi, come rivela lei stessa: “Riscontro diverse differenze. Allora il torneo italiano era il riferimento di tutto il basket europeo, adesso è invece tra i tornei di vertice. La cura dei dettagli, importante anche oggi, all’epoca era imprescindibile perché il livellamento era tale da poter vincere o perdere chiunque la domenica”.

Fino alla sosta per le qualificazioni agli Europei di Francia e Spagna 2021, le magnolie avranno quattro confronti (ad Empoli e a Sassari, gare intervallate dalle esibizioni interne con Battipaglia e Broni) che potranno rappresentare un primo step nel percorso delle rossoblù. “Troveremo – conclude Sanchez – quattro squadre del nostro livello e questo ci darà l’opportunità di capire a che punto è il nostro gioco. Sarà l’occasione per trovare la nostra identità. Questo è un gran bel gruppo, che ha saputo trovare la giusta chimica anche al di fuori dal parquet. Ora sta a noi portare queste qualità e le nostre capacità individuali in particolare durante i confronti di campionato”.