Il Pd rompe il silenzio su Henry: “Sanzioni per offese razziste”. Il caso in Consiglio comunale

Mentre continuano gli accertamenti dell'amministrazione comunale sugli insulti razzisti che sarebbero stati pronunciati da un autista della Seac nei confronti del bambino, gli esponenti del centrosinistra riaccendono i riflettori sulla vicenda e promuovono una mozione in Consiglio comunale: "Questo episodio ci preoccupa"

La scelta del luogo è emblematica: una delle pensiline degli autobus di via XXIV Maggio a Campobasso. Qui i consiglieri comunali del centrosinistra danno appuntamento alla stampa per riaccendere i riflettori su un caso che probabilmente è stato dimenticato troppo in fretta: la vicenda di Henry, un bambino di 10 anni che sarebbe stato chiamato “negro” da un autista della Seac.

“Metti la mascherina, negro”. Autista rivolge insulti ad un bambino di 10 anni

 

Cosa è realmente successo quel giorno, sul mezzo della linea ‘Colle dell’Orso’ che il bambino ha preso per andare a scuola (l’istituto Montini, ndr), è al centro degli accertamenti che l’amministrazione comunale sembra stia svolgendo dopo l’indagine interna svolta (e conclusa nel giro di 48 ore) dalla società concessionaria del trasporto urbano. L’autista è stato individuato, ha negato di aver pronunciato l’insulto razzista avvertito invece da Henry e da un suo amico.

Frase razzista, per la società dei bus il caso è chiuso. Ma l’autista che ha detto “negro” a un bambino non è stato identificato

 

Intanto Antonio Battista, Giose Trivisonno, Alessandra Salvatore e Bibiana Chierchia provano a rialzare il volume della ‘radio’: del caso si parlerà in Consiglio comunale grazie ad una mozione già depositata e presentata stamattina – 8 ottobre – alla stampa. Nello specifico, l’atto è l’adesione al manifesto della comunicazione non ostile già sottoscritto da numerose città italiane. Nella sostanza il termine “negro” rientra all’interno di quel linguaggio e quegli atteggiamenti ostili che l’iniziativa del centrosinistra intende contrastare e che vanno al di là del singolo episodio che ha visto come protagonista Henry.

La stessa politica, del resto, usa un linguaggio sempre più violento.

“Abbiamo deciso di legare questa mozione ad un fatto che è sicuramente successo in questo luogo”, la premessa del capogruppo Pd Trivisonno riferendosi alle presunte offese razziste ricevute dal piccolo studente. “Ci sono parole che possono arrecare un danno anche psicologico all’interlocutore, non solo all’avversario politico. Queste parole devono essere messe al bando anche per avere un politica più sobria. A me non piaceva nemmeno il termine ‘rottami‘ di Renzi…”

 

Non dobbiamo abituarci alla violenza verbale perchè poi l’abitudine modifica i comportamenti perchè poi succede quanto accaduto a un bambino di 10 anni della nostra città (Henry, ndr) che si è visto apostrofare con un linguaggio molto più che ostile da un adulto”, specifica Alessandra Salvatore.

“Ormai purtroppo è normale apostrofare un bambino in maniera dispregiativa e questo è un episodio che ci preoccupa, che ci fa capire che forse la situazione ci sta sfuggendo di mano. Quindi stigmatizziamo queste modalità e vogliamo dire che non è normale. Questa mozione è un appello alla pacifica convivenza soprattutto quando ci rivolgiamo a bambini che poi assorbono. Il bambino protagonista di questa brutta vicenda ne è uscito mortificato. Tutta la città ha espresso il proprio sdegno sulla vicenda che è ancora oggetto di accertamenti. Purtroppo dal linguaggio poi si passa alle azioni e non possiamo permetterci, in questa fase di grande tensione sociale e pressione psicologica da parte di tutti, disattenzioni ma dobbiamo stare ancora più attenti”.

Per la Salvatore, “se il fatto è veramente accaduto così come raccontato dai protagonisti, deve essere oggetto di sanzione secondo le norme previste dal nostro ordinamento. Campobasso è città anti-razzista” e poi “per le frasi razziste è prevista una sanzione” nell’ambito di un processo in un Tribunale civile però, non più in sede penale.

L’ex sindaco Antonio Battista ha sollecitato l’iniziativa politica perchè, dice, “dal vaffa day (ideato dal fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, ndr) e con i social stiamo registrando un linguaggio sempre più volgare”. E poi “speriamo che questa iniziativa possa contribuire a modificare comportamenti che non mi sono mai piaciuti”.

“Questa mozione vuole essere una risposta a quanto successo in città perchè questa è una città che accoglie e non dice parole ostili”, il messaggio di Bibiana Chierchia.