Amazon al posto dell’ex Carrefour di Termoli, le carte erano già pronte dal notaio. Ma qualcosa è andato storto

Emerge un retroscena che aumenta il rammarico per il mancato investimento in Molise del colosso dell’e-commerce che ha scelto invece il vicino Abruzzo. Intanto Facciolla presenta un'interpellanza

Fino a che punto si è spinta la trattativa fra la società di investimento araba, proprietaria dei terreni dell’ex Carrefour di Termoli e la Engineering 2K Spa, contraente generale che lavora per Amazon? Quanto è stato vicino a concretizzarsi in Molise il maxi investimento che il gigante dell’e-commerce mondiale dovrebbe invece realizzare a San Salvo? A quanto si apprende, le parti sono state vicine, molto vicine. Al punto tale che c’erano già i documenti da uno stimato notaio del Basso Molise, pronti a essere firmati. Ma qualcosa è andato storto e su quel qualcosa ora arriva un’interpellanza in Regione.

È un retroscena che emerge a pochi giorni dall’offerta che l’Agenzia regionale per le Attività produttive della Regione Abruzzo ha valutato, con tanto di documenti pubblicati e poi eliminati dal proprio sito. Una cauzione da 370mila euro, pari al 10 per cento del valore dei terreni dell’ex autoporto di San Salvo, al confine con il Molise, per un enorme capannone che con tutta probabilità farà da centro di smistamento di materiale. Una sorta di gigantesco magazzino e stoccaggio di oggetti, capace di dare lavoro a pieno regime a circa 3.150 persone.

È chiaro che un investimento del genera fa gola anche a un territorio depresso dal punto di vista occupazionale come quello molisano. In passato si era vociferato dell’interessamento di Amazon per l’area dove 14 anni fa venne aperto il centro commerciale Sannicola, presto rivelatosi un grosso flop, al punto tale che da 7 anni il centro ha chiuso e piano piano anche gli altri negozi esistenti hanno fatto il resto, desertificando un’area ormai abbandonata.

Oleandri sannicola

Voci che erano fondate perché una trattativa c’è stata ed era anche a buon punto, favorita da un intermediario locale che si era mosso senza fare clamore. Non si conoscono le motivazioni per le quali chi rappresenta Amazon abbia poi virato per San Salvo, spostando di poche decine di chilometri l’investimento ma soprattutto togliendolo al Molise per darlo all’Abruzzo. Oltre tremila posti di lavoro, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista economico e sociale, non si possono certo rifiutare in una regione che ha nella disoccupazione e nello spopolamento due piaghe ataviche.

Tramonta l’idea del centro Amazon a Termoli, progetto da 3mila posti di lavoro a San Salvo

Amaro è il commento rilasciato nelle scorse ore da Vittorino Facciolla, segretario regionale del Pd e consigliere regionale all’opposizione. Unico esponente politico a esprimersi sulla vicenda, Facciolla definisce la notizia come “un’ennesima sconfitta per il Molise e in generale per tutti noi”.

Secondo Facciolla le responsabilità politiche non si possono nascondere. “Non possiamo far altro che registrare ancora una volta l’assenza totale di lungimiranza e programmazione nella politica che guida la nostra regione e la mancanza di autorevolezza dei nostri governanti ai tavoli delle trattative. Eppure avremmo avuto più di una ragione per attrarre Amazon qui in Molise.

Qualcuno parlava dell’area dell’ex Centro commerciale San Nicola ma, ad esempio, avremmo potuto porre come elemento attrattivo l’Interporto nell’area tra Termoli e Campomarino.

Il progetto prevede l’allocazione dell’Interporto in relazione all’area ZES (zona economica speciale) che consente occasioni di vantaggio competitivo alle imprese ed interessa le aree portuali e retroportuali”.

Inoltre l’esponente dem tira in ballo anche il presidente regionale. “Più volte anche il presidente Toma ha fatto riferimento a questo progetto ma, ci chiediamo, se questi proclami del nostro presidente non siano in realtà soltanto propaganda dato che alle parole non si fanno seguire mai i fatti. In questo caso prospettare ad Amazon la possibilità di un insediamento nell’area dell’Interporto forse avrebbe fatto la differenza. E invece, ancora una volta vediamo sfumare l’opportunità di più di tremila posti di lavoro e frantumarsi il sogno di altrettanti molisani che si vedono negare il diritto del lavoro e quello di scegliere di vivere dignitosamente nella nostra amata regione”.

Perciò Facciolla ha presentato un’interpellanza in Regione. “Sulla questione Amazon e sulla possibilità di perdere 3100 posti di lavoro vogliamo vederci chiaro e capire bene cosa è successo.

Questa mattina (ieri, ndr) abbiamo depositato, come gruppo consiliare del Partito Democratico, un’interpellanza urgente al presidente Toma chiedendogli se c’è ancora qualche possibilità di poter attrarre il colosso americano dell’e-commerce nel nostro territorio e in particolare nel nucleo industriale di Termoli.

Speriamo che il presidente voglia risponderci il prima possibile e soprattutto vogliamo augurarci che non tutte le speranze siano perdute perché il Molise e i molisani, in questo momento storico, hanno fortemente bisogno di ritrovare la propria dignità anche attraverso il lavoro”.