Quantcast

Odissea degli alunni senza scuolabus, spunta un esposto. La Regione: “Il servizio c’è e rispetta le norme anti-covid” foto

Oggi, a distanza di un mese dall'inizio dell'attività didattica, davanti al Consiglio regionale la protesta dei genitori per la mancata attivazione di uno scuolabus dedicato ai 22 piccoli studenti della primaria e della secondaria di primo grado di Lupara. Il Sindacato Operai Autorganizzati invece annuncia un esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità. L'assessore Pallante puntualizza: "Sulla linea Lupara-Casacalenda si viaggia nel pieno rispetto delle norme ed è garantita anche una corsa verso Lucito"

“Come vanno i nostri figli a scuola? Dobbiamo accompagnarli noi. Ed è un enorme sacrificio”. Continua l’odissea per i genitori degli alunni di Lupara che tutti i giorni partono dal paese per raggiungere Casacalenda dove ha sede l’istituto omnicomprensivo frequentato dai figli. Da quando è iniziata la scuola, lo scorso 14 settembre, non è stato attivato uno scuolabus dedicato ai 22 piccoli studenti della primaria e della secondaria di primo grado di Lupara. Inoltre, della questione potrebbe occuparsi presto la magistratura. 

Attualmente l’unico mezzo di trasporto è un pullman che viene utilizzato anche dai pendolari e dai lavoratori della Fiat. Per i genitori quel mezzo è poco sicuro per la salute dei loro bambini. “Ci siamo trovati davanti a un bivio: scegliere tra i diritto alla salute e il diritto allo studio”.

I genitori di Lupara scrivono a Conte: “Dateci uno scuolabus o non mandiamo più i nostri figli in classe”

Dopo aver minacciato di non mandarli a scuola, i genitori hanno dovuto riorganizzare le loro giornate in funzione del ‘viaggio’ per accompagnare i figli nel plesso di Casacalenda. Ma la situazione è insostenibile. E un mese dopo l’inizio dell’attività didattica, “in assenza di risposte e soluzioni”, i genitori degli alunni di Lupara hanno deciso di protestare davanti alla sede del Consiglio regionale unitamente al Sindacato Operai Autorganizzati.

“Occorre un trasporto dedicato per gli studenti della scuola dell’obbligo che sono costretti a recarsi giornalmente nel comune di Casacalenda, con le macchine private oppure con un pullman di linea compreso di coincidenze. La situazione è vergognosa”, la denuncia del Soa che nel frattempo ha preparato “un esposto alla Procura della Repubblica al fine di acclarare se sussistono eventuali responsabilità”.

Il problema degli scolari di Lupara ha poi attirato l’attenzione di molti: “Siamo stati contattati da tanti altri genitori che ci hanno chiesto di continuare la battaglia perchè oggi il problema riguarda Lupara, domani potrebbe riguardare un altro paese. La nostra è una battaglia di civiltà. Noi stiamo accompagnando i nostri figli a scuola, con le mamme che organizzano le loro giornate proprio in funzione di questo”.

Mentre la Regione ha annunciato un tavolo tecnico per trovare una soluzione al problema, in Aula l’assessore regionale ai Trasporti Quintino Pallante ha spiegato: “Il pullman viene utilizzato da 24 persone, 20 studenti e quattro lavoratori. Al bivio di Lupara incrocia un pullman proveniente da Guardialfiera che all’occorrenza diventa la corsa bis per garantire il rispetto delle misure di sicurezza. Quindi sulla linea Lupara-Casacalenda si viaggia nel pieno rispetto delle norme”.

E poi ci sarebbe il piano B: spostare gli alunni a Lucito, dove lo scuolabus è garantito ma la scuola è composta da pluriclassi. Ecco perchè l’ipotesi non convince i genitori. “Se le pluriclassi ricevessero altri studenti, ad esempio da Castelbottaccio e da Lupara, potrebbe diventare un regolare istituto senza sobbarcare i ragazzi di un viaggio di 40 chilometri tra andata e ritorno”, il ragionamento di Pallante. “Oggi ai ragazzi non viene preclusa la possibilità di andare a scuola perchè vengono accompagnati con uno scuolabus fino a Lucito e con due autobus fino a Casacalenda”.

Sull’istituzione di una corsa dedicata agli alunni delle elementari, infine, l’assessore ai Trasporti ha concluso: “E’ un’aspettativa legittima, ma ricordo che i Comuni usufruiscono dei fondi del Governo per attivare il servizio di scuolabus. E la Regione Molise non può sovrapporre i finanziamenti regionali a quelli nazionali pagando due volte la stessa cosa”.

La Regione convocherà una riunione per risolvere la questione.