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Una figura ad hoc per promuovere il folklore: Toma nomina la prof Rosa Socci

L'insegnante del liceo artistico 'Manzù' nonchè presidente della Polifonica Monforte è stata designata dal governo regionale per un incarico a titolo gratuito, ma che conferma il suo ruolo in questo segmento della cultura cittadina. "Ringrazio il presidente Toma e tutta la Giunta, questo è un riconoscimento anche in memoria di mio padre", il commento di Rosa Socci.

Quando si parla di tradizioni campobassane viene subito in mente lei, Rosa Socci, la professoressa cresciuta a pane e folklore e che da sei anni guida lo storico gruppo della Polifonica Monforte, nonchè fondatrice del Centro di Studio e Ricerca della Tradizione e Canzone Molisana “Lino Tabasso”. La Regione Molise ha riconosciuto la sua preziosa opera e ha deciso di nominarla ‘Tutore delle tradizioni folkloristiche campobassane’ nella delibera approvata lo scorso 28 agosto. E’ la prima volta che succede e che viene attribuito un ruolo di coordinamento nell’organizzazione di manifestazioni folkloristiche.

L’incarico, che sarà svolto a titolo gratuito, costituisce un riconoscimento dell’esperienza e della preparazione della Socci, che insegna discipline pittoriche e storia dell’arte al liceo artistico ‘Manzù’ di Campobasso. “Il tutore – si legge nel provvedimento – svolgerà funzioni di promozione e di marketing delle tradizioni folkloristiche campobassane”. Dunque il governo guidato da Donato Toma ha individuato anche il raggio di azione di questa nuova figura che potrà “porre in essere tutte le azioni di promozione e di marketing volte alla cura del patrimonio di tradizioni, cultura e folklore campobassano e alla ideazione di eventi e attività culturali che lo valorizzino a livello locale, nazionale ed internazionale”. Un compito che ci si aspetterebbe venisse svolto dall’assessorato regionale guidato da Vincenzo Cotugno che tra le sue deleghe il turismo, la cultura e il marketing territoriale.

La nomina, che è quasi una mini delega, consacra il ruolo della Socci, che canta nella Polifonica Monforte da quando aveva dieci anni (ora ne ha 56, ndr), quale punto di riferimento del folklore cittadino.

Del resto, la professoressa è una sorta di istituzione in questo campo nonché colei che ha contribuito a riportare in auge tradizioni che erano andate perse pur essendo un bagaglio della storia cittadina come il Carnevale campobassano andato in scena in piazza Municipio (l’ultima volta lo scorso febbraio, prima della pandemia causata dal covid, ndr), quando è stato messo in scena lo spettacolo ‘La Mesaiola – I dodici mesi’.

Sempre grazie Rosa Socci è stato possibile riaccendere i riflettori su alcuni luoghi dimenticati della città capoluogo come Fontanavecchia.

Polifonica Monforte (foto socci)

Oppure non si può dimenticare ‘L’eco della tradizione negli angoli della storia’, manifestazione organizzata tra piazza dell’Olmo e piazzetta Santa Cristina, nel cuore del centro storico cittadino. Tutti eventi organizzati a titolo gratuito, in grado di richiamare tantissimi cittadini che non vedevano l’ora di riascoltare versi e strofe del passato, canzoni popolari, d’amore o allegri e genuini, brani malinconici e legati alla tristezza di dover emigrare dalla propria terra.

Senza trascurare l’importante opera di divulgazione alle giovani generazioni di questo segmento della nostra cultura: la Socci, ad esempio, ha coinvolto in un progetto sul folklore i ragazzi della Petrone che poi hanno realizzato un apposito saggio.

Polifonica Monforte (foto Socci)

Ecco perchè la designazione da parte della Regione Molise è la classica ciliegina sulla torta: “Vorrei esprimere un ringraziamento al presidente Donato Toma e a tutta la Giunta regionale che hanno dimostrato l’attaccamento alle radici campobassane, oltre che a riconoscere con questo provvedimento l’importanza del folklore di Campobasso”, il commento di Rosa Socci, fra l’altro figlia d’arte. Il padre Antonio (in foto con Rosa quando aveva 15 anni, ndr) ha fondato la Polifonica Monforte nel 1935 e l’ha guidata fino al 1994.

Rosa e Antonio Socci

Nel 2014 la professoressa ha preso in mano le redini del gruppo evitando che questo importante patrimonio culturale venisse disperso. Ora la nomina di “tutore” che incorona la fondamentale funzione della Polifonica Monforte per la cultura campobassana e della sua presidente Rosa Socci che oggi commossa ricorda anche il padre: “Questo è un riconoscimento anche in sua memoria”, dice con un pizzico di orgoglio.

E forse la designazione costituisce pure una piccola rivincita della stessa professoressa nei confronti delle amministrazioni comunali che non sempre hanno tenuto in debita considerazione tale fetta della cultura cittadina.