Striscioni dai balconi, manifesti funebri e raccolta firme contro la costruzione di un forno crematorio

I cittadini contrari si oppongono alla costruzione del tempio che il Comune ha preso in considerazione in seguito ad una richiesta pervenuta prima del lock-down. Il sindaco spiega: “Nessuno finora però è venuto a chiedermi chiarimenti o delucidazioni sul progetto”

Striscioni per protestare contro la costruzione di un forno crematorio. Finanche manifesti funebri attaccati nelle bacheche sparse qua e là per il paese. E una raccolta firme per sostenere il “no”.

Così i cittadini di San Giovanni in Galdo si oppongono alla costruzione del tempio. Progetto che l’amministrazione Credico, con una proposta di Giunta, ha reso noto alla minoranza a febbraio scorso. Partito il lock-down poi era rimasto tutto fermo al palo. Ma adesso se ne torna a parlare e alcuni cittadini si sono avviati per tempo per evitare che “una scelta simile caschi sulle nostre teste senza che ci sia stata alcuna consultazione, alcun confronto, alcun chiarimento al riguardo”.

Impianto cremazione San Giovanni in Galdo

I cittadini manifestano il proprio dissenso alla costruzione dell’opera, ritenuta fortemente dannosa per la salute pubblica, e hanno tappezzato la strada principale del paese con striscioni, tutti contenenti un unico messaggio: “No Forno”.

 impianto di cremazione San Giovanni in Galdo

Secondo alcuni non c’è la volontà politica di ascoltare i cittadini ma il sindaco invece è di tutt’altro parere. Domenico Credico, primo cittadino, parla infatti di una proposta che finora è rimasta tale e che come tutte le proposte è in una fase di valutazione per capire i benefici che potrebbe portare al territorio ma anche alle casse di un Comune come quello di San Giovanni in Galdo che ha grandi ambizioni rispetto all’offerta turistica per esempio, ma che senza infrastrutture rischierebbe di far cadere nel vuoto ogni ambizione.

San Giovanni in Galdo forno crematorio

“Quando le persone protestano vuol dire che il popolo è vivo e risponde – dice il sindaco –. Ma tutto nasce da una proposta progettuale per realizzare questo forno che noi abbiamo preso come proposta e così è rimasta. Non è mai stata fatta nessuna delibera di Consiglio per rendere questo atto consecutivo. Certo è che formalmente nessuno finora mi ha chiesto chiarimenti. Eppure noi abbiamo invitato la minoranza a prendere visione del progetto, poi il covid ha bloccato tutto. Detto questo, ad oggi nessuno è venuto qui a chiedere spiegazioni in merito alla tecnologia, a come funziona, al programma economico, all’investimento e dunque restiamo in attesa di queste firme per capire cosa fare. Se il numero sarà sufficiente a sostenere il “no”, la proposta viene respinta. Certo è che secondo me viene meno un’opportunità per questo Comune. Perché prima di dire ‘no’ o ‘si’ ad una proposta bisognerebbe conoscerne tutte le molteplici sfaccettature”.