‘Spariti’ i soldi risparmiati dal taglio dei consiglieri regionali. 5S: “Servivano per i più deboli”

Durissima l'accusa dei pentastellati contro il governatore Toma: "Aveva promesso che 1,5 milioni sarebbero stati stanziati per la non autosufficienza, ma non ve n'è più traccia". Poche anche le risorse per le persone affette da patologie rare

I soldi risparmiati dall’abolizione della surroga (il meccanismo che ha consentito a quattro consiglieri regionali di entrare in Aula al posto degli assessori) non sono stati stanziati a favore degli autosufficienti. Parliamo di 1,5 milioni di euro. “A distanza di due mesi non ve n’è traccia”, la denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle che questa mattina – 17 settembre – ha fatto il punto sulle risorse che la Regione Molise dovrebbe erogare a favore dei cittadini non autosufficienti, né di quelli che hanno subito trapianti o si trovano a combattere con malattie rare.

“Sono stati diversi gli impegni presi in Consiglio regionale – l’accusa dei pentastellati – ma ad oggi la Regione non ha trovato le risorse necessarie” a soddisfare le esigenze dei più deboli. Una situazione che cozza con l’aumento di finanziamenti arrivati da Roma: il governo Conte ha aumentato il finanziamento statale in tutte le regioni e in Molise si è passati dai 2,6 milioni del 2016 ai circa 2,8 milioni del 2019.

Nonostante lo stesso governatore Toma abbia più volte dichiarato che avrebbe aumentato i fondi a tutela di questi cittadini in difficoltà e delle loro famiglie, ci troviamo costretti ad incalzare il governatore ricordandogli gli impegni presi e a presentare l’ennesima mozione“.

L’ultimo impegno in ordine di tempo preso per i non autosufficienti – ricordano Greco, Manzo e Primiani – è arrivato con la finanziaria 2020: “Il MoVimento 5 Stelle è riuscito prima a far eliminare l’assurdo meccanismo della surroga e a destinare le risorse risparmiate (circa 1,5 milioni di euro) proprio a quelle categorie troppo spesso dimenticate”.

Il riferimento è all’esiguità di risorse che il governo regionale prevede per Fondo per la Non Autosufficienza (Fna): “E’ una materia di competenza regionale. Poi interviene lo Stato con risorse aggiuntive. In Molise – riferiscono i 5 Stelle – purtroppo è sempre stato il contrario: a finanziare questa misura è principalmente il governo nazionale, mentre la Regione provvede ad un cofinanziamento, che mediamente si aggira intorno ai 400.000 euro. Cifra che non è mai riuscita a coprire tutte le richieste dei cittadini che ne hanno diritto. Con la Legge finanziaria regionale del 2019 siamo riusciti ad ottenere un aumento del fondo, ma nel 2020 quella voce del bilancio regionale era stata incredibilmente lasciata in bianco. Con diversi atti abbiamo allora sollecitato Toma e i suoi a correggere questa vergognosa lacuna, ma è stato solo grazie ai fondi straordinari arrivati in Molise per l’emergenza Covid che la giunta ha appostato le prime risorse. Indovinate a quanto ammontano? Ai soliti, insufficienti, 400.000 euro”. Mentre il Governo Conte ha incrementato i finanziamenti.

Poi l’accusa al governatore: “Il presidente Toma, rincarando la dose, ci ha accusati di aver strumentalizzato la vicenda, senza aver letto il bilancio: “Sono appostate in Bilancio – ha dichiarato Toma in Consiglio il 5 agosto scorso – 1.500.000 euro. Leggete!”. È evidente che mentiva, sapendo di mentire”.

Stessa situazione per il finanziamento della Legge regionale 17 del 2007 “Interventi a favore di soggetti sottoposti a trapianto di organi o affetti da patologie rare”.

“Dall’opposizione  – insistono i pentastellati – siamo riusciti a far aumentare la platea dei beneficiari e a semplificare le procedure per le richieste, ma a questo non è seguito un reale impegno della Regione: sono 315 infatti le domande non accolte per carenza di fondi. Basterebbero 140.000 euro per dare un doveroso ristoro alle famiglie di chi è costretto a recarsi fuori regione, spesso per mesi, per un trapianto o per curare una malattia rara”.

 

Infine l’affondo: “Come consiglieri regionali e cittadini, non ci stiamo a vivere in una regione che trova i soldi per le futilità, per le spese pazze della politica, ma non per i cittadini in grave difficoltà. Ma l’indifferenza di questa giunta nei confronti dei più deboli è sempre più evidente. Basti pensare al rifiuto di istituire la Consulta per le politiche sociali, prevista dalla legge quadro regionale, che avrebbe il compito di ascoltare le istanze provenienti dai territori e stimolare l’adozione di interventi tarati sulle reali esigenze dei cittadini. Ennesima dimostrazione di come uno degli assessorati più importanti per la vita dei molisani, quello alle Politiche Sociali, sia derubricato ad una mera casella priva di significato, se non quello di accontentare i partiti della coalizione. A scapito dei cittadini, è stato nominato un nuovo assessore pochi mesi fa (Michele Marone al posto di Luigi Mazzuto, ndr), ma i problemi sono sempre lì, irrisolti. Ancora una volta, ci siamo visti costretti a presentare l’ennesima mozione per sollecitare gli interventi non più rinviabili. Ci auguriamo che la maggioranza ci permetta di discuterla già durante il prossimo Consiglio regionale e che la smetta di ignorare i più indifesi”.