Servizio idrico, Sinistra accusa il Comune di malagestione. “Maggioranza non sa cosa ha approvato”

È netto il giudizio negativo della consigliera comunale della Sinistra Marcella Stumpo sul servizio idrico di Termoli. Dopo l’affondo in consiglio comunale ieri, 11 settembre, oggi l’esponente di opposizione torna sull’argomento e parla apertamente di “malagestione”.

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“Sulla gestione di tali servizi c’è stata una svolta storica con il referendum popolare del 12-13 giugno 2011, cosiddetto dell’acqua pubblica, che ha sancito il divieto di sottometterli al mercato ed al profitto. Alle regioni è stato affidato il compito di istituire enti di governo d’ambito per la gestione pubblica del Servizio idrico integrato. Nel caso del Molise, è previsto un solo ente, l’Egam (Ente di Governo d’Ambito del Molise), istituito con grave ritardo con la legge regionale n. 4, del 22 aprile 2017, ma tuttora inoperativo e commissariato – scrive il gruppo di Termoli Bene Comune -. In questo quadro regionale di incertezza sull’avvio operativo dell’Egam, il Comune di Termoli ha prorogato più volte, fino al 30 giugno 2018, la convenzione relativa all’acqua, risalente al 30 giugno 1993, e quella dei reflui, che è del 18 gennaio 1999, poi unificate. Crea (ora Acea Molise), dopo crescenti reclami presso il Comune, si è rifiutata di andare oltre la data del 30 giugno 2018, a causa dell’obsolescenza degli impianti idrici e fognari (in particolare del depuratore del porto), che rende non remunerativa la loro gestione.

Con la delibera di giunta n. 69 del 29 marzo 2017, l’amministrazione Sbrocca – invece di indire una gara ad evidenza pubblica per affidare in concessione il Servizio idrico, fintanto che l’Egam non cominci a funzionare – ha incaricato la struttura tecnica di avviare un’indagine esplorativa per affidare il SI in finanza di progetto, non desistendo da tale intento neanche dopo ben 5 tentativi infruttuosi (l’ultimo il 24 settembre 2018). Nel caso specifico, l’istituto della finanza di progetto è doppiamente improponibile, sia sul piano politico, perché in palese contrasto con l’esito del referendum del 2011, che su quello tecnico, in quanto nessun imprenditore può avere interesse ad investire dei capitali in una gestione che dovrebbe cedere obbligatoriamente all’EGAM, appena questo ente sarà operativo.

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Dovendo avviare il nuovo depuratore del Sinarca e cercando di “mettere una pezza” al passo indietro di Crea, la giunta Sbrocca ha cercato di affidare entrambe le cose a Florio Group, con un contratto di durata semestrale, firmato il 9 agosto 2018. Per brevità si tralascia di riferire punto per punto gli sviluppi tecnici e giudiziari della vicenda, molto complessi e tuttora in corso; basti dire che il subentro di Florio Group a Crea non è avvenuto, anche perché Crea ha presentato un conto di 1,2 milioni di euro per gli interventi effettuati sugli impianti dal 2016 al 2018. Si aggiunga che, a gennaio 2020, il TAR del Molise ha ingiunto al Comune di pagare a Crea 2 milioni di euro per gli interventi sugli impianti dal 2012 al 2015.

La giunta Roberti – invece di indire una gara per affidare in concessione il Servizio idrico integrato – ha giocato la carta del riavvicinamento a Crea e, con la delibera n. 299 del 17 dicembre 2020, ha sottoscritto con Crea una nuova convenzione, fittiziamente definita “proroga”, che ha modificato sostanzialmente la convenzione scaduta il 30 giugno 2018, sia nel perimetro, ampliato al depuratore del Sinarca ed alla nuova stazione di sollevamento del parco comunale, che nelle tariffe, naturalmente incrementate. Il TAR del Molise, invocato da Florio Group, con la sentenza 222/2020, ha annullato la delibera di giunta 299/2020, riconoscendo che non di proroga si tratta, ma di un vero e proprio nuovo contratto, la cui approvazione è di competenza del consiglio comunale. La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa, in quanto il Comune ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, ma nel frattempo la giunta Roberti ha pensato di “mettersi al sicuro”, proponendo al consiglio comunale svoltosi l’11 settembre di ratificare la delibera di giunta 299/2020, cosa che è puntualmente avvenuta con 16 voti favorevoli della maggioranza, 4 contrari (Termoli Bene Comune e PD), 4 non partecipanti al voto (M5S) ed un assente.

Ma cosa hanno approvato i consiglieri di maggioranza? Neanche loro lo sanno – tranne ovviamente il sindaco – in quanto la convenzione che è stata consegnata ai consiglieri espone solo la cornice contrattuale, mentre mancano gli allegati che l’art. 25.1 della nuova convenzione definisce «parte integrante – formale e sostanziale – della presente convenzione», e dove tra l’altro è indicato il nuovo schema tariffario. La mancata presa visione del contratto nella sua interezza da parte dei consiglieri comunali espone la ratifica ad un ricorso al TAR per violazione delle prerogative dei consiglieri, ai quali non è stato consentito di avere contezza di quanto sono stati chiamati a ratificare. Nella ratifica approvata e nella nuova convenzione sottoscritta con Crea c’è anche una evidente illogicità, in quanto si parla di proroga e non di novazione contrattuale; se così fosse (ma non è) sarebbe stata sufficiente la decisione di giunta e non si capirebbe per quale motivo si sia cercata l’approvazione del consiglio.

È pretendere troppo se chiediamo che i servizi idrici e fognari, i cui costi e malfunzionamenti ricadono sui cittadini, vengano affrontati con totale trasparenza e minore ricorso agli avvocati?”.