Seconda ondata più vicina, i nodi da sciogliere: dall’ospedale covid alla scadenza dei contratti per 135 operatori

Gli infermieri e gli oss assunti lo scorso marzo a partita Iva rivendicano la stabilizzazione, ma il direttore dell'Asrem Oreste Florenzano frena sulla proroga dei contratti: "Tutto dipende dal perdurare dell'emergenza e dai relativi finanziamenti dello Stato. Non è possibile nelle procedure concorsuali prevedere binari particolari per chi magari ha svolto attività a partita Iva". In ritardo invece i bandi per adeguare i tre ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli sulla base del piano emergenza covid approvato dal Ministero a luglio.

“Ci sarà un boom di casi e faremo i conti anche con un tasso di mortalità più alto”. Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno riacceso la spia rossa: il peggio non è alle spalle. Tra ottobre e novembre è attesa una seconda ondata della pandemia. In pratica fra quindici giorni potrebbe cominciare un nuovo periodo critico per le strutture sanitarie: potrebbero aumentare i ricoveri, la terapia intensiva potrebbe tornare ad affollarsi di pazienti che hanno bisogno delle cure salva-vita.

Come arriverà il Molise all’appuntamento con la seconda ‘fase calda’ dell’epidemia? Attualmente ci sono due grossi nodi da sciogliere: il personale sanitario e il piano di emergenza covid, che include la riorganizzazione degli ospedali.

Tra fine settembre e l’inizio di ottobre scadranno i contratti di 135 operatori sanitari, 80 operatori socio sanitari e 55 infermieri, assunti per sei mesi a partita Iva lo scorso marzo, ossia nel pieno dell’emergenza. Persone che sono state impegnate nella famosa ‘trincea’ degli ospedali, in prima linea nella ‘guerra’ contro un virus implacabile che ogni giorno provocava in tutta Italia migliaia di vittime. Dopo i sacrifici, dopo aver rischiato di contrarre l’infezione e contagiare mogli, mariti, figli o genitori, non ci stanno a tornare a casa. Dunque rivendicano il diritto a una stabilizzazione.

Ieri (15 settembre) il presidio di protesta davanti al Consiglio regionale, dove sei eletti (Calenda, d’Egidio, Iorio, Fanelli, Romagnuolo e Cefaratti) hanno chiesto al presidente Toma di sollecitare il direttore dell’Azienda sanitaria regionale Florenzano sulla proroga dei contratti. Così si potrà “evitare che si lasci la popolazione senza un adeguato servizio sanitario per fronteggiare l’ondata emergenziale ancora in atto”, hanno spiegato Calenda e d’Egidio, promotori di un apposito ordine del giorno. A loro dire “i rapporti di lavoro dei 135 operatori sanitari prevedono nelle clausole contrattuali la proroga degli stessi contratti per altri 6 mesi, in caso di continuità emergenziale”.

Il M5S, con un emendamento allo stesso ordine del giorno, ha chiesto “l’imminente convocazione di un tavolo tecnico tra i lavoratori precari, la Regione Molise, l’Asrem e le sigle sindacali” e “che venga considerata la possibilità di riconoscere un punteggio di merito ad Oss e infermieri che hanno garantito le loro prestazioni in piena pandemia, nel momento in cui sarà redatto il bando di concorso per l’assunzione di personale medico-sanitario”.

Precari sanità consiglio regionale 15 settembre 2020

Dall’Asrem il direttore Oreste Florenzano ci va con i piedi di piombo: “Noi abbiamo agito nel pieno rispetto delle norme che sono scaturite per l’emergenza covid e che prevedevano la possibilità, anche per una modalità molto più rapida, di attivare delle partite Iva e questo è il motivo per il quale abbiamo pensato a questa prospettiva”, ha spiegato a Primonumero. “Inutile negare che nella regione Molise c’era una situazione di precariato precedente, tanto è vero che sto concludendo dei processi di stabilizzazione di altro personale a tempo determinato. Quindi non era opportuno creare un’altra sacca di precariato. Lo strumento giuridico era previsto dal decreto legge e quindi abbiamo fatto le partite Iva. Ora tutto è legato al perdurare dello stato di emergenza e ai relativi finanziamenti: se non abbiamo potuto accedere a questa tipologia contrattuale è perchè abbiamo ricevuto dei fondi da parte dello Stato per l’emergenza covid. Quindi non è detto che i contratti non vengano prorogati, così come non è detto che saranno indette – come già stiamo facendo – ulteriori procedure concorsuali”.

Oreste Florenzano Asrem

Inoltre all’Asrem il dg sta lavorando per ridefinire il Piano triennale delle assunzioni che sarà valido dal 2021: “Stiamo vedendo anche di quali figure abbiamo bisogno, anche in relazione alle carenze che si sono verificate dopo l’applicazione della cosiddetta quota 100. Quindi, le prospettive ci sono: faremo partire le procedure concorsuali”.

Florenzano fa un’altra puntualizzazione importante: “Ho sentito parlare di canali particolari, ma in base all’esperienza già maturata in Campania posso dire che non è possibile nelle procedure concorsuali prevedere binari particolari per chi magari ha svolto attività a partita Iva. Al tempo stesso, l’esperienza maturata in questo settore e in questo frangente potrà avere una valutazione curriculare”.

Tenda Cardarelli Campobasso

Secondo aspetto da chiarire: la riorganizzazione della rete ospedaliera per fronteggiare la seconda ondata. Lo scorso 24 luglio il Ministero della Salute ha approvato il progetto di Regione e Asrem che prevede un adeguamento e 14 posti supplementari di Terapia Intensiva nei tre ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli. Non sarà realizzato un covid hospital, come aveva proposto il commissario alla Sanità Giustini prevedendo la riconversione del Vietri di Larino.

Al Cardarelli in particolare era stata prevista la realizzazione di un padiglione autonomo per ospitare i casi più gravi di infezione da Sars-Cov-2. Tuttavia, complici alcuni ritardi della struttura commissariale per l’emergenza covid guidata da Domenico Arcuri, appalti e dunque i lavori sono in alto mare.

“Non si può non prendere atto del ritardo fino ad oggi accumulato per la realizzazione delle varie fasi del cronoprogramma”, il rammarico espresso ieri in Consiglio regionale dal governatore Toma. “Ad ogni modo, l’Asrem ha già progettato i lavori da realizzare per separare il reparto di terapia intensiva del Cardarelli di Campobasso al fine di assicurare gli adeguati spazi separati per pazienti Covid“. Pazienti che attualmente sono ricoverati al quinto piano del nosocomio di contrada Tappino, che funge da reparto di Malattie infettive. Invece una sola persona positiva al covid è ricoverata in Rianimazione, secondo i dati forniti dall’Azienda sanitaria nel bollettino di ieri.