Roberti replica a Chimisso: “Provincia ha diritto di stare nel Cosib”

Il sindaco di Termoli Francesco Roberti ha replicato alla commissaria del Pd Maria Chimisso che l’aveva accusato di farsi scappare il vertice del Cosib e contemporaneamente voler far rientrare nell’assemblea del Consorzio la Provincia di Campobasso.

Pd all’attacco di Roberti: “Vuole la Provincia nel Cosib, ma Termoli perde la presidenza”

“Cara signora Chimisso, già vicesindaco di Termoli, le sue ricostruzioni riferite al Cosib appaiono più attinenti a chiacchere da bar che a fatti concreti e sono poco consoni al suo ruolo; una commissaria di circolo Pd informata come Lei, è impossibile che non abbia appreso, anche dagli organi di stampa, che come presidente della Provincia di Campobasso non solo mi sono occupato e ho risolto  annosi problemi riconducibili alla situazione della viabilità provinciale, ma la stessa Provincia  ha ottenuto a livello nazionale la definizione di “virtuosa” per la puntualità nella riapertura di tutti i plessi scolastici, compreso quello da lei rappresentato come dirigente, dopo aver effettuato tutti i lavori del caso.

Peraltro, le ricordo che tra le funzioni della Provincia, nonostante la scellerata riforma Del Rio, ci sono anche le questioni ambientali che sono fondamentali per il nostro territorio.

Un ex vicesindaco, inoltre, non può non sapere che nello statuto del Cosib, approvato nel 2017 dall’allora presidente e sindaco Angelo Sbrocca, e nella legge regionale dell’8 aprile del 2004 all’articolo 2 comma 2 si prevede che: <<Possono partecipare ai Consorzi la regione, i comuni il cui territorio è ricompreso all’interno del comprensorio consortile, le provincie, le camere di commercio>>”.

Per questo Roberti ritiene “del tutto legittima la partecipazione della Provincia all’interno del Consorzio, anche nel ruolo di vigilanza e garanzia per gli aspetti ambientali. Pur tuttavia considerato che la decisione non si è ancora concretizzata, sorprendono le sue attenzioni più per la presidenza del Cosib che per la partecipazione della provincia, visto che l’allora sindaco Angelo Sbrocca si è dimesso dalla presidenza del Consorzio nel 2019. Forse c’era una incompatibilità? E poi, nonostante avesse un sindaco e un presidente come figura di garanzia, come mai si è deciso per la riforma dello statuto consortile senza stabilire per Termoli un ruolo preminente e in linea con la legge regionale dell’8 aprile del 2004? Considerate le sue premure per tale argomento, mi chiedo se di tutto ciò sia stato mai discusso nella maggioranza di cui ha fatto parte.

Comprendo la sua amarezza, dopo aver ricoperto il ruolo di vicesindaco di Termoli per cinque anni ed aver successivamente ottenuto solamente una sonora bocciatura da parte dei cittadini. Per questo Termoli se ne farà una ragione”.