Ridurre il numero dei parlamentari? Fra sorprese e silenzi: Sì o No, ecco come vota la politica molisana

A pochi giorni dalla consultazione confermativa sulla riduzione di senatori e deputati, ecco l'orientamento di voto di parlamentari molisani, presidente e consiglieri regionali, sindaci e amministratori comunali

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Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari. A pochi giorni dalla consultazione Primonumero.it ha cercato di tastare il polso alla politica nostrana per capire come si orienteranno i ‘grandi elettori’ molisani. La redazione ha quindi inviato tramite messaggio due domande a parlamentari, sindaci, assessori e consiglieri regionali e comunali. “Come voterà al referendum? Per quale motivazione?” con richiesta di risposta sintetica.

Qui di seguito troverete le ragioni di chi ha avuto la pazienza e l’educazione di degnare noi – ma soprattutto i lettori e gli elettori – di una risposta, anche quando la scelta è andata sul voler tenere segreta la preferenza, magari per non esporsi. Assolutamente rispettabile.

Molti altri, i cui nomi troverete nell’articolo, hanno preferito ignorare i quesiti. Si sa: domandare è lecito, rispondere è cortesia.

 

PARLAMENTARI MOLISANI

Fabrizio Ortis (senatore M5S): Voterò Sì. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra rappresentanza democratica, rappresentanza dei territori e il numero dei parlamentari: l’attuale numero di 945 è stato stabilito nel 1963 perché prima era un numero proporzionale alla popolazione che è stato fissato solo in quella data con una modifica costituzionale quando non esistevano le Regioni che legiferavano e non avevano le deleghe che hanno attualmente sulle materie di loro competenza (ad esempio, dal 2002 l’esclusività sulla sanità). Né c’era l’europarlamento con i suoi regolamenti e con le sue direttive legifera.

Luigi Di Marzio (senatore Gruppo Misto): Naturalmente voterò No. Le ragioni sono semplicemente quelle riassunte in merito dal professor Sabino Cassese in forma talmente esaustiva ed impeccabile che sarebbe irriverente pensare necessitino di ulteriori chiarimenti, e che non sono state estranee alla mia decisione di sottoscrivere, tra i primi, la richiesta di referendum confermativo in proposito.

Rosa Alba Testamento (deputata M5S): Voto Sì perché della riduzione del numero dei parlamentari se ne parla da tanti anni (anche Nilde Iotti nell’84). Queste le motivazioni, la prima: oggi il contesto è diverso rispetto a quando è stato deciso (1963). In secondo luogo, riducendo da 945 a 600 parlamentari ci adeguiamo alla media degli altri Paesi europei. Infine, il risparmio 300.000 euro al giorno, soldi usati “per la politica” che vanno indirizzati verso le esigenze dei territori e dei cittadini.

Annaelsa Tartaglione (deputata Forza Italia): Voterò No. In assenza di un quadro di riforma il taglio dei deputati e dei senatori si trasforma in una semplice riduzione numerica incapace di rispondere alla necessità di avere un Parlamento più efficiente. Ridurre i parlamentari senza rivedere le funzioni del Parlamento significa innescare un domino di difficoltà e di impasse dagli esiti imprevedibili, e si affaticherebbero le commissioni rallentando i lavori. La debolezza strategica del Parlamento non è tanto nel numero quanto nella qualità di chi lo compone, ovvero nella selezione di deputati e senatori.

Non hanno risposto Antonio Federico, Giuseppina Occhionero.

 

CONSIGLIO REGIONALE

Donato Toma (presidente Regione Molise): Io voto No, il Molise votando per il sì perde una parte della rappresentanza. Io sono per il no perchè ero favorevole ad una riforma elettorale costituzionale completa. Riduciamo il numero dei parlamentari e poi? Non consideriamo più le rappresentanze.

Vincenzo Cotugno (assessore regionale Orgoglio Molise): Al referendum ho già dichiarato che voterò Sì, per avere un parlamento più snello e veloce e soprattutto per mettere mano alla legge elettorale E consentire ai cittadini la scelta dei parlamentari. (risposta tratta da Facebook, ndr)

Michele Marone (assessore regionale Lega): Voterò Sì perché ritengo giusto ridurre il numero dei parlamentari. In ogni caso, sarà necessario un ulteriore intervento di riforma strutturale sul punto, al fine di garantire che la riduzione del numero dei parlamentari non pregiudichi la rappresentanza democratica di ogni singolo territorio, come ad esempio il Molise. Comunque, penso, che ognuno voterà secondo la propria coscienza.

Quintino Pallante (assessore regionale Fratelli d’Italia): Voterò No, la democrazia passa attraverso la rappresentanza. E questo sarebbe un taglio inaccettabile, soprattutto per la mia regione che vedrebbe ancora più frazionata la rappresentanza parlamentare. Si propone un rimedio dannoso per la democrazia, ancora più dannoso della cattiva democrazia, proposto da una forza politica che aveva dichiarato di voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e imporre il limite dei due mandati e invece poi ha negato tutto. Al tempo stesso, accolgo con favore l’apertura di Giorgia Meloni (leader di Fratelli d’Italia) che ha dato libertà di scelta.

Andrea Di Lucente (consigliere regionale Popolari): Al referendum voterò no. I motivi risiedono nella necessità di garantire ai cittadini italiani la giusta rappresentanza, ma anche di ribellarsi a presunte riforme che sono fumo negli occhi. Un taglio dei parlamentari porterebbe un risparmio? E’ talmente esiguo che resta una goccia nel mare (è stimato sulla soglia di un caffè al giorno). La vera battaglia sarebbe quella per obbligare i parlamentari ad essere produttivi, presenti, ad alzare l’asticella della loro preparazione e competenza.

Filomena Calenda (consigliera regionale): Esprimerò convintamente il mio No al referendum sul taglio dei parlamentari. Sono diversi i motivi della mia scelta. Innanzitutto, occorre ricordare che qualora il numero dei parlamentari dovesse diminuire c’è il serio rischio che alcuni territori, soprattutto i più piccoli, non vengano rappresentanti degnamente, a fronte di un risparmio irrisorio, lo 0,007% della spesa pubblica complessiva, ossia meno di un caffè all’anno per ogni italiano. Il taglio dei parlamentari è l’ennesima manovra populista che serve solo per spostare l’attenzione sui veri problemi che attanagliano l’Italia.

Aida Romagnuolo (consigliera regionale Prima il Molise): Voterò Sì. Un minor numero di parlamentari renderebbe gli stessi maggiormente responsabili circa la presenza in aula e lo svolgimento delle loro attività in considerazione del fatto che solo il 10% legifera e il resto 90 sono quasi tutti assenteisti oppure riscaldano la poltrona. Poi perché si risparmierebbero 500 milioni di euro in una legislatura.

Roberto Di Baggio (consigliere regionale Forza Italia): Non andrò a votare. Penso che le priorità del popolo italiano in questo difficile momento siano altre, soprattutto legate a alla fase di post covid e alla prevenzione del rischio di una nuova ondata del contagio. Se davvero si voleva essere coerenti ed operativi bastava tagliare gli emolumenti e non serviva nemmeno un referendum (con spese superiori al taglio quando invece queste somme si potevano destinare alla sanità).

Gianluca Cefaratti (consigliere regionale Orgoglio Molise). Voterò No. La mia risposta in un vostro articolo (qui sotto). Condivido in pieno.

Se togli una ruota ad un’auto non diventa un triciclo. Perché voterò No al Referendum

Vittorino Facciolla (consigliere regionale Pd): Voto sì per disciplina di partito.

Micaela Fanelli (consigliera regionale Pd): Al referendum del 20 e 21 settembre voterò Sì e, come in ogni appuntamento elettorale, invito tutti ad esercitare il proprio diritto al voto. La posizione del PD e mia, anche per il referendum costituzionale di qualche anno fa, era e resta quella favorevole a una semplificazione per migliorare l’efficienza e la speditezza. Per dare forza al Parlamento. Coerentemente, continuo a sostenere che una riforma serve. Abbiamo ora questo strumento, bene! Ne preferivo altri, ma meglio segnare un punto nella giusta direzione comunque.

Valerio Fontana (consigliere regionale M5S): Voterò Sì al referendum per ridurre il numero delle poltrone e per agevolare e snellire il lavoro e l’attività legislativa all’interno delle due Camere e soprattutto per compiere il primo passo di ridimensionamento di questo universo di poltrone che è all’interno del Parlamento.

Angelo Primiani (consigliere regionale M5S): Voto Sì perché sono 30 anni che i partiti (tutti) sostengono che bisogna tagliare i parlamentari. Il movimento 5 stelle sta semplicemente passando dalle parole ai fatti.

Il punto di forza della riforma è anche il metodo. A differenza dei precedenti progetti di riforma (tutti naufragati), questa volta si interviene chirurgicamente andando a riformare solo il numero dei componenti del parlamento e rimandato ad un successivo dibattito una riforma più organica.

Fabio De Chirico (consigliere regionale M5S): Sto promuovendo da giorni le ragioni del in Molise per contrastare le inattendibili e fantasiose ricostruzioni dei sostenitori contrari al Referendum. Io voterò per meno parolieri, meno scaldapoltrone, meno voltagabbana, meno cambiacasacca, meno pianisti, meno pupazzi in tv, meno finti detentori di potere decisionale. È auspicabile che il Parlamento sarà più corretto, più concreto, più competente. Più rispetto dell’elettorato, più democrazia quindi.

Non hanno risposto Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere, Michele Iorio, Armandino D’Egidio, Salvatore Micone, Patrizia Manzo, Andrea Greco.

 

CONSIGLIO COMUNALE CAMPOBASSO

Roberto Gravina (sindaco): Voterò Sì. Attraverso l’esito di questo referendum innanzitutto si potrà avere modo di avviare concretamente una riforma che nel prosieguo dovrà di certo essere più ampia. Non è in discussione l’istituzione democratica della democrazia rappresentativa, poiché il taglio numerico delle rappresentanze è già una realtà da 10 anni per quanto concerne i consigli comunali e regionali.

Paola Felice (assessora comunale M5S): Voterò Sì per un Parlamento più efficiente.

Luca Praitano (assessore comunale M5S): Voto Sì, perché, senza precludere la rappresentatività e senza rischi di autoritarismi, ragioni spacciate per vere da alcuni sostenitori del NO in questi giorni, è un messaggio chiaro contro lo spirito di conservazione che permea i Palazzi.

Simone Cretella (assessore comunale M5S): Voto Sì così spariranno tutti i topi di Campobasso.

Giuseppina Panichella (assessora comunale M5S): Andrò sicuramente a votare e voterò SI vi ho risposto tardi volutamente è il primo referendum di mia figlia quindi ho voluto che studiasse i motivi del no e i motivi del si indipendente dalla politica. Dopo approfondita analisi ha deciso per il Si e di conseguenza la mamma appoggia la scelta della figlia, sperando che a piccoli passi si possa cambiare qualcosa in meglio per i nostri figli e soprattutto si possa riconquistare fiducia nel futuro.

Antonio Vinciguerra (consigliere comunale M5s): Voto Sì. Sono convinto che la riduzione dei parlamentari porti ad un risparmio per le casse degli Stato e renda più veloce ed efficiente il Parlamento. Non mi convince affatto chi sostiene il NO parlando di una riduzione della rappresentatività popolare (tanto varrebbe allora aumentare i parlamentari…)

Pio Bartolomeo (consigliere comunale M5s): Voterò positivamente perché sono favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari.

Giovanna Falasca (consigliera comunale M5S): Certo che andrò a votare dato che è un diritto e un dovere civico senza il quale nessuna democrazia rappresentativa può esistere e poi perché in questo caso permetterà finalmente ai cittadini di esprimere la loro opinione su un argomento così importante. Sul mio voto, ovviamente, non mi esprimo dato che è segreto.

Salvatore Colagiovanni (consigliere comunale Popolari): Voterò No perché non credo nel taglio dei parlamentari, ma meno rappresentanti vuol dire meno democrazia.

Massimo Sabusco (consigliere comunale È ora): Voterò No, meglio il taglio degli stipendi e dei mandati come dicevano altrimenti sono peggio degli altri.  Bastava fare una legge ordinaria senza referendum in cui si stabiliva un importo per indennità unica e si sarebbero dovuti adeguare anche tutti i consigli regionali d’Italia.

Alberto Tramontano (Consigliere comunale Lega): Voterò No. La riduzione dei parlamentari è uno slogan elettorale dal sapore demagogico, non si poggia su una modifica della legge elettorale e dei regolamenti parlamentari; è una proposta grossolana, superficiale e offensiva dei valori della democrazia. I molisani poi, nello specifico, dovrebbero votare NO per un altro semplice ed intuitivo motivo: la già esigua e poco influente compagine parlamentare molisana verrebbe ulteriormente ridotta, se passasse il “sì”!

Maria Domenica D’Alessandro: (consigliera comunale Lega): Voterò convintamente No perché non è tagliando il numero dei parlamentari ma semmai prevedendo una riduzione delle loro indennità che si combattono i costi della politica. La riduzione dei numeri può sostanziarsi anche in un taglio di democrazia! Credo che ci siano tanti costi nascosti della politica su cui si può incidere, nazionali e regionali, piuttosto che, in prossimità anzi in coincidenza di elezioni regionali, lanciare questo messaggio più mediatico che altro. Si facesse una vera riforma elettorale, sempre sbandierata in odore di competizioni politiche e poi archiviata miseramente in tempi di lavori parlamentari.

Domenico Esposito (consigliere comunale Forza Italia) voterò No. Le cronache degli ultimi anni suggeriscono come la debolezza strategica del Parlamento non è tanto nel numero quanto nella qualità di chi lo compone.

Ovvero, il vulnus è nella selezione di Deputati e Senatori. Sul fronte del miglioramento della qualità degli eletti e delle attività del Parlamento il referendum del 20-21 settembre non garantisce nulla a fronte di risparmi netti pari ad appena lo 0.007 per cento della spesa pubblica italiana.

Giose Trivisonno (consigliere comunale Pd): Sono combattuto, ma farò outing.

Non hanno risposto Antonio Battista, Alessandro Pascale.

 

CONSIGLIO COMUNALE TERMOLI

Francesco Rinaldi (consigliere comunale Forza Italia): Personalmente voto No in maniera convinta in quanto non posso permettere che la rappresentanza parlamentare del Nostro Molise sia ridotta da 5 membri a 3 membri parlamentari. È facile ridurre o ghigliottinare numero di parlamentari dalla regione Lombardia che da 110 passerebbero a 75 membri mentre il nostro Molise sia tagliato non avendo più nessuna influenza con 3 membri di rappresentanza politica parlamentare regionale. E ancora con la attuale legge elettorale, oramai antiquata, sarebbero le segreterie partito a decidere i Membri eleggibili escludendo a priori nuove linfe politiche.

Enrico Miele (consigliere comunale Forza Italia): voterò No. Per non indebolire la rappresentanza territoriale e il relativo rapporto tra eletti ed elettori, secondo lo spirito costituzionale. Il problema della rappresentanza parlamentare e politica in generale non è secondo me quantitativo, ma qualitativo. Mancano di fatti requisiti minimi di ingresso e si lascia troppo spazio ai ‘capi’ di partito, con risultati a volte scandalosi. La politica è una scienza e come tale richiede studio e preparazione.

Vincenzo Sabella (consigliere comunale Popolari): Voterò convintamente No. L’eventuale risparmio sarebbe solo una goccia nel mare che non cambierebbe la vita a nessuno dal punto di vista economico, ma garantirebbe alle oligarchie partitiche un maggiore e sempre più incisivo controllo del Parlamento grazie appunto alla riduzione del numero. Se a questo poi non dovesse seguire una riforma che reintrodurrebbe le preferenze tutto sarebbe ancora più semplice.  Pochi parlamentari e nominati dai padroni, dai poteri e dalle lobby. No. Noi ne vogliamo di più ed eletti direttamente dal Popolo, con le preferenze, al quale poi sarebbero obbligati a rispondere in termini di presenza sul territorio e azioni concrete. Più parlamentari e meno stipendi e privilegi.

Nick Di Michele (consigliere comunale M5S): Assolutamente Sì, perché questa battaglia sbandierata da tutta la politica come cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali, da decenni a questa parte diventa finalmente realtà. Una battaglia che darà la stura ad altre modifiche come la legge elettorale e il taglio degli stipendi. Un sì scontato e deciso.

Marcella Stumpo (consigliera comunale Rete della Sinistra): No convinto. I tagli della rappresentanza popolare preparano i regimi. Ciò che semmai occorre tagliare sono gli stipendi dei parlamentari e del personale. La bassa qualità della rappresentanza non si corregge con i tagli numerici frutto di un populismo inutile e dannoso. Tra le regioni si creano disparità enormi e ingiuste. Poche persone potranno decidere per tutti, addirittura basteranno numeri bassi per cambiare la Costituzione.

Daniela Decaro (consigliera comunale M5S): Voterò Sì. I problemi atavici del nostro Paese, legati all’esercizio del potere legislativo, sono di carattere organizzativo e funzionale. L’assenteismo di tanti parlamentari ai lavori assembleari è fatto conosciuto.

Ed allora, con un minor numero di deputati e senatori, il ruolo, il peso e la responsabilità di ciascun parlamentare diventeranno ragguardevoli nelle dinamiche parlamentari. Ogni parlamentare dovrà rendere maggiormente conto del proprio operato e della propria presenza in Parlamento, agli elettori.

Annibale Ciarniello (consigliere comunale Lega): Non ho ancora deciso se andrò a votare. Tra igienizzazione cabine e matite, credo che i tempi e le file saranno molto lunghi. Proverò ad apertura del seggio. In ogni caso il voto è segreto

Nico Balice (consigliere comunale Siamo Termoli nel futuro): Sto maturando la decisione

Non hanno risposto Francesco Roberti, Vincenzo Ferrazzano, Rita Colaci, Silvana Ciciola, Michele Barile, Giuseppe Mottola, Antonio Di Brino, Alberto Montano, Vincenzo Aufiero, Angelo Sbrocca, Oscar Scurti, Manuela Vigilante.

 

SINDACI

Mario Bellotti (Guglionesi): Voterò Sì convinto che meno parlamentari garantiscono meglio la democrazia.

Giuseppe Caporicci (Portocannone): Voterò No e convintamente. La vittoria del SI rappresenterebbe un processo di riduzione della rappresentanza che potrà solo privare di opportunità un territorio già piccolo e con scarso peso politico come il nostro. Sono da sempre per la riduzione dei costi della Politica (io ed i miei Assessori svolgiamo la nostra attività di Amministratori Locali senza alcun costo sul bilancio comunale, avendo rinunciato dal primo giorno agli stipendi che abbiamo sempre devoluto ad attività di carattere sociale) ma ritengo sia un errore gravissimo pensare di ridurli tagliando il numero di parlamentari e non le loro assurde indennità.

Costanzo Della Porta (San Giacomo degli Schiavoni): Voterò No. Sono personalmente favorevole al taglio dei parlamentari, purché tale riforma sia preceduta dalla modifica della legge elettorale con il ripristino della preferenza. Con il referendum del 20 e 21 settembre, in caso di vittoria del SI, ci sarà il concreto rischio di creare una oligarchia di potere ancora più forte di prima, meno controllabile dal popolo, ma più facilmente avvicinabile dalle grandi lobbies di potere.

Roberto Di Pardo (Petacciato): Voterò No. Si parte dalla riforma elettorale e non dalla riduzione dei parlamentari.

Luigi Valente (Vinchiaturo): Personalmente voterò convintamente No, perché questo taglio dei parlamentari fatto in modo disorganico, pasticciato e assurdo è solo una follia populista che non porta ad alcun beneficio reale, anzi è un danno enorme per la rappresentanza parlamentare ed un pericolo per il pluralismo garantito dalla nostra Costituzione.

Antonio Cerio (Ferrazzano): Voterò convintamente No, poiché una riforma del Parlamento non può partire senza alcuna analisi seria, spinta e proposta solo da motivi populisti.

Pietro Testa (Riccia): Voterò Sì altrimenti a questa legge non metteranno più mano, se non optiamo per il taglio dei parlamentari (come aveva provato a fare anche Renzi in maniera un po’ diversa) vuol dire che in Italia le cose resteranno sempre così come sono. Siccome io opto sempre per il cambiamento e credo che in tutto il mondo i parlamentari sono in numero inferiore rispetto a quelli italiani, voterò sì.

Sabrina Lallitto (Casacalenda): La posizione degli amministratori è spesso troppo condizionante per i cittadini. Il referendum, invece, vuole una posizione che sia il meno politica possibile e più individuale possibile. Ognuno in questo caso deve ragionare su quello che vuole veramente, sia in termini di rappresentatività che di risparmio o di tutto quello che ha visto negli anni. Preferisco non espormi sul ‘Sì’ o sul ‘No’ e mi rendo conto che è una scelta politica magari non forte ma comunque la gente si sentirebbe condizionata e non è giusto dal mio punto di vista.

Giuseppe Puchetti (Larino): Non ho ancora deciso

Nicola Montagano (Bonefro): Non mi sono ancora fatto un’idea

Non hanno risposto Gianni Di Matteo (San Martino in Pensilis), Paolo Manuele (Civitacampomarano), Pierdonato Silvestri (Campomarino), Giorgio Manes (Montecilfone), Flavio Boccardo (Castelmauro), Alfredo Ricci (Venafro), Giacomo D’Apollonio (Isernia).

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