“Ma che è, n’omo?”: prof di storia dell’Unimol offende vice governatrice dell’Emilia-Romagna. L’Ateneo lo striglia: “No alle discriminazioni”

Il post del docente Marco Gervasoni ha scatenato una ridda di polemiche: il presidente dell'Emilia Romagna gli ha dato del "cialtrone" mentre dall'Ateneo molisano arriva la netta presa di distanza dalle sue opinioni misogine e sessiste. Il Rettore Brunese ha preso contatti con Elly Schlein invitandola a parlare ai suoi studenti.

gervasoni

Ci risiamo. Marco Gervasoni, docente ordinario di storia contemporanea all’Università del Molise, torna a far parlare di sé per una infelice battuta su Twitter contro Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia-Romagna.

A lei la scorsa settimana L’Espresso ha dedicato la copertina che il 5 settembre il prof dell’Unimol ha rilanciato sul suo profilo social commentando: “Ma che è, n’omo?”. Sessismo, misoginia, insulti. Accuse di ogni genere gli sono piovute addosso per aver deriso l’aspetto fisico della 35enne ex europarlamentare del Pd, oggi braccio destro del governatore Stefano Bonaccini.

Dopo le reazioni, a favore e contro (tra cui quella dello stesso Bonaccini che gli ha dato del “cialtrone”), Gervasoni ha continuato a partecipare al dibattito rincarando la dose ed elogiando Dagospia, il solo ad aver compreso “l’esperimento di psicologia sociale e politico che ho messo in atto”. La singolare tesi-salvagente del prof? Se io offendo qualcuno per il suo aspetto fisico sarò offeso a mia volta per la stessa ragione.

Non ha impiegato molto ad arrivare anche la risposta del rettore Luca Brunese il quale ha invitato la Schlein a Campobasso e preso le distanze dal docente che insegna all’Unimol, ente pubblico di ricerca e formazione.

“L’Ateneo – leggiamo nella nota del rettore – non si identifica nelle posizioni politiche o nelle opinioni dei singoli docenti. Garantisce a tutti la libertà di insegnamento, richiamando al rispetto dei valori costituzionali e alla tenuta di atteggiamenti rispettosi della dignità umana e consoni alla deontologia del docente universitario”.

Al di là delle frasi scomode o di presunte giustificazioni, infatti, c’è un dato: la posizione di Gervasoni contrasta col Codice etico dell’Università in cui insegna. I principi fondanti dell’Ateneo molisano a cui docenti, personale amministrativo e studenti devono (o dovrebbero) ispirarsi, non sono solo dichiarazioni d’intenti ma un vero e proprio regolamento. Con tanto di sanzioni previste dallo Statuto.

L’articolo 2 dice chiaramente che “l’Università ripudia ogni forma di discriminazione” e che “hanno diritto di essere trattati con rispetto anche coloro che non appartengono alla comunità universitaria”.

Oltre a vietare le discriminazioni in ogni forma esse si manifestino, il codice etico dedica un articolo anche alle molestie sessuali nelle quali rientrano anche “gli atteggiamenti o le espressioni verbali degradanti nei confronti della sessualità di una persona”.

E Gervasoni ha offeso, per il suo aspetto fisico e in quanto donna, Elly Schlein definita da L’Espresso in prima pagina ‘il volto di una possibile leader. Femminista. Ambientalista. Progressista. Di governo’.

Fino a che punto farlo dal suo profilo social e non in un’aula universitaria non sia considerata un’aggravante non è chiarissimo. Ma il richiamo del rettore alla deontologia non sembra un riferimento casuale.

Sempre Brunese – che nel pieno della polemica ha alzato il telefono per chiamare la vice governatrice dell’Emilia Romagna – ha aggiunto che “nel condannare ogni forma di discriminazione e di utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione, in considerazione della rilevanza di questi temi, si fa promotrice (L’Unimol, ndr) di una giornata di studi alla quale il Rettore, Prof. Luca Brunese, ha già invitato personalmente, dopo un cordiale colloquio telefonico, la dott.ssa Elly Schlein, Vicepresidente della Regione Emilia Romagna”.

Aveva scritto un tweet “sovranista”, docente Unimol silurato dalla Luiss

In attesa di una risposta che dovrebbe arrivare in questi giorni ricordiamo che esattamente un anno fa a Gervasoni non è stato rinnovato il contratto alla prestigiosa Luiss dopo un altro tweet polemico, quello contro la Sea Watch della comandate Carola Rackete, ong tedesca “che andava affondata, bum bum”.