Museo dei costumi da Isernia a Campobasso, il Consiglio comunale prende tempo

E' stato uno degli argomenti discussi dall'assise civica in riunione oggi, 23 settembre, sempre in modalità telematica. L'Aula approva inoltre una mozione sulla biblioteca provinciale 'Albino' e una variazione al bilancio. Infine l'assessore Praitano ha chiarito la scelta di affittare per un anno un immobile di proprietà della famiglia Larivera che ospita gli studenti della scuola media Montini.

Altre 48 ore per pronunciarsi sulla mozione del centrosinistra che punta a tutelare il Museo dei costumi di Isernia trasferendolo a Campobasso. Il Consiglio comunale prende tempo, se ne riparlerà il 25 settembre. Quando la riunione dell’assise civica viene chiusa (intorno alle 18 di oggi, 23 settembre), non è ancora chiaro l’orientamento dell’amministrazione pentastellata.

“Si tratta di una collezione privata di cui riconosciamo l’importanza, ma credo che siamo ancora in una fase preliminare” e per questo “invito a ritirare la mozione così ne discutiamo in commissione con gli interessati”: queste le parole espresse durante la riunione (svolta anche oggi in via telematica) da parte della titolare della Cultura Paola Felice.

Il centrosinistra vorrebbe che il Museo, che rischia di perdere la sede a causa del mancato rinnovo della convenzione tra la Provincia di Isernia e la Regione Molise, venisse accolto negli spazi della Galleria civica collocata nella Casa della Scuola di via Roma.

“Non è una contrapposizione con Isernia”, puntualizza l’ex sindaco, nonchè attuale consigliere comunale della Sinistra Antonio Battista. “La mozione non è un impegno, ma un invito a saperne di più, a fare approfondimenti. Se questa situazione si dovesse verificare (lo smantellamento del museo, ndr), dobbiamo farci trovare pronti”.

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Della stessa idea il capogruppo del Pd Giose Trivisonno: “Campobasso ha il dovere di intervenire quando una regione intera rischia di impoverirsi con la privazione del Musec”. E incalza: “Se c’è il rischio che il Museo dei Costumi, lasci Isernia e la regione, allora Campobasso deve offrire un’alternativa. Perchè dovremmo ritirare la mozione? E’ un invito, la mozione non è vincolante. La questione centrale è che il Molise non può perdere questo patrimonio”.

Se la ‘questione Musec’ subisce una battuta di arresto, è diverso il caso della biblioteca Albino: passa infatti la mozione per “formalizzare un’ulteriore richiesta al Ministero dei Beni culturali” per la riapertura della struttura che venne chiusa quattro anni fa. Il documento approvato all’unanimità viene portato in Aula dal capogruppo della Lega Alberto Tramontano: l’obiettivo è prevedere una “interlocuzione immediata con il Mibact al fine di giungere alla riapertura di uno dei tesori della cultura italiana”.

L’assessore Felice spiega all’assemblea che “a giugno il Segretario generale del Mibact, Salvatore Nastasi, ci ha comunicato che si stava procedendo alla ricollocazione della biblioteca dalla Direzione Generale del Polo Museale a quella delle Biblioteche e quindi nel ramo di sua pertinenza. Questa ricollocazione, a quanto ci era stato detto doveva permetterà un più naturale ed agevole disbrigo di una serie di pratiche per riprendere celermente le attività di verifica sismica della struttura dell’Albino, interrotte a causa del Covid-19, e procedere così al successivo affidamento dei lavori, le cui procedure di gara, ci è stato detto, sono tutte espletate”.

Invece in apertura della riunione l’assise approva una variazione al bilancio adottata in via d’urgenza che, tra le altre cose, prevede i finanziamenti per alcuni interventi sule politiche sociali e i lavori allo stadio di contrada Selvapiana. Questi ultimi in particolare riguardano la realizzazione del cablaggio, della videosorveglianza e del sistema audio integrato all’impianto sportivo.

Dello stadio si parla anche in un’interrogazione presentata da Tramontano che solleva il caso dell’impresa di famiglia dell’assessore Amorosa che aveva presentato domanda (poi è stata esclusa) per i lavori di ripristino dei copriferro. 

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Sempre a proposito di lavori pubblici l’Aula affronta un altro tema scottante: l’affitto di un edificio di proprietà della famiglia Larivera per ospitare gli studenti della scuola media ‘Montini’. La scelta dell’immobile, che ha suscitato qualche perplessità, viene spiegata ai consiglieri dall’assessore Praitano: “L’amministrazione comunale non ha potuto utilizzare ulteriori spazi presenti nell’immobile di via Giovannitti, che ospita già dal precedente anno scolastico gli alunni dell’istituto “Montini”, in quanto la locazione e l’adeguamento delle superfici avrebbe comportato per l’ente dei costi molto elevati. Inoltre, si è riscontrata una indisponibilità del proprietario dell’immobile a stipulare un contratto di fitto per un solo anno, in quanto la breve durata del rapporto contrattuale di locazione non avrebbe consentito di ammortizzare i costi dei lavori di adeguamento dei locali da adibire ad aule”.

Quindi, la scelta è ricaduta sull’immobile della famiglia Larivera dopo la “trattativa diretta svolta dall’amministrazione e dal dirigente delle aree Lavori Pubblici e Istruzione Vincenzo De Marco, a causa dei tempi ristretti connessi alla necessità di effettuare i lavori per adeguare gli spazi alle esigenze didattiche prima dell’inizio del nuovo anno scolastico e di provvedere, poi, al trasloco degli arredi”.

Praitano chiarisce anche la questione dei costi, “più bassi di quelli richiesti a questa amministrazione nel corso delle manifestazioni di interesse pervenute a questo ente precedentemente, in occasione dell’individuazione dei locali che avrebbero dovuto ospitare, a decorrere dal precedente anno scolastico, parte degli alunni di questa scuola (5,75 euro in luogo di 8 euro al metro quadrato)”.

Inoltre, dopo aver verificato che “i lavori da eseguire in tale immobile fossero particolarmente semplici e poco costosi (pareti tecniche o cartongessi)”, “il proprietario dell’immobile si è reso disponibile a concederlo in locazione per un solo anno. Infine, la proprietà si è impegnata a fornire tutta la documentazione e le certificazioni nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti”.

 

Infine, via libera del Consiglio comunale alla proposta di deliberazione concernente la rimodulazione della composizione delle Commissioni Consiliari Permanenti venutasi a determinare con l’ingresso in Consiglio del nuovo consigliere del MoVimento 5 Stelle, Corradino Guacci, in sostituzione di Paolo Adamo, venuto a mancare durante i mesi estivi.