Molise ‘assetato’ e crisi idrica perenne: dopo i disagi del Basso Molise ora diga di Occhito ai minimi storici

Un flop: così si può definire la tenuta del sistema idrico della provincia di Campobasso. Mentre in Basso Molise l'Aquedotto Molisano centrale non basta per alleviare le carenze idriche, anche nelle aree interne non va meglio: il livello dell'invaso di Occhito è sempre più basso. E l'ex consigliere Ciocca denuncia: "Assistiamo ad un prelievo senza limiti e senza controllo"

Se questa doveva essere l’estate in cui fare le prove generali sulla tenuta del sistema idrico della provincia di Campobasso, è impossibile non parlare di un flop. La rete è andata in tilt proprio nei mesi in cui dovrebbe funzionare a pieno regime l’Acquedotto Molisano Centrale che avrebbe dovuto portare acqua di sorgente nei rubinetti delle case del Basso Molise. E poi sempre in questo periodo sarebbe stato fondamentale testare l’impatto del progetto che riverserà 50 milioni di metri cubi in più per l’agricoltura dell’area del foggiano tramite una condotta che collegherà la diga del Liscione all’invaso di Occhito.

Sappiamo com’è andata in Basso Molise: un disastro. Nonostante l’acqua del Matese nei comuni da Guardialfiera a scendere verso la costa, i rubinetti sono rimasti a secco soprattutto di notte nei centro che dall’area trignina vanno verso la costa, compresi paesi che l’acqua dal Matese la ricevono centellinata. Fino all’emergenza esplosa nei giorni di Ferragosto, con la corsa delle autobotti della Protezione civile per garantire l’acqua alla popolazione, la protesta dei sindaci di 12 Comuni che lunedì 31 agosto hanno avuto un confronto con il presidente Toma e il vertice di Molise Acque Santone.

La prima estate dell’epoca covid ha messo a nudo le fragilità e inefficienze del sistema idrico: ci sono opere che da anni devono essere completate e di recente si è riparlato del collegamento tra l’Acquedotto molisano sinistro con quello centrale (che dovrebbe essere imminente) e del potenziamento della centrale elettrica delle pompe di sollevamento di Guglionesi.

Carenza idrica: finisce l’estate e Molise Acque tira fuori la soluzione che già c’era

Un’emergenza che ha del paradossale dal momento che la nostra è una regione che ha fatto un vanto del suo ‘oro blu‘, che in parte ha alleviato le carenze idriche di Puglia e Campania.

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Hanno dovuto fare i conti con il problema legato all’insufficienza di acqua e ad infrastrutture obsolete anche altri paesi delle aree interne. A causa della riduzione di portata del flusso idrico nel serbatoio da parte di Molise Acque, tra il 24 e 25 agosto scorsi è stato interrotto il flusso idrico a Riccia. Siamo nel cuore del Fortore, a pochi chilometri da Occhito, la cui acqua fa gola alla Capitanata che ne bisogno per irrigare i campi. Mentre la Puglia chiede al Molise più risorse idriche, il livello dell’invaso si è abbassato paurosamente. 

“Nella diga di Occhito assistiamo ad un prelievo senza limiti e senza controllo”, l’ultima denuncia dell’ex consigliere regionale Salvatore Ciocca che su questo argomento ha iniziato una battaglia. L’esponente politico riccese svela alcuni dati ufficiali “desumibili dal sito della Capitanata”, che mostrano in maniera impietosa cosa sia avvenuto nel giro di un anno. Il 2 settembre del 2019 la disponibilità dell’invaso di Occhito era di 132.346.520 metri cubi. Un anno dopo la disponibilità è di 59.992.680.

Non solo. Il livello dell’acqua si abbassa da un giorno all’altro: ieri, 3 settembre, è arrivato a 59.351.240 metri cubi. La situazione è sempre più critica.

Salvatore Ciocca

“Nonostante la particolare situazione di siccità – argomenta Ciocca -il prelievo idrico dall’invaso di Pcchito da parte del Consorzio della Capitanata risulta crescente non curante dell’approssimarsi del minimo storico che può compromettere non solo l’utilizzo della risorsa acqua ma altresì l’habitat naturale dell’area”. L’ex consigliere regionale chiede più controlli: “Non si comprende come mai nessuno intervenga a verificare l’effettivo anomalo travaso che appare stranamente crescente, inversamente alla capienza della diga, come se a valle si stesse accumulando acqua oltre al fabbisogno medio effettivo. Il tutto senza dimenticarci che questo avviene ormai da 50 anni senza che la Regione Puglia attui procedure di ristoro o compensazione”.

Ciocca accusa infine la Regione Molise che “non fa niente di serio per tutelare i propri inalienabili diritti. Intanto il Basso Molise resta senza acqua potabile addirittura carente per spegnere i molteplici incendi”.

La carenza idrica dunque rischia di aggravarsi e di diventare fisiologica senza gli opportuni interventi.