L’assessora all’Ambiente si dimette, la presidente del Consiglio vota contro: maggioranza Bellotti in bilico ma resiste

Nella seduta di giovedì pomeriggio 24 settembre il Bilancio di previsione è stato approvato con soli 7 voti (compreso quello del sindaco) a 6. Giuseppina D'Onofrio ha rimesso le Deleghe, mentre Barbara Morena si è schierato con la minoranza

Sul filo del rasoio. La maggioranza Bellotti è in bilico e il consiglio comunale di oggi, giovedì 24 settembre, ha confermato le sensazioni degli ultimi tempi. Un’assessora dimissionaria improvvisamente (D’Onofrio), una presidente del consiglio (Morena) che accusa il sindaco e vota con le opposizioni, un’ex assessora (D’Astolto) che ormai è parte integrante della minoranza. In mezzo a questo marasma il sindaco resta in piedi ma traballa: 7 voti a 6 sul Bilancio di previsione, ma il futuro si preannuncia fosco e lascia intravedere un chiarimento radicale all’interno dell’amministrazione comunale.

Non c’è pace per l’Amministrazione Bellotti, nata con un largo successo elettorale alle amministrative del 2018. Ma da allora sembra passato un secolo a raccontare la cronaca politica di queste ore. Il Bilancio, come detto, viene approvato per un pelo. Già perché nonostante le fresche dimissioni, l’ormai ex assessora all’Ambiente Giuseppina D’Onofrio ha votato con la maggioranza assicurando a Bellotti i numeri necessari per restare a galla.

Non l’ha fatto invece Barbara Morena, presidente dell’assise in rotta con la maggioranza al punto tale che oggi, dopo un discorso al vetriolo verso la Giunta e il primo cittadino, accusati di scarso coinvolgimento, ha alzato la mano insieme all’opposizione su tutti i dieci punti all’ordine del giorno in cui fra riconoscimento debiti fuori bilancio e il Documento unico di programmazione, sono stati i conti i protagonisti.

bellotti mascherina

Conti che deve fare anche il sindaco. Da tempo ha abbandonato la sua squadra Elisa D’Astolto, già assessora al Sociale che nel gennaio scorso accusò pesantemente Bellotti di averla estromessa e da allora vota con la minoranza. Quest’ultima però è variegata: Giuliana Senese, Giuseppe D’Urbano, Gianfranco Del Peschio e Antonio Tomei, venuti fuori da quattro liste elettorali diverse. I loro quattro voti, più quello di Morena e D’Astolto.

Ne mancherebbe solo uno, per l’appunto, per far decadere Bellotti. D’Onofrio sembrava la prescelta, anche per via di dimissioni che non sembrano avere spiegazioni politiche ma sarebbero nate da pressioni esterne. Sembrava inoltre che l’ex delegata all’Ambiente dovesse disertare la seduta, in seguito a una mattinata di tensione e confronti. Invece, al termine di una lunghissima mattinata di confronti anche serrati, ha deciso di presentarsi e di alzare la mano, restando fedele alla maggioranza.

Una maggioranza che va avanti zoppa. Anche perché la stessa Giuseppina D’Onofrio domani potrebbe rassegnare le dimissioni anche da consigliera comunale, aprendo la porta al primo dei non eletti (Paolo De Socio).

E inoltre il sindaco ha da sciogliere la questione, tutt’altro che facile, della presidente del consiglio, Barbara Morena, ormai fuori dal cerchio. Una presidente del consiglio che, in barba a qualsiasi etichetta istituzionale, invece di dimettersi come le motivazioni addotte a giustificazione della sua posizione avrebbero imposto, ha deciso di votare contro qualsiasi tipo di provvedimento, anche quelli che lei stessa ha contribuito a realizzare vista la posizione di spicco all’interno dell’Amministrazione finora ricoperta.

Guglionesi appare sempre più in fermento e c’è chi scommette che dietro quanto accaduto in queste ore ci sia la longa manus di esponenti politici influenti e legati ad ambienti di centro-destra.