La Rianimazione non è più “covid free”, trasferito a Pozzilli il 28enne ferito sulla Statale 87

Dal 12 settembre il reparto di Terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli è tornato ad occuparsi di pazienti contagiati dal virus Sars-Cov2, dunque per ragioni di sicurezza il giovane che il 31 agosto scorso è rimasto coinvolto nello scontro fra auto all'altezza del comune di Sepino è stato spostato al Neuromed in continuità terapeutica. Le sue condizioni restano critiche

Era il 12 giugno scorso quando dalla Terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli usciva l’ultimo paziente covid, liberando di fatto il delicato reparto dall’impegno finalizzato all’assistenza dei contagiati e restituendolo alla condizione di “covid free”. L’ultimo a lasciare la Rianimazione era stato il paziente 60enne di Portocannone.

Ed era il 12 settembre scorso, esattamente tre mesi dopo, quando il reparto è tornato ad essere occupato a causa del covid, col  trasferimento di un paziente contagiato, per l’aggravarsi delle sue condizioni.

Il ritorno alla Rianimazione Covid ha ripristinato una serie di prescrizioni cui dover ottemperare per curare in sicurezza i pazienti che purtroppo in quel reparto lottano tra la vita e la morte.

 

Il Cardarelli, unico ospedale covid della regione Molise, torna ad avere una intensiva destinata ai pazienti che hanno contratto l’infezione, le cui condizioni  cliniche richiedono l’utilizzo di ossigeno e un monitoraggio costante. Ma, come da protocollo stabilito, non potrà ospitare al momento pazienti affetti da altre patologie, per non innalzare il rischio di contagio.

Dal 31 agosto scorso, nella Terapia intensiva del Cardarelli era ricoverato anche il giovane di 28 anni rimasto coinvolto nel tragico incidente accaduto lungo la Statale 87, all’altezza del comune di Sepino.

In quella occasione sono morte due persone, mentre il giovane ha riportato ferite gravissime che lo tengono in Rianimazione da quel giorno. Ma il 14 settembre scorso, a causa del trasferimento in reparto di un malato affetto dal Covid, il 28enne è stato trasferito all’istituto Neuromed di Pozzilli.

Le sue condizioni sono sempre critiche ma stazionarie, che significa – per fortuna – non ci sono peggioramenti e si lavora tutti i giorni per guarirlo. Dunque, in continuità terapeutica, si è proceduto al suo spostamento in una struttura libera da rischi relativi alla possibilità di contagio da Sars-Cov2. Politrauma della strada, a fronte anche delle ferite conseguite a livello cerebrale si è reso necessario il proseguimento delle cure terapeutiche in un centro specializzato in questo senso.

La Rianimazione del Cardarelli di Campobasso dunque non è più “covid free” e secondo quanto dicono gli esperti rispetto alla diffusione del virus nelle prossime settimane, ci aspettano mesi durissimi. Il che significa che qualora fossero necessarie cure intensive per i pazienti più gravi, la Rianimazione non potrà far fronte a quelli ordinari, che quindi saranno trasferiti altrove.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità preannuncia un “autunno difficile” con un aumento dei decessi nei prossimi due mesi. Lo ha confermato il direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge: “Diventerà più difficile. In ottobre e novembre vedremo una maggiore mortalità”.

Kluge ha poi spiegato che i decessi aumenteranno a causa dell’attuale incremento della curva di contagio. E quindi, ricorda, è fondamentale attenersi alle regole di prevenzione che conosciamo, in particolare al distanziamento interpersonale. Dimenticata la stretta di mano, gli esperti suggeriscono che nemmeno il saluto con il gomito è totalmente sicuro: sarebbe meglio salutarsi portando la mano sul cuore.