Il Molise della biodiversità si ribella all’assalto dell’eolico: progetti respinti, nasce fronte comune

Il bio distretto Laghi Frentani avvia il dialogo con la Soprintendenza e chiede aiuto alla Regione Molise. "I terreni destinati all'agricoltura devono rimanere tali"

Il Molise rurale si ribella all’assalto delle pale eoliche. Troppe e soprattutto troppe vicine ai paesi, alle case, ai terreni coltivati. Così il Bio distretto Molise dei Laghi Frentani ha deciso di fare fronte comune. Prima un incontro con la Soprintendenza, per capire come agire insieme e fermare sul nascere le richieste. Quindi un prossimo vertice con l’assessore regionale Quintino Pallante sulla questione delle autorizzazioni.

Nei giorni scorsi infatti si è svolto a Palazzo Ducale, dopo la convocazione del presidente che è anche il sindaco di Larino, Pino Puchetti, un’importante riunione che ha visto intorno allo stesso tavolo gran parte dei 14 sindaci dell’associazione.

Con loro c’erano il presidente onorario, vale a dire l’ex governatore della Regione Molise Giovanni Di Stasi, i rappresentanti del periodico ‘La fonte’, don Antonio di Lalla e l’ingegnere Giuseppe La Serra, ma soprattutto c’erano i vertici della Soprintendenza dei Beni archeologici del Molise, la dottoressa Dora Catalano e l’architetto Maria Chiara Santone.

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Oggetto della riunione è stato un confronto aperto con la Soprintendenza sul “come ‘difendersi’ dall’assalto delle società che vorrebbero trasformare i territori bassomolisani in intere distese di impianti fotovoltaici e eolici”, fanno sapere dal bio distretto.

Sono infatti numerosi i parchi eolici esistenti, da Ripabottoni a Rotello fino a Ururi. Diversi poi quelli bloccati sul nascere, sia in anni passati, come a San Giuliano di Puglia, sia in tempi recentissimi.

L’associazione nata il 4 ottobre 2017 è costituita da 14 Comuni fondatori (Larino, Bonefro, Casacalenda, Colletorto, Guardialfiera, Montelongo, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Provvidenti, Ripabottoni, Rotello, Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Ururi) e produttori biologici, con sede a Larino. Rappresentanza di un’area omogenea che va dall’antica capitale dei Frentani a San Giuliano di Puglia, da Ururi a Ripabottoni e pone al centro della sua azione la difesa del territorio e la salvaguardia delle biodiversità esistenti.

Una difesa che oggi, dopo il rallentamento dovuto al Covid, vede nuovamente in prima linea i sindaci per ribadire la loro ferma opposizione contro coloro che a più riprese stanno inoltrando continue richieste di installazione di impianti fotovoltaici sui terreni irrigui e la costruzione di pali eolici addirittura alti 200 metri.

sindaco larino puchetti

“L’incontro con la Soprintendenza che, da parte sua ha già bloccato la costruzione di diversi impianti di cui uno proprio a Larino, è servito per percorrere una strada comune al fine di evitare che altre società possano presentare ulteriori progetti – ha dichiarato Puchetti –. La mia Amministrazione di recente ha dato parere negativo alla costruzione di un impianto fotovoltaico su terreni irrigui. Così come ha fatto l’amministrazione di Santa Croce di Magliano in riferimento alla costruzione di un altro parco eolico.

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Non siamo contrari alle energie rinnovabili – ha aggiunto il primo cittadino larinese – ma siamo convinti che i terreni destinati all’agricoltura debbano rimanere tali per salvaguardare le biodiversità che rendono ancora questa nostra regione importante riferimento per il mondo agricolo”.

Dalla riunione è emersa la necessità di interloquire con la Regione e l’assessore responsabile Quintino Pallante.

“Ho contattato personalmente – ha concluso Puchetti – l’assessore Pallante che si è detto immediatamente disponibile ad incontrare l’associazione ed ha fissato già una data, quella del 23 settembre prossimo. Sarà l’occasione per ascoltare dall’assessore la posizione ufficiale della regione e spiegare le ragioni del nostro no”.