Giornate del Patrimonio, le 3 chiese si potranno vistare fino a sera per la prima volta

La Collegiata di Santa Maria Maggiore, la chiesa di San Nicola e la chiesa di S.Antonio di Padova inserite fra i monumenti da visitare in maniera mirata nel fine settimana di sabato e domenica 26 e 27 settembre, fino alle ore 23. Una iniziativa che apre le porte a residenti e visitatori per ammirare il patrimonio artistico e culturale all'interno e le bellezza architettonica

Le chiese di Guglionesi, con il loro prezioso patrimonio artistico e culturale, si potranno visitare per la prima volta di sera, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2020). Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 si svolgeranno anche a Guglionesi le “Giornate Europee del Patrimonio”, con apertura straordinaria serale dal tema “Imparare la vita”, nella traduzione del tema europeo “Heritage and Education. Learning for Life”.

“Le nostre tre chiese, depositarie del nostro patrimonio culturale, hanno aderito all’iniziativa anche se non in tempo per la comunicazione ufficiale alla Sovrintendenza e questo è il motivo per cui non compaiono sul sito di riferimento” spiega Michele d’Anselmo per l’Amministrazione di Guglionesi, che ha curato l’organizzazione delle visite con le confraternite di Sant’Antonio e San Nicola e con i volontari per quanto riguarda la Collegiata di Santa Maria Maggiore.

Tutte e tre le chiese resteranno pertanto aperte fino alle ore 23, a disposizione di residenti e visitatori che volessero approfondire la loro conoscenza dei tesori contenuti all’interno oltre che delle caratteristiche architettoniche delle chiese stesse.

Il Comune di Guglionesi, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria Maggiore, accogliendo l’invito della Direzione regionale dei Musei del Molise MIBACT Molise riguardo le “Giornate Europee del Patrimonio” segnala la visita culturale a tre luoghi di arte sacra del centro storico di Guglionesi:
– il “monumento nazionale” della chiesa romanica di San Nicola (XI-XII secolo);
– l’insigne collegiata di Santa Maria Maggiore, con la splendida cripta medioevale (affrescata nel Cinquecento, con un ciclo biblico nel racconto della Genesi, in una chiara evocazione degli schemi michelangioleschi ammirabili nella Cappella Sistina in Vaticano), e dove sono esposti i tesori artistici e devozionali in argenteria napoletana della cappella del Santo Patrono Adamo, abate benedettino (990-1070 circa) nonché le opere d’arte a tema mariano che segnano culturalmente il “rinascimento adriatico” in Molise, tra le quali certe assonanze crivellesche di Michele Greco da Valona custodite nella settecentesca chiesa madre di Guglionesi;
– la chiesa francescana di Sant’Antonio di Padova (XIII-XIV secolo).

La Collegiata di Santa Maria Maggiore, denominata Chiesa Madre in paese, ha origini collocabili al XII secolo pur avendo subito molti rifacimenti nel corso dei secoli. All’interno si trovano pregevoli opere d’arte del Cinquecento e del Settecento, e una cripta medievale con uno splendido ciclo di affreschi.

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Anche la chiesa di San Nicola ha origini molto antiche ed è un meraviglioso edificio con arcate cieche a tre navate, con un presbiterio al quale si accede tramite scalinata. Anche qui c’è una cripta quadrangolare riscoperta e restaurata negli anni Settanta.

Infine la chiesa di Sant’Antonio di Padova, anticamente dedicata a San Francesco, la cui struttura risale alla prima metà del XIV secolo e appartenente a un complesso conventuale ampliato dai padri francescani arrivati nel Borgo di Guglionesi tra il XIII e il XIV secolo. Imperdibile la splendida finestra circolare ornata da una serie di palmette medievali secondo uno schema tardo-gotico.

Nel 1809 il convento venne abbandonato dai minori Francescani e pochi anni dopo la gestione venne affidata alla congregazione di Sant’Antonio di Padova che cambiò il titolo della chiesa e prese cura della stessa con volte dipinte e calotta centrale, restaurando la facciata principale che ha assunto l’attuale tipologia.

Imparare per la vita” è lo slogan scelto dal MiBACT, prendendo spunto da quello proposto dal Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, per richiamare i benefici che derivano dalla esperienza culturale e dalla trasmissione delle conoscenze nella moderna società. La proposta, infatti, è quella di riflettere sul ruolo che la formazione ha avuto, e continua ad avere, nel passaggio di informazioni, conoscenze e competenze alle nuove generazioni, e sul valore che il sapere tradizionale può assumere in rapporto alle inedite sfide del presente e al crescente peso della moderna tecnologia. E ciò tenendo conto tanto degli elementi di intrinseca specificità dei diversi contesti territoriali quanto dell’importanza che saperi, tradizioni, esperienze locali hanno avuto, a vario livello, nella creazione di un patrimonio culturale riconosciuto e condiviso.
In questa prospettiva i luoghi della cultura sono chiamati a giocare un ruolo di primo piano, essendo il patrimonio storico-artistico veicolo di conoscenza del passato, di riflessione sull’attualità, di ispirazione per il futuro. Particolare significato assumono le iniziative proposte dai musei sulla base di un percorso condiviso con le comunità e gli enti depositari delle tradizioni e dei saperi locali, ma anche le attività organizzate in sinergia con le scuole e le università, volte a costruire un nuovo racconto museale che tenga conto delle attuali esigenze formative e, al contempo, delle istanze di conoscenza espresse dalle nuove generazioni.

L’apertura straordinaria serale di sabato 26 settembre sarà di 3 ore, fino alle ore 23 circa, nel rispetto delle norme e delle disposizioni di prevenzione anti Covid.

Per maggiori informazioni: http://musei.beniculturali.it