Facciolla: “A casa 100 lavoratori dell’assistenza tecnica”, Toma reagisce: “Mente. Quei contratti finiti anzitempo, perchè?”

A cento giovani lavoratori impiegati nell’assistenza tecnica del Fondo di sviluppo e coesione e del Programma di sviluppo rurale non sarà rinnovato il contratto perché arrivato alla scadenza naturale e Facciolla insorge contro l'inerzia della Regione. Ma Toma replica: "Erano fondi europei e sa bene che se la PA avesse le risorse, assumerebbe eccome. Piuttosto chiedo per capire: perchè le risorse utili a sostenere quei programmi sono terminate prima del previsto?"

La denuncia del consigliere regionale Vittorino Facciolla racconta di 100 giovani lavoratori impiegati nell’assistenza tecnica Fsc (fondo di sviluppo e coesione) e Psr (programma di sviluppo rurale).

All’osso: per Facciolla la Regione non ha rinnovato i contratti “mettendo per strada 100 famiglie”. Per Toma, il consigliere del Pd “sa bene come stanno le cose e sta strumentalizzando i bisogni delle persone”.

I fatti. I cento lavoratori in questione, nel corso degli anni precedenti sono stati formati e specializzati per rispondere alle esigenze della Regione Molise e degli enti ad essa collegati quindi Facciolla precisa in una nota che “ad oggi siamo tutti consapevoli che interi comparti della Regione Molise non possono fare a meno del prezioso contributo di questi professionisti dell’assistenza tecnica”.

Eppure il consigliere insiste nel ribadire che “oggi chi guida la Regione ha scelto di non rinnovare loro i contratti producendo un doppio danno: da un lato la mancanza di prospettiva e certezza economica per questi professionisti e per le loro famiglie, dall’altra un ulteriore rallentamento e difficoltà per gli uffici della Regione che per moltissime attività sapevano di poter contare sull’apporto di questi lavoratori”.

Parole che al governatore Toma non piacciono. Perché nelle stesse ci vede il maldestro tentativo di strumentalizzare una vicenda “che invece Facciolla conosce bene. Quindi mi chiedo e chiedo (e cercherò la risposta con opportune verifiche): perché i contratti di assistenza del Psr sono andati a scadenza naturale prima del previsto? Sono sicuro che qualcuno lo sa”.

Secondo il consigliere del Pd invece “oggi esiste la possibilità di contrattualizzare queste persone a tempo indeterminato così come previsto in un preciso protocollo sottoscritto durante la passata legislatura”. Sul punto Toma replica: “Mi dica quali e per quali contratti?”.

Per Facciolla “restano incomprensibili le logiche per cui anziché investire sul patrimonio umano formato e già esistente si preferisce che lo stesso venga disperso (al punto che alcuni di questi professionisti stanno già trovando impiego presso altre regioni limitrofe) e non c’è ragione per non rinnovare i circa 100 contratti proprio ora, in piena crisi economica post Covid”.

Il presidente della Regione invece spiega che “come è accaduto, quando Facciolla era in maggioranza, con altri lavoratori, anche questi contratti sono andati a scadenza naturale perché rientravano in progetti finanziati da risorse europee. Ma se la pubblica amministrazione avesse le risorse per assumere cento persone, secondo coloro che alimentano queste sterili polemiche, non sarebbero assunti in seduta stante? Guardi, io penso proprio di sì. E invece assisto basito a tentativi di strumentalizzazione che io sono sicuro prima o poi avranno un effetto boomerang”.