Quantcast

Decreto semplificazioni mette a rischio bosco Corundoli, sindaco fa appello a parlamentari molisani

Il sindaco di Montecilfone Giorgio Manes chiede ai parlamentari molisani di modificare il decreto legge conosciuto come ‘Decreto semplificazioni’ che contiene una norma in base alla quale sarebbe possibile espropriare un bene appartenente al demanio pubblico. Nel caso del metanodotto Larino-Chieti, per il quale il Comune di Montecilfone ha revocato la concessione all’uso di un tratto del bosco Corundoli.

“Il decreto legge numero 76 del 16 luglio 2020, denominato forse impropriamente “decreto semplificazioni”, in fase di conversione, ha introdotto una serie di modifiche nell’ambito della materia degli “usi civici” foriere di incertezze e di possibili danni economici alle comunità territoriali” scrive Manes.

Per il sindaco la norma “indebolisce ed impoverisce le comunità locali nella tutela dei propri diritti fondamentali di fronte alle società multinazionali che ricaveranno utili dalla costruzione e dall’esercizio delle infrastrutture, senza che le stesse, di fatto, compensino il disagio del territorio che prima la normativa di settore in qualche modo tutelava”.

Manes sindaco Montecilfone

Alla luce di tutto questo secondo il primo cittadino “è preoccupante che queste disordinate novelle normative possano essere erroneamente interpretate, dalle multinazionali interessate, ma anche in sede amministrativa e giurisdizionale, come legittimanti da un lato l’estromissione delle comunità locali dai processi decisionali sulla localizzazione delle opere di attraversamento e dall’altro alla parificazione dei beni di collettivo godimento ad ordinarie proprietà private individuali ai fini della determinazione delle indennità di esproprio o asservimento e ciò con palese svilimento  sia dell’autonomia di gestione dei territori  e sia della mortificazione economica di ristoro in danno agli stessi enti territoriali.

Stop al metanodotto nel bosco Corundoli: l’area è demaniale, il Comune annulla l’autorizzazione

Ecco perché noi auspichiamo che in sede di esame parlamentare queste improvvide innovazioni normative vengano soppresse e ci aspettiamo che tutti i nostri parlamentari di riferimento regionale possano prendere coscienza di questa grave situazione e comportarsi di conseguenza per la tutela del nostro territorio ed in particolare – per quello che oggi è in serio pericolo – il nostro bosco di Corundoli”.