Ripartono i processi: test sierologico gratis per gli avvocati, ma più della metà non vuole farlo

Su una platea di 1500 potenziali beneficiari, 650 legali hanno aderito al progetto 'Ripartiamo in sicurezza' che prevede di poter svolgere all'ospedale Gemelli l'esame che svela se sono stati sviluppati gli anticorpi al Sars-cov-2. L'appello della Cassa Forense e degli Ordini di Campobasso, Larino e Isernia. Nunzio Luciano: "E' fondamentale accelerare la fase di riavvio delle attività giudiziarie nei tribunali".

Per ora la risposta è stata piuttosto tiepida. Nella nostra regione solo 650 avvocati (la metà dei quali iscritta all’ordine di Campobasso) su una platea di 1500 potenziali beneficiari hanno deciso di sottoporsi al test sierologico, la prima ‘spia’ in grado di segnalare se si è entrati a contatto con il virus che, dopo un periodo di relativa tregua, sta provocando in tutta Italia nuove infezioni (1397 casi ieri 3 settembre, ndr), ricoveri nelle terapie intensive e vittime (10 sempre ieri).

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In pratica meno della metà dei professionisti – il 43,3% dei tre Ordini professionali (Campobasso, Isernia e Larino) – ha deciso di aderire al progetto “Ripartiamo in Sicurezza”, promosso dalla Cassa Nazionale Forense a cui hanno aderito anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso, Isernia e Larino e reso possibile dalla essenziale collaborazione dell’ospedale Gemelli Molise.

L’iniziativa punta ad accelerare la fase di riavvio delle attività giudiziarie nei Tribunali in piena sicurezza. Gratuita e rivolta agli iscritti è stata lanciata ad agosto, quando sul sito dell’Ordine degli avvocati è apparso il primo avviso. Ma probabilmente, complici le ferie, ai più distratti deve essere sfuggita.

Tanto che un paio di giorni fa l’avvocato Oreste Campopiano, presidente degli Avvocati dell’ Ordine di Larino, è stato costretto a rinnovare l’appello ai colleghi del Basso Molise: “E’ importante fare il sierologico”. Molti infatti sono scettici sulla possibilità di effettuare il test che poi in caso di positività obbliga, sulla base delle disposizioni della Regione Molise, a sottoporsi al tampone per accertare l’eventuale presenza del Sars-Cov-2. E forse il timore di essere stati infettati è un freno, un po’ come avvenuto con quegli insegnanti che restii a sottoporsi all’esame.

“Qualcuno probabilmente teme di scoprire di aver contratto il virus, altri forse erano in vacanza e non avranno letto l’avviso”, prova a spiegare Campopiano. “Eppure – aggiunge – il sierologico consente di tutelare noi e gli altri, clienti e colleghi e tutti coloro che operano nei palazzi di giustizia”.

Senza dimenticare che gran parte delle udienze sta riprendendo in presenza e dunque in Tribunale “nel rispetto di tutte le misure di sicurezza”, aggiunge il legale termolese, dopo il lungo stop. Un blocco dovuto alla pandemia e che, a dire degli avvocati, si è protratto più del dovuto. Tanto è vero che lo scorso 23 giugno in tutta Italia hanno protestato per chiedere di poter tornare alla normalità.

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Ma come si fa a tornare alla normalità senza conoscere il proprio stato di salute, senza sapere se sfortunatamente è stato contratto il covid? Proprio per evitare il rischio contagio è stato lanciato il progetto ‘Ripartiamo in sicurezza’ che questa mattina – 4 settembre – è stato presentato al Gemelli Molise (la ex Cattolica per intenderci), struttura sanitaria privata d’eccellenza e partner operativo in questa fase.

Da lunedì 7 settembre tutti gli iscritti avranno la possibilità di effettuare test sierologici gratuiti che saranno finanziati dall’Ordine che poi chiederà il rimborso alla Cassa forense, in base alla convenzione stipulata. Ad eseguire gli esami sarà Gemelli Molise, autorizzato ad effettuare i test sierologici lgG e lgM e anticorpi totali (IgG + lgM) basati sulla identificazione di anticorpi specifici per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, come identificati nella circolare dell’Istituto superiore di Sanità.

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“E’ fondamentale accelerare la fase di riavvio delle attività giudiziarie nei tribunali e nelle corti del nostro Paese”, l’appello rilanciato dall’avvocato campobassano Nunzio Luciano, presidente nazionale della Cassa forense, e che ieri ha effettuato il test, risultato negativo. “Dobbiamo tranquillizzare i cittadini e dobbiamo ripartire in sicurezza“. Anche perchè la categoria è in difficoltà: “Ci saranno i fondi del Recovery Fund, ma in Italia è stata data poca attenzione al mondo dei liberi professionisti che sono 1,6 milioni. E’ il momento di dire basta ai bonus assistenziali – aggiunge ‘punzecchiando’ il governo Conte – meglio misure che siano di vero ausilio alla professione”.

“Il test – ha aggiunto Giuseppe De Rubertis, presidente dell’Ordine di Campobasso e Distrettuale – verrà eseguito su base volontaria e in caso di esito positivo si dovrà procedere all’esecuzione del tampone naso/orofaringero, in osservanza delle prescrizioni della Regione Molise”.

Gli avvocati potranno prenotarsi sul sito dell’Ordine. Poi sarà loro comunicato il giorno, l’orario ed il luogo in cui verrà eseguito l’esame. Ci sono tre strutture a disposizione: gli iscritti all’Ordine di Campobasso potranno recarsi direttamente presso il Laboratorio di Gemelli Molise, gli appartenenti a quello di Larino avranno la possibilità di rivolgersi al Gemelli Point di via Nazionale a Termoli, mentre per gli avvocati di Isernia verrà allestita una postazione mobile.

Ci si può ancora prenotare e dunque il numero delle adesioni – si spera – potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Anche questo significa garantire il diritto alla salute.

“Crediamo che questo sia uno strumento molto utile per contrastare la diffusione della pandemia, per questo abbiamo accettato con piacere di essere al fianco degli avvocati in questo interessante progetto”, le parole di Celeste Condorelli, amministratrice delegata di Gemelli Molise. L’ospedale del capoluogo ha accolto anche il corso di formazione rivolto al personale della scuola e organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per informare i docenti e i dirigenti scolastici degli istituti regionali sulle norme di prevenzione igienico sanitarie per il contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19.