Colletorto, il piacere di vivere nel mondo dell’olio in un’atmosfera di antica memoria

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Suscita non poche curiosità, tra paesaggio e cultura rurale, in questo periodo il “Paese dell’olio” nel momento in cui si avvicina la raccolta delle olive.

colletorto statua

Vigila, come sempre, la torre merlata di Giovanna I d’Angiò su una vasta distesa olivetata che a vista d’occhio abbraccia la Capitanata. In questo contesto pendono i rami pieni di olive nere sulle chiome sempreverdi di un habitat luminosissimo. Si sfoglia così all’identità del luogo più genuina. Le contrade olivetate esaltano la bontà di una primizia che in questo momento è al centro dell’attenzione. Si tratta della cultivar del luogo, l’Oliva Nera di Colletorto, che rende magnifica la produzione dell’olio nei frantoi del luogo.

colletorto pianta ulivo

La storia di questa preziosa risorsa si perde nella notte dei tempi. In un cammino, in verità, che parte dai siti millenari di Lauretum e Sancta Lucia. Il paese dell’olio trae origine da qui. Con percorsi dell’olio e visite guidate, poi, l’attenzione si fa sempre più viva. Le storie e gli eventi di ieri si intrecciano a non pochi sacrifici in un mondo, quale quello oleario, che è cambiato completamente. Sicuramente in positivo.

Oggi la qualità del prodotto è di alto pregio grazie appunto al recupero e alla diffusione dell’Oliva Nera di Colletorto. “Anche quest’anno si prepara un’annata dell’olio buono, si dice da più parti, che soddisferà i bisogni dei consumatori più esigenti”. Laddove poi si mescolano le cultivar più tradizionali il sapore diventa eccellente. Di certo il prezzo e i costi di produzione non aiutano sicuramente un settore che produce un olio di alta qualità, spesso abbandonato a se stesso.

colletorto pianta ulivo

Le iniziative e gli sforzi in paese per valorizzare il settore tra l’altro non mancano. A pochi passi dall’area di interesse comunitario, dove resiste una vasta macchia mediterranea, è nato “Olivi Cultivar Parcum”. Si trova in un sito di antica memoria, tra la Chiesetta rurale della Madonna Nera di Santa Maria e il ramo del tratturo che collega al Celano-Foggia. Il parco si deve all’azienda Fratino impegnata da tempo nella tutela di questo meraviglioso paesaggio. È costituito da 230 piante, 140 secolari e 90 provenienti da polloni secolari per far crescere le cultivar di un tempo. Le immagini più belle si devono a Rosaria Fratino per ricordare a tutti che piantare un albero è un inno in difesa del paese, del paesaggio e della vita.

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