Insulti razzisti a bimbo sul pullman, scatta indagine interna tra autisti Seac. Il sindaco: “Accertare bene i fatti, poi i provvedimenti”

L'amministrazione comunale ha chiesto alla società che si occupa del trasporto urbano di fare chiarezza sulla vicenda che ha visto protagonista Henry, un bambino di soli 10 anni chiamato "negro" da un autista. Il sindaco Roberto Gravina: "Questa storia stona in modo pesante con ciò che Campobasso è, ovvero una città antirazzista ieri, oggi e sempre”. 

Tanti chiedono di sapere chi è, conoscere il nome e il cognome dell’autista che ha offeso e umiliato Henry, un bambino di soli 10 anni. “Metti la mascherina, negro”: la frase shock pronunciata all’indirizzo del piccolo studente della scuola media ‘Montini’. Un bambino vivace ma molto educato, dice di lui chi lo conosce.

La sua storia ha creato sconcerto non solo a Campobasso, la città in cui è avvenuto il grave episodio che apre alla discriminazione e al razzismo, sul quale pretende che venga fatta chiarezza la stessa amministrazione comunale che da decenni (al di là del colore politico) affida alla Seac il trasporto urbano in città e sulla quale si è scatenata una bufera.

La società – ha riferito a Primonumero l’amministratore delegato Costantino Potena – svolgerà un’indagine interna per ricostruire l’accaduto e per risalire all’identità dell’autista che ha pronunciato gli insulti razzisti. Tutto è successo giovedì 24 settembre, sulla linea ‘Colle dell’Orso’. Il bambino, che doveva recarsi a scuola, sale alla fermata di via XXIV Maggio. Dimentica però di indossare la mascherina di protezione che è obbligatoria sui mezzi pubblici, lo impongono le misure anti-contagio. Può capitare a tutti di dimenticare di proteggersi naso e bocca con l’apposito dispositivo. Adulti compresi.

Invece di limitarsi ad un normale richiamo, l’autista pronuncia la frase razzista: “Metti la mascherina, negro”.

Un insulto che ha sconvolto il bambino, confida anche oggi la mamma di Henry, Benedicta, che ieri dimostrando grande coraggio ha contattato la nostra redazione per raccontare il terribile episodio. Lei, forse sorpresa anche del ‘rumore’ che questa storia ha provocato (ha suscitato anche l’interesse di Mattino 5, ndr), in questi giorni si sta facendo ‘in quattro’ per consentire al figlio di tornare a sorridere spensierato, senza il peso di quella parola “negro”. La stessa parola che – ad esempio – è costata l’espulsione dal reality tv Grande Fratello a Fausto Leali.

Inoltre l’amministrazione comunale di Campobasso chiede chiarezza. Dopo aver letto l’articolo di Primonumero, l’assessore alla Mobilità Simone Cretella ha chiesto alla Seac di accertare cosa sia accaduto. “Qualora accertato, il fatto è estremamente grave – riferisce Cretella – confidiamo nella serietà dell’azienda Seac affinché si faccia luce sull’accaduto e vengano adottati tutti i provvedimenti del caso nei confronti degli eventuali responsabili”.

La posizione dell’amministrazione comunale viene esplicitata nel pomeriggio con un comunicato ufficiale diramato alle redazioni giornalistiche: “Sull’episodio oggi riportato dalla testata Primonumero.it, l’Amministrazione comunale di Campobasso a nome dell’intera città ha richiesto opportuni chiarimenti alla Seac. L’azienda ha fatto sapere di aver avviato un’indagine interna”.

“Inutile dire che il fatto, qualora venisse accertato definitivamente, è estremamente grave”, le parole del sindaco Roberto Gravina. “Intanto, attendiamo che la Seac proceda nella sua indagine affinché si possa far luce compiutamente sull’accaduto e vengano adottati tutti i provvedimenti del caso nei confronti degli eventuali responsabili”.

Poi il primo cittadino aggiunge: “In una giornata come questa, nella quale abbiamo presentato in Comune il Progetto Prism, pensato e ideato proprio grazie alla rete sociale territoriale che ha sempre mostrato la sua forte capacità di integrazione e coesione, qualora la notizia delle offese razziste rivolte a un bambino venisse confermata dall’indagine interna dell’azienda, ci troveremmo di fronte ad una storia che stona in modo pesante con ciò che la nostra città è, ovvero una città antirazzista ieri, oggi e sempre”. 

Peccato che su questa vicenda ci sia il pesante silenzio dei sindacati del settore.