Attività commerciali bloccate causa covid, tassa sui rifiuti ridotta e sospesa fino a gennaio 2021

Una boccata di ossigeno per i piccoli commercianti che si sono dovuti fermare a causa della pandemia provocata dal coronavirus. Il Consiglio comunale approva anche il pagamento di un debito da 1,6 milioni alla Seac a causa di un contenzioso iniziato nel 1985.

Tutti i titolari delle attività commerciali che si sono fermate durante il lockdown non dovranno pagare l’intero importo della Tari 2020, la tassa sui rifiuti. Inoltre dovranno versare le somme a gennaio. Lo slittamento e la riduzione dell’imposta è stata votata ieri (25 settembre) dal Consiglio comunale che ha ratificato una delibera già approvata dalla Giunta Gravina. 24 i voti a favore, mentre tre eletti si sono astenuti.

“Un modo per andare incontro alle attività che hanno subito una sospensione a causa dell’emergenza sanitaria legata al covid”, ha spiegato l’assessore al Bilancio Giuseppina Panichella. “Abbiamo previsto l’abbattimento della parte variabile delle tariffe per tutto il periodo di sospensione dell’attività”.

La delibera, nel dettaglio, prevede l’abbattimento della parte variabile delle tariffe, per coloro che hanno attività commerciali, per tutto il periodo di sospensione dell’attività. Quindi, al momento, non arriverà la Tari alle attività commerciali, perché l’amministrazione ha altresì stabilito che il pagamento delle tasse dovute per il 2020, al netto della riduzione riconosciuta, venga effettuato direttamente alla scadenza del saldo a sua volta rimodulato in tre rate: 31 gennaio, 28 febbraio e 31 marzo 2021. 

Una piccola boccata d’ossigeno per i commercianti del capoluogo, messi in ginocchio dalla grave crisi economica causata dalla pandemia. Tante attività hanno chiuso i battenti, altre sono sull’orlo del fallimento.

La misura è stata sostenuta anche da una parte dell’opposizione ma c’è chi, come Massimo Sabusco (ex assessore al Bilancio nella Giunta Battista e ora consigliere di minoranza per la lista ‘E’ ora’), ha messo in luce qualche criticità come l’aumento della Tari che si aggira “tra il 9 e 12% rispetto al 2019”. Perplessità sono state espresse anche sulla gestione della Sea Servizi e Ambiente spa: “Spero che il nuovo amministratore unico abbia una mentalità imprenditoriale e che la società inizia a svolgere il servizio per tutti i Comuni limitrofi perchè in futuro aumenteranno le tariffe dei cittadini proprio per coprire i costi”. 

 

Peserà sulle casse pubbliche anche il debito da 1 milione e 600mila euro che il Comune dovrà pagare alla Seac (la società che si occupa del trasporto urbano in città) a causa di un contenzioso risalente al 1985. Nel corso del tempo il corrispettivo da pagare è lievitato: dagli iniziali 505mila euro più gli interessi maturati per 688mila euro dal 1986 al 2020 fino ad arrivare ad una somma totale che sfiora il milione e 200mila euro. 

A questo debito vanno aggiunti oltre 150mila euro relativi a un altro debito risalente al 1986: qui gli interessi maturati sono di 104mila euro, per un totale di 656mila euro. Quindi il totale debito ammonta a un milione e 550mila euro. Ulteriori spese (ad esempio per l’Avvocatura) fanno salire la cifra da pagare a 1 milione 611mila euro.

 

E a proposito del trasporto urbano nel corso della seduta si è parlato anche del rispetto delle misure di sicurezza anti-covid sui mezzi su cui viaggiano gli studenti. “Vi invito a venire a vedere in che condizioni partono i mezzi della Seac dal terminal verso le scuole superiori al mattino, sono molto affollati”, la denuncia di Bibiana Chierchia (Pd).

L’amministrazione ha più volte sollecitato alla Seac di “ripristinare correttamente il servizio”, ha rimarcato l’assessore alla Mobilità Simone Cretella. Quest’ultimo ha rimarcato le difficoltà ad organizzarsi dal momento che le linee guida sul trasporto urbano sono state ufficializzate solo pochi giorni prima l’inizio dell’attività didattica. “Io ho ricevuto la comunicazione da parte della Seac sulle nuove corse e sui nuovi orari solo il 10 settembre”. In pratica a quattro giorni dall’apertura delle scuole.

 

Focus poi sull’ordine del giorno del consigliere della Lega Alberto Tramontano sull’istallazione di impianti e stazioni di telefonia mobile in Contrada San Giovanni dei Gelsi.

“In relazione alle due richieste di impianti di telefonia mobile alti 24 metri, Wind e Tim, da installare a San Giovanni dei Gelsi, a pochi metri l’una dall’altra, abbiamo voluto fare luce perché ci sono lati oscuri inaccettabili”, la sua denuncia in Aula. “Verificato che la Giunta ha effettuato un prelievo dal fondo di riserva risorse (50mila euro circa) per avviare la redazione del piano di zonizzazione delle antenne, la prima richiesta di installazione è stata respinta. Ora vorremmo sapere a che punto è la seconda”.

Dopo aver respinto le accuse di una gestione della vicenda “opaca e superficiale”, il sindaco Gravina ha illustrato il percorso seguito dalla sua amministrazione che aveva chiesto alla Regione Molise dei finanziamenti per realizzare il piano antenne perchè “ci sembrava giusto poter utilizzare dei fondi europei che a questo erano destinati. Non avendo avuto risposta, siamo intervenuti in modo diretto trovando le somme necessarie per bandire la gara, attuando uno storno dal fondo di riserva. A giorni dovrebbe partire la gara per questo che sarà un vero e proprio piano regolatore delle antenne sul territorio urbano“.