Aula covid per studenti con sintomi, percorsi e ambienti rivisti: ultimi lavori e grandi sforzi per le scuole di Campobasso foto

Sono ore frenetiche negli edifici scolastici della città dove si stanno svolgendo gli ultimi lavori per ampliare le classi o rivisitare gli ambienti che accoglieranno gli studenti. Tra timori e incognite tra cinque giorni la campanella tornerà a suonare segnando il rientro in classe nel primo anno scolastico dell'epoca covid. I presidi responsabilizzano i genitori e incalzano Asrem: "Come dobbiamo gestire uno studente che presenta i sintomi?"

Su e giù per le scale tra sedie e banchi da sistemare a distanza, come prevede la legge. Via gli armadi dalle aule: “Serve spazio”. E ancora: “Si devono finire di sistemare i distributori di igienizzante all’ingresso dell’edificio scolastico”. “Occhio all’elettricista, di là stanno realizzando una nuova aula. Qui invece abbiamo dovuto abbattere i tramezzi e ampliare la classe che già c’era”. E poi: si pulisce con scope e stracci oppure con la macchina a vapore tra l’odore pungente dell’alcol.

Alunni scuola D'Ovidio Campobasso
Liceo Classico Campobasso scuola covid lavori

Voci e immagini che testimoniano lo straordinario sforzo che il personale scolastico sta compiendo nell’imminenza della riapertura dell’anno scolastico dopo il blocco delle attività in presenza a causa della pandemia. Le abbiamo raccolte nelle scuole di Campobasso (frequentate da 4500 tra bambini e ragazzi) che ci hanno consentito di poter raccontare cosa si sta facendo per assicurare il ritorno in classe in piena sicurezza per i docenti, per il personale ata e soprattutto per gli studenti. Non tutti gli istituti, per la verità, hanno aperto le porte ai giornalisti: off limits, ad esempio, la ‘Montini’, la ‘Giovanni Paolo II’ del Cep e la ‘Petrone’ di Vazzieri. Sono tra le scuole che hanno percepito i finanziamenti ministeriali per adeguare gli spazi. 

Percorsi differenziati per l’uscita e l’ingresso degli alunni, banchi monoposto collocati nel rispetto della distanza segnalata con appositi ‘bollini’, aule covid in cui isolare lo studente che presenta sintomi sospetti. Alle elementari alcuni istituti – come la Francesco D’Ovidio – hanno affisso cartelli con disegni più comprensibili per spiegare ai più piccoli cosa vuol dire il divieto di assembramento o l’importanza di indossare la mascherina.

Le scuole dunque sono un cantiere aperto. Il tempo stringe, mancano cinque giorni al suono della campanella. 

Scuola D'Ovidio Campobasso

In realtà la scuola media di piazza della Repubblica già si è rimessa ‘in moto’ con l’avvio dei corsi di recupero e ieri mattina – 8 settembre – il dirigente scolastico Luigi Confessore ha convocato i genitori per illustrare loro protocolli e misure di sicurezza, fra l’altro pubblicati sul sito della stessa D’Ovidio. “In ogni aula, che sono abbastanza ampie, ci saranno 24 bambini e il docente e ogni banco si trova a 60 centimetri di distanza”, le sue parole. La scuola ha usufruito di 25mila euro di fondi nazionali. Soldi utilizzati per acquistare i dispencer e macchine a vapore lava pavimenti che saranno impiegate alle D’Ovidio e nelle altre tre scuole dell’infanzia che Confessore gestisce.

“Mancano gli ultimi lavori di edilizia leggera ed entro un paio di giorni consegneremo le aule ai dirigenti scolastici per pulizie, sanificazione e apposizione di tutte le indicazioni e le raccomandazioni previste”, riferisce dal Municipio l’assessore Luca Praitano che ha ringraziato le “decine di persone che hanno lavorato incessantemente, impegnate in uno sforzo organizzativo senza precedenti. Persone che voglio ringraziare perché con il loro contribuito hanno dimostrato, anche in questo caso, uno straordinario attaccamento all’istituzione scolastica”.

Nuove aule Liceo Classico Mario Pagano scuola Campobasso covid

Ripartenza complicata alle elementari e alle medie. Ma il percorso è ad ostacoli pure negli istituti superiori. Al liceo Classico Mario Pagano di Campobasso è stato necessario abbattere i tramezzi per ottenere aule più grandi. Altri spazi sono stati ripensati per ospitare le lezioni.

Liceo Classico Mario Pagano scuola covid tramezzi abbattuti

“E’ stato fatto tutto in modo che il distanziamento sia assicurato e che ogni studente sia collocato in una classe dove gli spazi siano adeguati”, riferisce il dirigente scolastico Sergio Genovese che ha in mano anche le redini del Liceo Artistico ‘Manzù’ e del Liceo Scientifico di Riccia. “Il corpo classe è stato mantenuto in toto, non è vero – come si è detto da qualche parte – che alcune classi sono state smembrate, avremmo creato un disguido pedagogico elevato. Gli spazi sono stati individuati proprio per evitare che le classi si smembrassero”.

Prima di uscire di casa per arrivare a scuola gli studenti dovranno accertare che la temperatura non superi i 37.5 gradi. Genovese boccia l’idea dei termoscanner a scuola: “Se dovessimo occuparci noi della rilevazione della temperatura, aumenterebbe il rischio di contagio in caso di positività, visto che lo studente sarebbe già stato a contatto con altre persone in uno scuolabus, in macchina, in pullman. Quindi, è assolutamente necessario che la febbre venga misurata a casa, è una questione di logica sanitaria. E poi misurare la temperatura creerebbe assembramenti nella scuola, è un dovere della famiglia accertarsi che i figli non abbiano la febbre, dobbiamo tutti impegnarci ed essere responsabili in questa situazione così particolare e complicata”.

Restano i timori legati al rischio di un contagio in aula: ogni scuola ha dovuto designare un “referente covid”. Di cosa si occupa questa figura? “Il referente covid deve interagire con il referente del Dipartimento di prevenzione dell’Asrem per gestire un caso di sospetta infezione”, spiega il coordinatore del plesso ‘Pertini’, il professore Flaviano Di Mascio.

Scuola Pertini Campobasso percorsi

Quindi, “quando uno studente manifesta sintomi che possono essere riconducibili al covid deve essere immediatamente portato in un’aula di riferimento, che è l’aula covid già attrezzata. Vanno avvisati i genitori che devono venire a prendere lo studente. Il problema nasce nel momento in cui i genitori sono impossibilitati a venire a prendere il figlio, o per motivi lavorativi o perché non sono a Campobasso. Questo non è ancora chiaro come verrà gestito, attendiamo notizie dall’Asrem”.

C’è di più: quando un ragazzo resta a casa per motivi di salute e manifesti sintomi che possano ricondurre al covid “il genitore è tenuto ad avvisare la scuola dell’assenza dovuta a quel determinato motivo, di modo che ci si attivi con il medico di base e poi si potrà parlare di una normale influenza o di altro. Senza il certificato medico che attesti che lo studente è negativo non possiamo riammetterlo”.

Il professore Di Mascio non lo nasconde: “La preoccupazione c’è, le cose da fare sono tante. Stiamo prevedendo possibilità ed evenienze, le linee guida sono precise ma spesso alcuni passaggi sono in divenire. Infine, aggiungo che è giusto che gli studenti siano al centro dell’attenzione ma dobbiamo parlare anche di noi insegnanti che siamo soggetti deboli, avendo un’età più avanzata e quindi andremmo incontro a maggiori disagi nel caso in cui si becchi il virus”.

Al ‘Pertini’ inoltre è stato rivisto tutto ciò che riguarda la capienza delle aule in funzione delle linee guida. Sono stati fatti percorsi interni. “Fortunatamente, essendo la scuola relativamente recente di costruzione – aggiunge il docente – non abbiamo avuto grossi problemi per quanto riguarda la capienza. Non è stato fatto alcun tipo di intervento strutturale, solo modifiche di riorganizzazione di alcuni ambienti, ne abbiamo sacrificato qualcuno per garantire aule spaziose. Noi abbiamo tre scuole unite, Pertini, Montini e Cuoco, che hanno plessi differenti. Quello del Pertini è il più numeroso”.