Aperitivo nel vigneto, idea vincente. La comunità riscopre la socialità in campagna foto

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Una vigna illuminata da lucine disposte tra i filari, balle di fieno come sedie e vecchie bobine per tavolo, dove bere vino e consumare salumi e formaggi tipici. Gli immancabili arrosticini e la musica, con un piccolo palco sulla vasta aia della campagna dei fratelli De Curtis, a Guglionesi, sotto le stelle.

Qui, sabato sera, centinaia di persone hanno risposto all’invito dell’associazione giovanile Nuova Guglionesi, che ha proposto una iniziativa destinata a ripetersi, stante il successo che ha ottenuto. Un aperitivo nel vigneto, anzi: sotto il vigneto, scenario incantevole che ha permesso di valorizzare la socialità in un contesto “sicuro” e a debito distanziamento, tra buon cibo, buon vino e buona musica (affidata a un sassofonista e a un dj)  fare da cornice all’allegria e alle chiacchierate.

I ragazzi dell’associazione hanno valorizzato alla perfezione la potenzialità rurale, e i gemelli Vittorio e Giovanni De Curtis, con la loro azienda, sono stati impeccabili padroni di casa per la festa, alla quale hanno partecipato persone di tutte le età, tra cui anche il sindaco e il delegato alla cultura in rappresentanza dell’Amministrazione.

Applausi unanimi agli organizzatori e bella atmosfera folk per un evento che ha incuriosito e affascinato, guadagnandosi apprezzamenti netti, come scrive sui social Rosa, una dei tanti rimasta positivamente colpita. “Ragazzi, adulti e bimbi hanno degustato i prodotti tipici di Guglionesi attraverso i taglieri, hanno ballato e passato delle ore magiche insieme. Personalmente non ho sentito un solo giudizio negativo ieri, anzi tutti avevano gli occhi pieni di emozione. Con questo voglio far sapere a tutti i guglionesani che se si vuole, si può. Loro l’hanno dimostrato. Quando diciamo ‘a Guglionesi non si fa mai nulla’ pensiamo a questo evento e cerchiamo di dare il meglio di noi stessi. Mi auguro che l’aperitivo in vigna sia solo il primo di una lunga serie e che possa diventare addirittura una tradizione”. Le premesse, d’altronde, ci sono tutte.

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