Allarme al Cardarelli, mancano anestesisti e rianimatori. Ultimatum del primario: “Dal 5 ottobre solo interventi urgenti”

Il reparto salva-vita del Cardarelli di Campobasso rischia di 'affondare' a causa della carenza di medici, segnalata dal dottor Romeo Flocco almeno 5 volte nel giro di 3 mesi. "Senza assunzioni o contratti libero-professionali garantiremo solo le attività chirurgiche urgenti", la sua denuncia. I camici bianchi sono stremati e all'orizzonte ci sono i timori dell'impatto della seconda ondata della pandemia provocata dal coronavirus.

L’ospedale di Campobasso sarebbe dovuto essere il punto di riferimento del sistema sanitario regionale: il cuore della rete degli ospedali, il centro hub come si dice utilizzando un termine tecnico.

E invece nel corso del tempo anche al Cardarelli le difficoltà legate alla riorganizzazione della sanità regionale hanno iniziato a pesare. E la carenza di personale, determinata dal mancato ricambio dei camici bianchi che sono andati in pensione, rischia di mandare in tilt il sistema. La Rianimazione, un reparto fondamentale e delicatissimo per il presidio sanitario, è al collasso e rischia di far venire meno – almeno in parte – la sua essenziale funzione salvavita.

flocco e rianimazione

“Dal 5 ottobre garantiremo solo gli interventi urgenti”: è l’ultimatum lanciato dal primario, Romeo Flocco, a capo del personale che durante l’emergenza legata al covid ha stretto i denti in quella che è stata definita una ‘trincea’ nella battaglia contro un nemico invisibile e implacabile.

Gli stessi medici, ai quali abbiamo dedicato flashmob e applausi durante il lockdown dai balconi delle nostre abitazioni, sono stremati.

Il numero attuale dei dirigenti medici della Unità operativa di Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero Cardarelli di Campobasso, per le già note assenze per quiescenza o interdizione, è insufficiente a garantire le attività chirurgiche in regime di elezione – scrive il primario in una lettera in cui evidenzia che “la carenza attuale di anestesisti è da considerarsi una situazione di emergenza”.

Inviata una decina di giorni fa (il 12 settembre) all’attenzione dei vertici dell’Asrem (in primis al direttore generale Oreste Florenzano), al direttore sanitario ospedaliero (il dottor Sassi, ndr), ai direttori Specialità Chirurgiche e alla coordinatrice regionale del progetto ministeriale, la lettera richiama l’attenzione dei vertici della sanità regionale sull’assunzione di nuovi anestesisti. Carenze su cui Primonumero ha acceso i riflettori poco più di un anno fa, quando vi abbiamo raccontato che al Cardarelli opera la metà dei medici di cui si avrebbe invece bisogno. Camici bianchi mai sostituiti perchè i concorsi indetti dall’Azienda sanitaria vanno deserti.

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“La stessa Unità Operativa – ricorda oggi Flocco – ha chiesto più volte strategie aziendali emergenziali di reclutamento di nuovi anestesisti”. Tra maggio e agosto all’Azienda sanitaria regionale sono state inviate cinque sollecitazioni in tal senso. E di fronte al silenzio e alle mancate soluzioni da parte dei vertici aziendali, nonostante lo scorso 19 maggio sia suonato il primo campanello di allarme, anche la Rianimazione tira i remi in barca.

Per chi non lo sapesse, ribadisce il primario, “l’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione deve garantire le seguenti attività essenziali: guardia di rianimazione 24 ore su 24 e guardia anestesiologica 24 ore su 24. I 9 dirigenti medici effettivi dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione, secondo il vigente contratto collettivo nazionale di lavoro, possono erogare 342 ore lavorative settimanali, senza considerare i dovuti congedi. Il turno di 24 ore giornaliere di guardia di rianimazione e di 24 ore giornaliere di guardia di anestesia per le urgenze chirurgiche prevede un totale di 336 ore lavorative settimanali”.

Ma così non si può andare avanti. I medici sono stremati e probabilmente non riuscirebbero a reggere l’impatto che la seconda ondata della pandemia potrebbe provocare sulle strutture sanitarie.

Quindi, rilancia il primario, “a partire dal 5 ottobre si garantisce esclusivamente l’attività chirurgica in regime di urgenza, fino alla prossima assunzione di nuovi anestesisti o all’espletamento di contratti libero-professionali, per effetto delle strategie aziendali già intraprese”.

SP